Lì dove non arrivano le (affaticate) risorse del Comune di Avellino, ci pensano i residenti: dal doposcuola ai campi estivi passando per l’assistenza agli anziani, gli eventi culturali e le feste di quartiere, ci sono una serie di attività che si possono organizzare grazie all’associazionismo. L’ultimo esempio arriva da rione San Tommaso, dove un gruppo di residenti, animati da un forte senso civico e dall’amore per il proprio quartiere, hanno creato l’associazione ‘Philìa’. Non è un’impresa semplice, anche perché San Tommaso è uno dei quartieri più popolosi della città, ma questo non ha spaventato i promotori, che si presentano ai lettori del Corriere dell’Irpinia delegando la loro presidente, Olimpia Rusolo, a spiegarci le ragioni del loro impegno: “Nel corso degli anni il tessuto sociale del nostro quartiere si è fatto sempre più variegato e le esigenze della popolazione sono aumentate e si sono diversificate: da qui prende vita la nostra nuova realtà associativa. L’abbiamo chiamata ‘Philìa – trattato d’amicizia’, ed è un’associazione non profit nata dal desiderio concreto di costruire legami e offrire risposte ai bisogni del territorio. L’iniziativa nasce dall’impegno di un gruppo di cittadini, mamme, papà e professionisti del posto, che hanno scelto di mettersi in gioco per creare un punto di aggregazione e d’incontro per gli abitanti del quartiere. Una risposta spontanea e partecipata a un contesto in continua evoluzione, dove accanto alla ricchezza della diversità emergono nuove fragilità e nuove necessità”.
PATTO DI AMICIZIA
“Da sempre crediamo che la partecipazione dei cittadini alla vita del quartiere sia lo strumento indispensabile per migliorare e semplificare la qualità della vita. E’ da questo senso di responsabilità e dal desiderio di contribuire attivamente al bene comune che nasce il nome Philìa: è un termine che richiama un’amicizia disinteressata, fondata su amore fraterno e alto, sulla stima reciproca e sulla comunità di intenti. Un ‘trattato d’amicizia’ che non è solo simbolico, ma rappresenta un impegno concreto verso la comunità”.
IL DOPOSCUOLA PER I BAMBINI DEL QUARTIERE, SERVIZIO AMPLIATO ANCHE AI RAGAZZI STRANIERI: SEGNALE CONCRETO DI INCLUSIONE
Tra le prime attività messe in piedi dall’associazione, anche grazie alla collaborazione con la chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori e con il parroco don Antonio Proietto, c’è quella del doposcuola: tutti i giorni, dalle 16 alle 18:30, dal lunedì al venerdì, volontari, tutor, docenti ed ex docenti, accolgono un nutrito gruppo di bambini del quartiere, per aiutarli a fare i compiti e per dare loro una sana occasione di socialità. “L’associazione – spiega Rusolo – è solo all’inizio del suo percorso, ma l’obiettivo è chiaro: far sì che i cittadini sentano il quartiere come la propria casa e siano spronati a partecipare in prima persona alla risoluzione dei problemi che riguardano il territorio in cui vivono o lavorano. Tra le prime azioni messe in campo dall’associazione c’è questo servizio di doposcuola pomeridiano, attivo da alcuni mesi, nato dalla collaborazione con le istituzioni del quartiere, in primis l’Istituto Comprensivo San Tommaso Francesco Tedesco e la Parrocchia Sant’Alfonso Maria dei Liguori, che ha messo a disposizione le proprie sale per lo svolgimento delle attività. Il doposcuola rappresenta già un importante punto di riferimento per molte famiglie. Attualmente coinvolge un nutrito gruppo di bambini della scuola primaria e secondaria, seguiti quotidianamente da tutor volontari che hanno scelto di offrire il proprio tempo e le proprie competenze al servizio dei più piccoli. Un ulteriore motivo di soddisfazione per l’associazione è l’avvio, negli ultimi mesi, di un servizio di doposcuola dedicato anche ai ragazzi stranieri, un segnale concreto di inclusione e attenzione verso chi spesso incontra maggiori difficoltà nel percorso scolastico e di integrazione”.
Ma non solo: “Sono in fase di progettazione per i prossimi mesi iniziative di carattere culturale e letterario che saranno rivolte ai giovani e agli adulti. ‘Philìa – trattato d’amicizia’ si presenta così come un laboratorio di cittadinanza attiva, un luogo dove l’amicizia, intesa nel senso più lato del termine e rivolta principalmente verso il territorio, diventa strumento di crescita collettiva e dove la partecipazione si trasforma in azione. Un invito aperto a tutti coloro che desiderano contribuire a rendere il quartiere non solo un luogo in cui abitare, ma una vera comunità”. Rusolo e gli altri soci di Philìa stanno pensando anche ad un grande evento di presentazione dell’associazione, magari da organizzare quando il tempo sarà più clemente, durante il quale dare ufficialmente il via alla fase dei tesseramenti.










