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Banco Alimentare, D’Orta: 600 pacchi alimentari, 50 pasti ogni giorno. Difficile individuare la povertà sommersa

“Sono 600 i pacchi che distribuiamo ogni mese alle famiglie, circa 50 le persone che accogliamo ogni giorno a Mensa ma esiste una povertà sommersa, un disagio più difficile da intercettare che riguarda non solo l’aspetto economico”. A sottolinearlo Antonio D’Orta, direttore della Caritas di Avellino, in occasione della Giornata dela Colletta Alimentare, che ha coinvolto duecento volontari in città e undici supermercati. Ciascuno può offrire il proprio contributo donando prodotti alimentari a chi vive in una condizione di difficoltà: “Siamo qui non solo perchè i prodotti raccolti dal Banco Alimentare saranno destinati anche alla Mensa dei poveri. La nostra presenza è legata al nostro essere cristiani. E’ per noi la Giornata della scelta, simbolo di un cristianesimo incarnato in un servizio, poichè la fede senza carità non è nulla. E’ la nostra risposta a quel passo in cui Gesù ci ricorda che quello che avremo fatto al più piccolo dei fratelli lo avremo fatto a lui. Siamo chiamati a prenderci cura dei nostri fratelli che hanno fragilità. Ai 600 pacchi che distribuiamo ogni mese alle famiglie, alle 50 persone che accogliamo ogni giorno nella Mensa dei poveri, si affianca quella che rappresenta una finestra sulla città, un centro aperto 24 ore su 24 dove ciascuno può recarsi per essere ascoltato.  La nostra è una vera cittadella della carità, con due centri ascolto, un dormitorio, e la mensa, un polmone vivo della carità”

Sui dati preoccupanti relativi alla crescita delle richieste di aiuto “La Campania negli ultimi dieci anni ha perso 350.000 persone, le, zone interne continuano a spopolarsi, Avellino è la città più vecchia in Campania con un’età media di 46 anni. E’ evidente che se un luogo perde abitanti, si impoverisce anche dal punto di vista economico e delle relazioni sociali. Le solitudini degli anziani sono il nostro quotidiano, basti pensare a coloro che chiedono il pacco alimentare non tanto perchè hanno bisogno di un sostegno economico ma  per avere un momento di relazione con gli altri”. Spiega come ” tra gli ospiti della Mensa si registra una consistente presenza di stranieri in una situazione di precarietà, ma tantissimi sono gli italiani che chiedono aiuto perchè in una condizione di disagio. Quando siamo partiti, i 100 pacchi che distribuivamo ogni giorno sembravano tantissimi, oggi siamo arrivati a quota 600 e tante sono le persone che hanno vergogna di chiedere aiuto. C’è una povertà che non emerge, che riguarda anche i giovani”. D’Orta sottolinea il valore forte di cui si carica l’iniziativa del Banco Alimentare “E’ anche una giornata contro lo spreco, ci impedisce di comprare quel di più che avremmo buttato, sarebbe finito nelle discariche e avrebbe, dunque, contribuito ad inquinare il pianeta. Una giornata che non potrebbe esistere senza i 200 volontari, che rappresentano il contraltare al disagio di tanti giovani. A conferma di come donare agli altri aiuta innanzitutto noi stessi”

E’ Costantino Del Gaudio, direttore della Cittadella a sottolineare come “Grande è l’attenzione rivolta alle emergenze lavorative del territorio, a partire dalla crisi che sta investendo numerose fabbriche. Attraverso il centro ascolto, cerchiamo di intercettare quelle famiglie che sono in difficoltà ma non trovano il coraggio di chiedere aiuto. Stiamo provando ad immaginare anche delle forme di sostegno per chi si ritrova all’improvviso senza lavoro a 50 anni e fa fatica a ottenere un nuovo impiego, un sostegno che può nascere anche da un raccordo con le aziende. Funziona anche il passaparola, grazie ai contatti diretti dei nostri volontari che ci segnalano situazioni difficoltà. Comincia a prendere corpo quella rete tra Caritas e Istituzioni che è sempre più necessaria, attraverso un confronto costante con i Piani di Zona. Solo nelle scorse settimane ci sono state segnalate dai servizi sociali famiglie che vivevano una condizione di disagio temporanea. Diventa fondamentale intervenire immediatamente per evitare che diventino situazioni più gravi e difficili da risolvere”.

 

 

 

 

 

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Floriana Guerriero

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