Venerdì, 10 Luglio 2026
09.34 (Roma)

Ultimi articoli

“Gli astenuti: il ceto dei delusi”, di Monia Gaita

Perché il 4 marzo molti italiani resteranno a casa? Perché in parecchi diserteranno le urne?

Anche l’astensionismo ha un suo linguaggio e ha bisogno di un decodificatore che lo sappia interpretare.

Non mi piace quando si dice che chi non va a votare è un menefreghista, uno che ha in discredito gli organismi democratici e preferisce lo stagno della noncuranza all’assennata opzione di un sistema di governo.

L’astensionismo è cambiato nel corso dei decenni: quello attuale non è scetticismo, non è indifferenza, non è viltà, non è sovversione occulta.

Ritengo, invece, che si tratti, oggi, di cittadini delusi ma consapevoli, che non si riconoscono in nessun partito, e che, avendo a cuore l’importanza del voto, scelgono, da un versante di disappartenenza, di non scegliere affatto.

Il precariato non riguarda solo il mondo del lavoro; c’è un precariato ideologico che i leaders hanno fomentato, una secessione dalla compattezza, dalla stabilità e dal principio unificatore delle alleanze.

Una secessione da uno spazio di identità comune, fragile e strumentale, che ha portato al prosciugamento dei partiti e al prosciugamento dell’entusiasmo e del consenso degli elettori.

Si va affermando, quindi, un vasto agglomerato di incertezza, e un’astensione che non coincide né con un attentato alle istituzioni né con una deresponsabilizzazione – intesa come fuga dalle responsabilità del vivere associato.

Se il cittadino si dimette dal voto è perché il pavimento a incastro tra lui e chi lo rappresenta, si è sgretolato.

E magari lo stesso cittadino non ha mai smesso di credere nei valori che la politica è convocata a difendere e a realizzare.

Il divorzio pernicioso non è dalla politica, ma da questa politica.

La rescissione dal contratto di interdipendenza e reciprocità non è dal Paese, ma dalle dolorose e profonde lacerazioni che questo Paese ha inferto al tessuto esistenziale del singolo e della collettività.

Portiamo rispetto per chi si astiene! Chi si astiene è un richiedente asilo, uno che chiede di vivere in una terra diversa, di non sentirsi più apolide, di ritrovarsi e di attecchire in un luogo. Chi si astiene è un profugo che sfugge all’alluvione dei diritti, e che, nella contesa tra aspettative legittime e una cornice di riferimento sempre più friabile, fa manifesta l’ortodossia del silenzio.

E in un PD triturato, nell’avanzata di nuove coalizioni collaudabili, è necessario che la politica riattragga a sé il ceto dei delusi, con idee chiare, coerenti e definite. L’approccio leucemico ai partiti, converta il passo dall’astenia a una lunga e appassionata fioritura partecipativa.

 

Monia Gaita

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Dopo aver partorito, una la bambina dell’altra e soltanto per una fortuita coincidenza lo scambio dei neonati non è diventato…

Non impedirono la fuga dell’81enne Raffaele Petroccione dalla Rsa di Parolise nel febbraio 2025: chiesto il processo per quattro imputate,…

Associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga tra Avellino, Napoli e Benevento: arrivano le condanne del gup di Napoli….

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Dopo aver partorito, una la bambina dell’altra e soltanto per una fortuita coincidenza lo scambio dei neonati non è diventato definitivo. Lo scambio e’ avvenuto in una nota clinica di Avellino, dove due donne, entrambe residenti nel vicino Comune di Atripalda il 9 ottobre avevano dato alla luce due bambine....

ISCHIA – Nella suggestiva cornice di Villa La Colombaia, storica dimora di Luchino Visconti, venerdì 17 luglio alle ore 19:00 si terrà la presentazione ufficiale del secondo numero di CineMoi, la rivista che racconta la settima arte non come semplice rappresentazione, ma come esperienza di attraversamento, luogo di pensiero e...

Antonio Polidoro L’ampia Aula della storica sede del più grande Ospedale del Mezzogiorno, voluto dal Duce, edificato a firma del giovane architetto Alessandro Rimini, dal 1927 al 1934, prima che una dissennata politica estera cancellasse le tante cose positive a cui pure il Regime aveva messo mano, è diventata un...

“L’errore giudiziario sarà sempre possibile finchè la giustizia sarà amministrata dagli uomini. Ma la sfida deve essere quella di garantire la possibilità di riparare ad un eventuale errore nel più breve tempo possibile. Oggi possiamo contare su un sistema giudiziario accurato che tutela l’imputato, nel caso di dubbio sulla sua...

Ultimi articoli

Attualità

“L’errore giudiziario sarà sempre possibile finchè la giustizia sarà amministrata dagli uomini. Ma la sfida deve essere quella di garantire…

Il Comitato ProteggiAMO La Valle del Calore comunica che si costituirà, mediante atto di intervento ad opponendum, nel giudizio pendente…

“Vogliamo far comprendere ai cittadini che quello che proponiamo è un nuovo modello di città”. A sottolinearlo l’assessore ai lavori…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy