È stato un”segnale forte”, quello lanciato dall’opposizione consiliare di Grottaminarda, almeno da una parte di essa, che non si è presentata all’ultimo consiglio comunale in cui è stata votata una serie di ordini del giorno, tra i quali l’approvazione del bilancio di previsione. Sono i tre ex assaessori, oggi riuniti in un gruppo, “Scelta Popolare”, Michelangelo Bruno, Doralda Petrillo e Eduardo De Luca, che così giustificano la loro assenza a palazzo Portoghesi, aggiungendo che lo hanno inteso far capire ai “cittadini in merito al fatto che la futura azione amministrativa è decisa da persone che non rappresentano la maggioranza dei cittadini ma solo una maggioranza numerica confinata alle sedute di consiglio comunale”.
Quindi, secondo loro, la risposta data dalla capogruppo della “Rinascita”, Franca Iacoviello, alla stampa in merito a quanto accaduto sarebbe “un’iniziativa mai registrata nei precedenti tre anni di amministrazione. Un evento decisamente raro sino ad oggi che induce a chiedersi se chi parla sia la medesima persona o se il gruppo del “Gallo 2.0” sia per lei di maggiore stimolo rispetto a quello scelto dalla maggioranza dei cittadini”. Secondo “Scelta Popolare” approvare tutti quegli ordini del giorno, erano dieci, è stato possibile soltanto “grazie alla presenza decisiva della consigliera Marisa Graziano, eletta nelle liste dell’opposizione.
Quest’innesto di non di poco conto è ciò che realmente altera il mandato conferito dagli elettori. Il coacervo (termine usato per noi dal sindaco) che ha predisposto ed approvato gli atti non rappresenta certo l’espressione di una maggioranza politicamente coerente ma, piuttosto, il risultato di equilibri costruiti su accordi che appaiono più personali che politici”.
“Non può, inoltre, passare inosservata la dichiarazione del sindaco che definisce “spiacevole” la situazione per la comunità. Sarebbe opportuno che chiarisse a tutti gli elettori della Rinascita se ha avuto la medesima sensibilità quando ha messo alla porta tre componenti dell’Amministrazione scelta dai cittadini per poi aprire portoni e finestre a persone bocciate dalle urne, garantendo loro spazi e ruoli decisivi”.
Resta aperto, infine – conclude “Scelta popolare” -, il tema della sostenibilità politica di un percorso amministrativo caratterizzato da scelte e da equilibri sempre più fragili, in un contesto in cui diventa legittimo chiedersi come si possano assumere decisioni strutturali se, di fatto, ogni riccio diventa un capriccio”.



