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I consiglieri regionali Alaia e Petracca sulle tariffe dell’Alto Calore: fondi dalla Regione per neutralizzare gli aumenti

“L’adeguamento tariffario non è un capriccio, ma un obbligo normativo imposto all’Alto Calore Servizi dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente che ha già diffidato Acs negli anni scorsi sanzionandolo per un importo totale di oltre quattro milioni di euro relativi proprio al mancato adempimento di quest’obbligo per il quadriennio 2020-2023”: lo dicono i consiglieri regionali irpini Vincenzo Alaia e Maurizio Petracca alla viglia dell’assemblea dei soci dell’Alto Calore Servizi in programma per domani pomeriggio.

“Tutto da inquadrare – spiegano – nella complessa vicenda del salvataggio di Acs dal default a cui sarebbe drammaticamente ed inesorabilmente incorso proprio senza il sostegno della politica, e segnatamente della Regione Campania che ha messo in campo ogni azione utile al raggiungimento di questo obiettivo. Chi ricopre ruoli istituzionali ed amministrativi dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dare atto alla Regione Campania di aver messo in campo in questi anni politiche di investimento tese a contrastare l’emergenza idrica del territorio irpino con un piano di interventi da oltre 150 milioni di euro destinati all’ammodernamento dell’impiantistica e delle reti a cui vanni aggiunti i 49 milioni dell’Erc. Per un totale di oltre 200 milioni di euro. Su nostra proposta, in questo frangente emergenziale e con l’obiettivo di evitare che questo obbligo normativo possa scaricare i suoi effetti negativi sugli utenti, e quindi sulle famiglie che già vivono una fase congiunturale di difficoltà, la Regione Campania stanzierà ulteriori risorse che serviranno per neutralizzare il peso legato all’introduzione delle nuove tariffe per l’anno in corso”.

“Se l’adeguamento non è il frutto di una decisione discrezionale da parte di Alto Calore Servizi, ma, come detto legato ad un obbligo regolatorio, va anche sottolineato come l’adempimento di quest’obbligo rappresenti una necessità per poter accedere a finanziamenti pubblici da parte di Acs stesso. In soldoni, senza adeguamento ci sarebbe il blocco totale di tutti i progetti e gli interventi posti in essere. Insomma, è l’ora della responsabilità. E responsabilmente abbiamo determinato le condizioni politiche ed amministrative per un nuovo stanziamento che di fatto eviterà che l’adeguamento tariffario possa scaricarsi sui consumatori, sui cittadini”.

“Non bisogna, inoltre, dimenticare che tutte le decisioni messe oggi in campo da Acs sono il frutto di un accordo concordatario che di fatto ha determinato le condizioni di sopravvivenza della società stessa. Vale anche per l’adeguamento tariffario che va obbligatoriamente approvato, ovviamente nella misura meno drastica e pesante possibile. Nessuno ha voglia di lucrare sulle tasche dei cittadini. Fare affermazioni del genere significa essere irresponsabilmente e pericolosamente populisti”.

“Agitare lo spauracchio di una possibile privatizzazione del servizio – continuano i due consiglieri regionali – significa, al contrario, assumere un atteggiamento terroristico che non serve e che crea inutile e dannosa confusione. E’ bene ribadire come Regione Campania abbia da tempo sostenuto Alto Calore Servizi e l’obiettivo, considerato strategico, del suo risanamento con azioni concrete, facendosi carico, ad esempio, della gestione delle infrastrutture del cosiddetto Acquedotto della Normalizzazione unitamente alla centrale di sollevamento idrico di Cassano Irpino. Ciò ha comportato l’assunzione a proprio carico dei significativi costi energetici. Si tratta di un lavoro che parte lontano, niente di estemporaneo perciò o legato a scadenze elettorali, con l’obiettivo di sanare i disastri degli anni scorsi perché il destino di Acs è stato segnato dalle gestioni scellerate di almeno venti anni fa”.

“Ed è patetico che oggi, proprio chi è stato responsabile di quelle gestioni, pensi di poter pontificare vacuamente, dare lezioni o certificare competenze manageriali che ha mostrato, nei fatti, di non possedere. Oggi Regione Campania dà dimostrazione di essere al fianco delle comunità, coprendo i costi aggiuntivi legati all’adeguamento tariffario, comprendendo come, in una fase caratterizzata dalla crisi idrica e con gli investimenti che ancora non possono dare gli effetti positivi in termini di riduzione della dispersione della risorsa, sarebbe paradossale chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini”.

“Con questo nuovo stanziamento, frutto di una nostra azione portata avanti con determinazione, si raggiungerà un altro importante obiettivo, evitare che la nuova tariffa possa rappresentare un vulnus per le nostre comunità. A chi ricopre ruoli istituzionali ed amministrativi consigliamo, con paterna benevolenza, di evitare tifoserie e guerre per bande, ma di lavorare con responsabilità nell’interesse dei nostri territori. Facciamo appello ai sindaci, agli amministratori, pur comprendendo la difficoltà di trasferire alle proprie comunità notizie che possano apparire inique, affinché vivano anche questo passaggio con la dovuta responsabilità, già tante volte mostrata in passato, nella consapevolezza che solo il buonsenso e la coesione potranno determinare le migliori condizioni per il bene della nostra Irpinia”.

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