Giovedì 5 marzo prossimo, alle ore 16:30, nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”. Nel corso dell’incontro si presenterà il libro “L’abitazione degli uomini è la terra. Le Memorie Storiche Topografiche e la cartografia del Principato Ultra in un manoscritto inedito di Marciano Di Leo”, di Michele Sisto. L’evento verrà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Interverranno: Carmine Ciullo, Sindaco di Frigento, Franco Di Cecilia, Consigliere provinciale, e Pierluigi De Felice, Professore di Geografia, Geografia del turismo e Marketing del territorio presso l’Università degli Studi di Salerno. Modererà l’incontro il giornalista Gianluca Amatucci.
Le “Memorie Storiche Topografiche della Provincia di Principato Ulteriore del Regno di Napoli” sono conservate in forma manoscritta presso l’Archivio di Stato di Napoli, nel fondo “Ministero degli affari Interni”. Redatta nel 1816 da Marciano Di Leo, arciprete della Cattedrale di Frigento, quest’opera – dedicata al principe Leopoldo di Borbone – offre una visione dettagliata dell’Irpinia antica e moderna. Di Leo, interprete della cultura illuminista, fedele ai Borbone nel 1799, ma convinto partecipe del riformismo del Decennio francese, descrive con rigore scientifico la geografia, la storia e le trasformazioni socioeconomiche della sua terra natia, arricchendo la trattazione con oltre sessanta carte topografiche.
La grande modernità dello studio del Di Leo si evidenzia nell’impostazione della sua analisi, che risente, sì, di un vago sapore di determinismo geografico, ma trascende quest’aspetto, facendo del colto arciprete un antesignano dello studio delle forme della superficie terrestre e della geografia umana.
Michele Sisto, geologo, cultore di Geografia Fisica e Geomorfologia presso l’Università degli Studi del Sannio, nonché membro dei Comitati Scientifici della Fondazione Sistema Irpinia e del Progetto Appia Antica, ha trascritto con cura il manoscritto in ogni suo dettaglio, permettendoci di riscoprire un’opera che va oltre la semplice cartografia, abbracciando una visione del paesaggio come teatro della vita umana.




