Giovedì, 20 Agosto 2026
03.00 (Roma)

Ultimi articoli

La Resistenza, il capitano Caggiano ucciso dai nazisti

di Carmine Clericuzio

La Resistenza che la Divisione Acqui oppose ai nazisti è considerata il primo episodio della lotta di Liberazione. I soldati italiani si rifiutarono di deporre le armi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e diecimila militari furono trucidati o fatti annegare nelle isole greche di Cefalonia e Corfù, dove avvenne la più grande eliminazione di massa di prigionieri di guerra della Seconda guerra mondiale. In quell’eccidio rimase vittima un ufficiale irpino: il capitano dei Carabinieri Teobaldo Caggiano, nato a Taurasi il 24 novembre 1914 da Michelangelo e Palmira Tranfaglia. Conseguita a pieni voti la maturità classica presso il Liceo Colletta di Avellino, Caggiano si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli, ma appena ventenne sceglie la carriera militare.

Il 17 novembre 1934 è ammesso alla Scuola Allievi Ufficiali di Potenza del 9° Reggimento Artiglieria. Il 6 febbraio 1935 è nominato allievo ufficiale di complemento e il 23 maggio presta servizio con il grado di sottotenente presso il 3° Reggimento Artiglieria di Corpo d’Armata di Cremona. Inviato in congedo il 15 giugno 1936, si laurea brillantemente e acquisisce l’abilitazione all’esercizio forense. Poi frequenta ad Avellino lo studio dell’avvocato giurista Guido Dorso, diventando un suo apprezzato allievo. Rientra volontariamente nell’Esercito l’8 agosto 1939 con il grado di tenente, mentre il 29 febbraio 1940 è trasferito a Roma alla Legione Allievi dei Carabinieri Reali per il passaggio nel ruolo di complemento nell’Arma. Il primo aprile 1940 viene inviato al Gruppo Carabinieri di Benevento, poi dal primo giugno dello stesso anno presta servizio presso la Legione di Ancona. Il 7 giugno 1940, tre giorni prima dell’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania hitleriana, è richiamato alle armi e destinato alla 49ª Sezione Mista Carabinieri. Poi il 9 dicembre del ’40 è inviato al 7° Battaglione Carabinieri Mobilitato con destinazione le zone di guerra in Albania. Si imbarca a Bari il 27 dicembre e giunge nel porto di Durazzo il giorno successivo, assumendo il comando della 1ª Compagnia del 7° Battaglione.

Dopo la resa della Grecia avvenuta il 23 aprile 1941, viene inviata nelle Isole Ionie la Divisione Acqui: nella zona di Corfù vengono dislocati, a partire dal 2 maggio 1941, i Carabinieri del 7° Battaglione, inquadrati nel 18º Reggimento Fanteria comandato dal colonnello Luigi Lusignani, mentre il 33° Reggimento Fanteria si posiziona a Cefalonia, dove si insedia il Comando della Divisione sotto la guida del generale Antonio Gandin. Il 29 maggio 1941 Caggiano risulta essere proprio a Corfù e dopo pochi mesi gli viene conferito un solenne encomio: “Ufficiale appartenente a battaglione mobilitato dislocato in territorio di occupazione, fedele interprete delle direttive superiori, organizzò e diresse l’azione dei propri dipendenti in modo particolarmente efficace, distinguendosi per zelo, capacità professionale, alto senso del dovere e spirito di sacrificio. – Isole Ioniche, maggio-ottobre 1941”. Il 31 ottobre 1942 riceve la promozione al grado di capitano e continua ad operare nel territorio di confine tra Grecia e Albania.

L’8 settembre 1943, con l’annuncio dell’armistizio, la Compagnia al comando di Caggiano si sposta con uomini e mezzi al centro di Corfù, dove sono operativi circa 4.500 uomini, mentre a Cefalonia le truppe italiane ammontano a circa 11.000 unità. Un presidio tedesco è presente a Cefalonia, ma in una situazione di inferiorità: in tutto 1.800 uomini al comando del tenente colonnello Hans Barge. Quest’ultimo intima a Gandin la resa delle truppe italiane e chiede la consegna delle armi. Il comandante della Divisione Acqui, dopo aver consultato gli ufficiali superiori, chiede il parere dei soldati reparto per reparto. A grandissima maggioranza l’orientamento è di non cedere all’ultimatum tedesco, sperando in un imminente intervento degli Alleati. Barge comunica la situazione al generale Hubert Lanz, responsabile del disarmo delle truppe italiane in Grecia. Immediatamente massicci bombardamenti dell’aviazione tedesca si abbattono sulle due isole, che precedono lo sbarco in massa di numerose truppe corazzate.

A Corfù è proprio l’ufficiale di Taurasi ad organizzare la Resistenza, con il supporto della popolazione e di circa seicento civili greci disposti a combattere a fianco degli italiani. Gli scontri, durissimi e sanguinosi, hanno inizio il giorno 15 e la supremazia di uomini e mezzi tedeschi è schiacciante, così la resa italiana è inevitabile. A Corfù i nazisti raggiungono la località di Skripero il 25 settembre 1943, dove nella Fortezza Vecchia, sede del Comando, catturano Caggiano, Lusignani e il capitano Carlo Ferraro, i quali, dopo un sommario e grottesco interrogatorio, sono messi al muro e fucilati. In un documento conservato presso l’Ufficio Storico dell’Arma, redatto dalla Legione Territoriale dei Carabinieri Napoli il 19 febbraio 1946, è annotata l’avvenuta tumulazione del cadavere di Caggiano nel cimitero cattolico di Corfù.

Circa dieci anni dopo, su Decreto Presidenziale del 16 ottobre 1956, al capitano irpino dell’Arma venne conferita la medaglia di bronzo al valor militare alla memoria con questa motivazione: “Comandante di Compagnia Carabinieri, in uno scacchiere operativo oltremare, in un momento particolarmente delicato e difficile fu assertore convinto della resistenza ad oltranza alle forze avversarie superiori in numero e mezzi. Sottoposto ad incessanti bombardamenti aerei diurni e notturni fu sempre di esempio ai propri dipendenti. Catturato veniva barbaramente ucciso. – Corfù (Grecia) 8-25 settembre 1943”.

Il primo marzo 1953, a bordo della nave Stromboli, furono trasferite a Bari le salme di oltre mille militari italiani uccisi in quelle isole, per poi essere tumulate nel 1967 nel Sacrario Nazionale dei Caduti d’Oltremare del capoluogo pugliese, che custodisce le spoglie mortali di oltre 75mila soldati. La salma di Caggiano non è mai stata individuata, ma si trova sicuramente in quel Sacrario sotto l’indicazione di “Ignoto”. Il Comune di Taurasi intitolò al suo eroico concittadino la scuola elementare e media, con una solenne cerimonia svoltasi il 3 maggio 1978. Poi dal 6 maggio 2017 porta il suo nome la nuova caserma dei Carabinieri di Montefusco. L’8 settembre 2008 nel Giardino del Popolo di Corfù fu inaugurato un monumento intitolato “Dialoghi”, in ricordo dei militari italiani trucidati dai nazisti, opera dello scultore Gianni Villoresi.

Condividi

Cronaca

Bomba al giornalista Rai Sigfrido Ranucci, i quattro irpini considerati gli esecutori materiale dell’attentato hanno chiesto di essere ascoltati dai…

La Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio di un 55enne residente in un comune della provincia, accusato…

Un furto è stato messo a segno la scorsa notte al bar tabacchi “Km 58” di Avella, all’interno di una…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Porto ingiustificato di coltello”: è il reato di cui è ritenuto responsabile un 20enne di Avella, denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Baiano. Il giovane è stato fermato nel Mandamento baianese da una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Baiano, impegnata in un servizio di controllo alla circolazione stradale. Nel...

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal comando provinciale dei carabinieri di Avellino, i carabinieri della compagnia di Montella hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino due persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di violazioni al Codice della Strada e di reati connessi...

I Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, nei confronti di un 30enne della provincia di Napoli, gravemente indiziato – allo stato delle indagini – di truffa ai danni di persone anziane....

Ogni giorno in Italia vengono rubate 285 autovetture e quasi 90 tra moto e motorini, per un totale che supera i 136mila mezzi sottratti in un anno (elaborazione Facile.it su dati del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza). Questa tendenza ha modificato le abitudini degli automobilisti italiani: l’osservatorio RC...

Ultimi articoli

Attualità

La denuncia arriva da Giovanni Esposito, coordinatore regionale della Campania per il Movimento Italiano Disabili: “Una società inclusiva nasce quando…

Spopolamento delle aree interne: in campo, da diversi mesi, c’è il Parco del Partenio presieduto da Francesco Iovino. L’iniziativa messa…

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Salviamo la Dogana. Da parte di diversi cittadini viene la richiesta di poter visitare la…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy