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Il centrosinistra al Pd irpino: bene Fico, ma non faremo come in Regione

Ad Avellino non si fa come a Napoli, si fa l’opposto. Non si parte dai nomi, ma dal programma. Il problema non è Roberto Fico ma la coalizione regionale di centrosinistra che lo ha candidato: “E’ fondata sulle sabbie mobili”, avverte Generoso Picone, presidente di Controvento, aprendo l’assemblea di centrosinistra. L’appuntamento al Circolo della stampa è un momento di dibattito aperto, democratico, partecipato. E’ ciò che manca, dice Picone.

Perché quello che il Pd non ha fatto per prepararsi alle regionali, non lo sta facendo neppure per le amministrative cittadine della prossima primavera: non ha voluto e non vuole costruire, per incapacità o per opportunità, un processo politico.

“Un progetto politico – dice Picone – non si riconosce dalle dichiarazioni di principio, ma per le attività che intraprende, per la presenza sul territorio e per la capacità di qualificare politicamente la propria azione. Se il centrosinistra vuole essere credibile, deve avanzare proposte sui temi. La politica non può essere solo tatticismo, gestione degli equilibri interni, l’applicazione di tattiche elettoralistiche machievelliche da parte di chi Machiavelli l’ha letto solo sul Bignami. Serve invece una visione strategica, ovvero programmatica e radicata nel territorio”.

Per Picone bisogna attrezzarsi per dare risposte concrete, senza inseguire le suggestioni dell’ultima assemblea o dell’ultima proposta estemporanea. Lo sviluppo non può essere immaginato solo con un centro commerciale o con iniziative calate dall’alto: dietro a scelte di questo tipo si celano spesso insidie che la memoria del territorio ricorda bene.
La pianificazione deve guardare a un orizzonte più ampio, che tenga conto dell’ambiente, del tessuto sociale, delle vocazioni culturali ed economiche, delle esigenze dei giovani. Non è possibile improvvisare.

Ma il Pd irpino latita. Dal luglio 2024, subito dopo il voto per le amministrative che hanno eletto Laura Nargi – osserva Picone – nel centrosinistra di Avellino non c’è stato più dibattito, il Pd si è defilato dagli alleati. Oggi il Pd propone le primarie: “Non si tratta di essere contro le primarie, ma di capire se esiste un perimetro di valori condivisi, con chi vogliamo stare e cosa vogliamo costruire insieme.
Oggi più che mai c’è necessità di una visione di Avellino che sappia coniugare i destini personali con quelli collettivi, che fermi la fuga dei giovani e che restituisca una prospettiva di sviluppo”.

“Il percorso che porta a un obiettivo – aggiunge – qualifica l’obiettivo stesso: il modo in cui ci si arriva conta quanto il traguardo da raggiungere. Noi vogliamo discutere seriamente di politica, non per nostalgia dei partiti novecenteschi, ma per creare una politica nuova capace di ridare senso e valore al momento del voto. Chiediamo che si apra un dibattito vero”.

Antonio Bellizzi, ex consigliere comunale di Per Avellino, ribadisce che “in questo momento un’alleanza non c’è. Bisogna rifondare, in maniera profonda, quell’esperienza che ci aveva visti protagonisti oltre un anno fa alle elezioni comunali. Non si riparte da noi: prima il programma”.

Amalio Santoro rivolge un invito alle energie migliori della città, affinché continuino il percorso avviato con Per Avellino: “Non sarà facile – ammette – perché in questi mesi il centrosinistra cittadino è sostanzialmente imploso. La sfida resta quella di costruire un’alleanza di qualità e di cambiamento”.

Secondo Roberto Montefusco, coordinatore di Sinistra Italiana, lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale è stato un atto inevitabile e non negativo. Questa città aveva bisogno di una bonifica. Però la coalizione di centrosinistra non esiste più e occorre ricostruirla da zero”.

Giancarlo Giordano, di Sinistra Italiana, conferma: “Al momento la coalizione non c’è, non ci sono incontri, non ci sono iniziative. Se non prendiamo noi l’iniziativa non si parla: è tutto consegnato al silenzio. Ogni tanto qualche furbacchione rilancia le primarie. E’ una scorciatoia. Come se le primarie fossero una lavatrice per riciclare il vecchio. Le primarie sono uno strumento, ma ce ne sono altri. Ci vorrebbe altro: una coalizione con un perimetro chiaro, e soprattutto una nuova proposta politica. Noi preferiamo la politica. Lo dico a Pizza e a Petracca che sostengono che in Regione c’è una coalizione. In realtà il Pd non ha fatto alcuno sforzo per fare questa coalizione. La coalizione l’hanno fatta a Roma e il candidato lo hanno scelto i 5stelle, mentre De Luca fa di tutto per rovinare la candidatura di Fico. Noi non abbiamo votato De Luca, siamo stati all’opposizione. A Napoli come ad Avellino servono proposte serie che vanno riordinate e messe a sistema nel quadro di una novità politica che parte da Fico”.

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Antonio Picariello

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