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Il Convitto Colletta accoglie il portavoce Unicef Italia Iacomini: tante le guerre dimenticate. I profughi non sono invasori ma uomini e donne che soffrono

di Pellegrino Caruso

Il Convitto Nazionale “Pietro Colletta” Avellino, dopo i lavori volti a rendere la struttura più sicura e confortevole sabato 18 gennaio ha potuto riaprire le sue porte alla cittadinanza per l’ Open day di istituto e per ospitare finalmente in presenza Andrea Iacomini che il 13 aprile 2021, ospite on line su invito della Prof.ssa Angela Nardiello, disse agli alunni in Dad: “Cari ragazzi, sappiate farvi prossimi del vicino di casa come delle guerre lontane”.Dopo quasi 3 anni il Portavoce dell’ UNICEF Italia si e’ confermato anche in presenza uomo appassionato e convinto comunicatore della sua missione di dare voce ai tanti diritti dell’infanzia negata.Iacomini non nasconde la sua emozione nell’essere accolto dal Dirigente Rettore Prof. Attilio Lieto il quale subito gli riserva parole di stima: “Sono onorato di aver potuto sostenere iniziative a favore dell’ Unicef perche’ amare e donare restano i verbi che danno senso alla vita.”

Compiaciuta della sensibilita’ dei docenti e degli studenti nel sostenere la raccolta fondi tramite i mercatini e la tombolata a cura dell’ educatore Rosario De Marco e della Prof.ssa Cinzia Favorito si rivela la Prof.ssa Amalia Benevento, la quale riconosce al Dirigente una singolare sensibilità valoriale. Iacomini prende cosi’ la parola e, con sicurezza dialettica ed argomentativa, scuote subito i presenti nella Rotonda del glorioso istituto.” Non dimentichiamo mai – esordisce Iacomini- che i primi ad essere stati aiutati ad uscire dalla guerra siamo stati proprio noi Italiani e prendiamo coscienza della criticità ei nostri tempi. Dalla fine della seconda guerra mondiale stiamo vivendo l’ eta’ peggiore con 33 Paesi a rischio climatico e più di 55 conflitti nel mondo”. Il portavoce dell’Unicef significa dare voce ad un’ associazione che opera in 96 Paesi e per la quale si sta adoperando da oltre un decennio. Iacomini si pone subito alla pari con i ragazzi e racconta : “Avevo 12 anni e mi rintanavo in stanza con “ L’espresso” sul comodino, mentre crollava il muro di Berlino, con mia madre che mi diceva di “rubare con gli occhi” ciò che vedevo in viaggio, in roulotte con papà. Ho conservato questa abitudine per tutta la vita”. Iacomini ripropone cosi’ a chi lo ascolta una serie di immagini ben impresse in lui e subito trasferite nelle mente e negli occhi degli uditori.

“Ricordo benissimo – confessa Iacomini- quella sabbia rossa che si confondeva con la melma dell’aereoporto in Sierra Leone, dove non si sa se si ritrova il bagaglio e dove medici volontari usano i loro cellulari per illuminare improvvisate sale travaglio, per far nascere bambini, dal destino incerto”.
Dinanzi ai milioni di bambini che muoiono in alluvioni sott’acqua o nei conflitti di Gaza, dell’ Ucraina, in Yemen come in Sudan Iacomini ribadisce il suo compito e dovere di comunicare drammi spesso tenuti nascosti dai mass media. Il pensiero va a quella volta in cui, convinto di ricevere attenzione da una importante testata televisiva, vide la sua intervista cancellata ed addirittura sostituita da un servizio per dare suggerimenti su come abbeverare…un gatto disidratato! “Non vi stupite – prosegue- ma sono tante le notizie serie, che vengono spesso sacrificate, magari in nome dei discutibili scontri tra Fedez e Toni Effe”

Iacomini fa notare quanto il mondo occidentale segua con scarsa attenzione tante situazioni geopolitiche magari inizialmente giudicate come scaramucce locali, che hanno invece ripercussioni in tutto il mondo. “I profughi non sono “ invasori” – ricorda Iacomini – ma persone che soffrono, ammassate magari in campi dove vi è un bagno chimico per 10000 persone!”.
Iacomini elabora cifra su cifra i numeri delle persone costrette a fuggire dalle guerre, ma il suo racconto non è mai distaccato ma sempre partecipe dei tanti drammi umani a cui ha dovuto assistere. “Sono stato tante volte in viaggio in realtà difficili con mio figlio, che magari mi invitava a fare castelli sulla sabbia, mentre mi toccava di vedere raid aerei in cui bimbi, intenti a giocare la classica partita 11 contro 11 venivano sterminati in un attimo!”. Tante le immagini forti proposte dal portavoce Unicef come quella di un padre che sembrava volesse gettare in malo modo un bimbo in acqua. “Mi fu naturale richiamare quell’uomo, il quale mi spiegò, però, che era costretto ad insegnare al figlio a nuotare, perché il giorno dopo si sarebbe dovuto imbarcare con la moglie incinta per uno dei dolorosi viaggi sui barconi ed, in caso di naufragio, il suo ragazzo se la sarebbe dovuta cavare da solo! Quella lezione di nuoto purtroppo fu vana perché ho poi appreso che il ragazzo non è scampato al naufragio!” .

Il racconto di Iacomini non annoia anche perchè il relatore, sollecitato dalle domande dei docenti e degli studenti ritorna con piacere ai suoi ricordi tra i banchi del famoso “Giulio Cesare” dove hanno studiato anche i famosi 34 delle III E di Antonello Venditti. “Sono stato studente liceale in anni non facili, in cui sono stati uccisi uomini come Falcone e Borsellino e sono crollati gli apparati di tanti partiti, ma non ho mai perso il mio interesse per l’impegno civile.” Il pensiero di Iacomini, dunque, va a quella Prof. del caro vecchio ginnasio che, oltre alla grammatica, dispiegava sempre il giornale in classe, agevolando quel contatto con la realtà, che egli non ha mai perso di vista, senza rinunciare a tanti interessi.
“Mi piacciono Freddie Mercury, Michael Jackson e Bob Geldof e, se posso – ammette Iacomini- do anche un’ occhiata al Grande fratello per distrarmi ma mai allontanarmi dalla realtà.” Il pensiero del giornalista va così, a quella Convenzione dell’ 89 convertita in legge in Italia nel 91 di tutela dell’ infanzia, purtroppo non applicata, se si pensa alle tante spose bambine.Iacomini non dimentica Paesi come l’Afghanistan abbandonati al loro destino.

“A voi ragazzi – ribadisce Iacomini- sento di dedicare il mio tempo. Ho visitato tantissime scuole e non mi fermo perché condividendo problemi si trovano soluzioni!”. Ad apprezzare l’ operato di Iacomini e’ la dott.ssa Fiorella Pagliuca la quale conferma il sostegno dell’ Ufficio scolastico Provinciale ad iniziative di solidarietà volte a formare gli studenti. ” Tornare al Convitto – ribadisce la Pagliuca – per me e’ sempre un piacere perché trovo docenti e studenti che, ben guidati dal Dirigente Lieto, sanno essere comunita’”. L’ incontro con Iacomini diventa cosi’ l’ occasione per riflettere sull’ urgenza di agire nella scuola con spirito critico ed attento alle emergenze del nostro tempo. Il pensiero va così a quell’ Agenda 2030 ormai prossima alla scadenza, i cui obiettivi sono pero’ ancora tristemente lontani dalla realizzazione. Al Convitto Nazionale un obiettivo concreto pero’ e’ raggiunto e si concretizza nell’ assegno di 2871 euro che viene donato all’ Unicef. Soddisfatto Iacomini, pronto a continuare il suo cammino divulgativo e responsabilizzante ringrazia tutti e chiosa ” Auguro a tutti un futuro pieno di amore e solidarieta’ e ricordate che le notizie sono ” armi” da usare per migliorare le sorti dell’ umanita’.Non possiamo permettere che i bimbi dell’ Ucraina, tristemente assuefatti alle sirene dei bombardamenti, invitati ad esprimere un desiderio abbiano indicato quello di dormire, in un’ età in cui dovrebbe essere invece normale dormire ed avere altri sogni…”

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