Antonio Polidoro
Un concerto completamente calato nel particolare contesto liturgico che prelude alla Pasqua ha visto stasera impegnato all’organo della bella chiesa parrocchiale di Rione Parco un organista di indubbio spessore: il titolare della Papale Basilica di Santa Maria Maggiore, maestro Davide Bucci.
Si tratta di un grande nome nel panorama degli organisti europei.
Notevole, tra l’altro, anche la sua produzione quale autore di musica per la liturgia: brani di elegante, seppur raccolta, intensità espressiva.
Il Concerto, una Elevazione Spirituale in musica , tutto giocato sulla potenza evocativa di Musica e Parola, ha visto la presenza di un folto pubblico letteralmente “rapito ” dalla profondità dei “passaggi” recitati e da una sapiente scelta di brani bachiani, della grande Jeanne Demessieux, di Guillmant e del contemporaneo Paolo Palazzo, autore interessante e originale.
Notevolissima e di sorprendente pregio l’improvvisazione finale.
Tra gli “autori” va, intanto, necessariamente compreso il dinamico parroco don Emilio Carbone che ha operato, da presbitero di raffinata cultura teologica, una scelta di brani particolarmente felice, da Agostino a Bonhoeffer fino agli esiti letterari dell’ incommensurabile cifra spirituale di padre Turoldo.
Il maestro Bucci, un cognome che in un ipotetico “viaggio” a ritroso … ricorre nella figura di un grande organaro e di un compositore di alto profilo, ha confermato il giudizio lusinghiero quanto unanime della grande critica.
Il suo “primo” successo, in questa splendida occasione concertistica de La Salette, è stata la capacità di operare la scelta di un programma raffinatissimo in linea con la generosa varieta’ fonica del monumentale organo tedesco rapportandolo alla…” particolare ” prontezza” dello strumento ….
Una serata e , soprattutto , un momento di raccoglimento e meditazione col valore aggiunto di brani ben individuati e splendidamente interpretati…
Raffinatezze culturali e momenti di grande spessore spirituale in un Rione arricchito dalla presenza di una vivace e civilissima comunità, un quartiere che si è andato sviluppando tra l’antico Castello e lo storico Convento dei Cappuccini e che vive , intorno alla Parrocchia e ad un parroco infaticabile e generoso, momenti esaltanti nel panorama culturale, talvolta sonnacchioso, della città.
La presenza di un Maestro di levatura internazionale come l’organista di Santa Maria Maggiore diventa, intanto, segno e sostanza di una provvidenziale volonta’ di uscire “alla grande” dalle anguste prospettive provinciali.



