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VIDEO – Il monito di Pino Aprile: di questo passo, la secessione sarà inevitabile. Che abbia governato la destra o la sinistra, la politica ha sempre penalizzato il Sud

Al Circolo della stampa il confronto promosso dai 5 Stelle sul libro “Meglio soli” scritto con Antonio Luca Pepe. Poi tappa alla Mondadori con “Insieme per Avellino”

E’ un monito forte sulle sorti del Mezzogiorno quello lanciato dallo scrittore e giornalista Pino Aprile, nel corso del confronto sul libro “Meglio soli” scritto insieme a Luca Antonio Pepe, Piemme edizioni. A confrontarsi con gli autori al Circolo della stampa Alessandro Caramiello, presidente Integruppo Sviluppo Sud, il consigliere regionale dei 5 Stelle Vincenzo Ciampi, Antonio Luca Pepe e Sara Spiniello, esponente del M5Stelle. E’ Sara Spiniello a sottolineare il valore di cui si carica il volume, ribaltando l’ottica e la narrazione del Sud e offrendo un contributo prezioso al dibattito sul Mezzogiorno.  Aprile ricorda come “la politica italiana non è mai stata contraddistinta dalla distinzione tra destra e sinistra quanto dalla contrapposizione tra Nord e Sud.  “Questo governo di noefascisti e razzisti è solo il più feroce degli ultimi ma la politica è sempre la stessa. Lo era anche quando la maggioranza era di centrosinistra, era solo condotta in maniera più furba. Chi governava aveva più esperienza nell’applicare quegli strumenti che hanno sempre caratterizzato il governo del Sud, a partire dall’Unificazione. Eppure il Mezzogiorno, nonostante la riduzione a colonia interna, è cresciuto di sedici volte. La domanda, dunque, è di quanto sarebbe cresciuto se avesse usato tutte le possibilità concesse al Nord, se chi governa non avesse mortificato il 40% del paese e gonfiato di privilegi e sprechi una piccola parte dell’Italia?”,

Un esempio arriva, secondo Aprile dall’autonomia differenziata “E’ stata un parto della sinistra e sinistro è quello che hanno fatto, nel 2001 con lo scempio della riforma del Titolo Quinto, nel 2018 con uno stupro istituzionale, la firma del patto tra il governo Gentiloni e Zaia, poi esteso a Lombardia ed Emilia, a quattro giorni dall’insediamento del nuovo Parlamento. Quando il governo era ormai morto, ecco che ha firmato  con una Regione, infischiandosene delle altre, un patto che stravolgeva l’aspetto istituzionale del paese. La sinistra ha colpe ben maggiori della destra. Ora si sono convertiti all’anti autonomia differenziata ma abbiamo il diritto di credere che lo facciano solo perchè sono all’opposizione. Quando si muovono per derubare il Sud Zaia, Fassino, Letta, Salvini, Franceschini operano insieme contro il Sud. In Italia da 164 anni la politica è stata sempre questione di geografia. Ma la corda si è consumata. Nel libro sottolineiamo come il sistema è arrivato al termine, questo porterà, se non viene corretto velocemente, alla disgregazione del paese. la secessione non è una volontà ma una conseguenza di 164 anni di politica iniqua. Ed è la scienza economica che studia le disuguaglianze a dirci che se le disuguaglianze superano il livello 40 da 1 a 100, qualunque sia il regime o il tipo di governo, si ricorre alla violenza per ridurle.

Ribadisce come “I dati relativi alla presenza delle infrastrutture parlano chiaro. Meno dell’8% del territorio, per un totale di 10 milioni di abitanti, ha più corse di treni di tutto il Sud, il Mezzogiorno con venti milioni di abitanti, il doppio della Lombardia, ha meno treni della sola Lombardia. E’ la ricetta di Salvemini che chiedeva di abolire tutte le leggi a favore del Sud, convinto che per ogni lira a favore del Mezzogiorno i governanti se ne sarebbero presi mille. E’ chiaro che le leggi vanno fatte per tutti gli italiani, non per una singola parte del problema. Poniamo ci siano zone in cui l’analfabetismo è ancora al 90%, sarebbe giusto stabilire che siano realizzate scuole elementari lì dove il tasso di analfabetismo va dal 60 al 90%, che sia sulle Alpi o a Lampedusa. Solo quando il tasso di analfabetismo sarà al 30%  in tutta Italia, le scuole si faranno dappertutto. Solo quando tutta l’Italia sarà al livello della Lombardia sul fronte dell’alta velocità, presente per il 90% al Nord e per il 10% al Sud, potremo investire sull’alta velocità in tutta Italia. Solo così avremo un paese equo. Non dobbiamo dimenticare che un paese è una comunità, non è un obbligo, si resta in una comunità quando il beneficio  è maggiore dei sacrifici richiesti. Se la rinuncia supera il vantaggio personale non c’è altra strada se non quella della separazione, sono loro che stanno costruendo la strada per la secessione”

E sulla Cassa per il Mezzogiorno “E’ inaccettabile che sia stato necessario un ente per realizzare al Sud opere straordinarie che da tempo esistevano al Nord, come ponti e acquedotti. Lo stesso Nord, non contento, ha voluto un altro ente che erogasse fondi, utilizzati poi per l’industrializzazione”.

E sulla questione migranti “Non si può fare finta di non sapere che se si svuota il Sud con i suoi paesaggi bellissimi non ci sarà futuro per i paesi. Ora l’Europa ha un problema, non vuole l’immigrazione ma è chiaro che si tratta di un fenomeno che non si può fermare, di qui l’idea di svuotare il Sud, portare al Nord i giovani del Sud e riempire i territori meridionali di immigrati, trasformandolo in una riserva indiana”. Per ribadire che le responsabilità sono non solo nazionali ma anche europee e gli amministratori locali sono “semplici impiegati di concetto di poteri estranei”. Non ha dubbi Aprile “L’informazione è l’arma politica più forte”

Un concetto ribadito con forza dall’altro autore Antonio Luca Pepe “Il Sud deve fare i conti con mancanza di infrastrutture che rendono sempre più difficile restare in questi luoghi, con stereotipi che ancora caratterizzano la sua narrazione e infine con l’ennesimo scippo, Oltre 800 miliardi sono stati sottratti al Sud. Penso anche alle risorse del Pnrr”

Caramiello si sofferma sulla progettualità di “Sviluppo Sud” che ha riunito 50parlamentari su politiche legate al rilancio del Mezzogiorno. “E’ chiaro che il libro di Aprile e Pepe è una provocazione, da solo il Sud non ce la farebbe sicuramente. Ma è chiaro che chiediamo ciò che ci spetta. Ogni anno il 34% dei fondi del bilancio dovrebbe essere destinato al Sud mentre questo principio non viene rispettato”. E si sofferma sulla proposta di legge di ripopolare le aree interne portandovi i 600.000 cittadini costretti a lasciare i territori vesuviani in caso di terremoti. Spiega come “i fondi del Pnr ci sono ma non riusciamo a intercettarli perchè non ci danno la possibilità di assumere negli uffici tecnici chi definisca progettualità adeguate. Eppure i dati dicono che proprio i sindaci del Sud sono quelli che hanno speso meglio i fondi del Piano di resilienza. Dobbiamo ripartire dall’orgoglio di essere meridionali”. E’ il consigliere regionale Vincenzo Ciampi a spiegare come “sia inaccettabile il regionalismo voluto dal governo. Vogliamo ribattere  all’autonomia differenziata chiedendo più solidarietà e giustizia per il Meridione”. Mentre Antonio Gengaro sottolinea come anche per i fondi del Pnrr sarebbe stato opportuno realizzare una Cassa del Mezzogiorno “che garantisse fondi speciali per realizzare opere necessarie come quelle relative agli acquedotti colabrodo”.

Un confronto proseguito alla libreria Mondadori, nel corso di un incontro promosso da Insieme per Avellino, Centro Studi -Edilizia Reale, “Insieme per Avellino e l’Irpinia” e la “SVIMAR”, moderato da Fabio Galetta sempre nel segno di Mezzogiorno e sviluppo con una notevole partecipazione di pubblico.

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Floriana Guerriero

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