“Sono stati cinque anni impegnativi, ma anche entusiasmanti sotto molti aspetti: abbiamo affrontato insieme tante difficoltà. Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi operatori dell’informazione. Vi faccio i miei complimenti: sempre presenti e anche ‘rompiscatole’ nella misura giusta, come è giusto e opportuno che sia”. Così il Procuratore della Repubblica, Domenico Airoma, a margine dell’incontro al Polo Giovani, appuntamento in cui ha salutato la città di Avellino: è stato assegnato alla Procura di Napoli Nord, come deciso dalla quinta commissione del Csm.
Nel lasciare la Procura di Avellino, “c’è un po’ di tristezza, ma – ha continuato Airoma – anche un po’ di orgoglio perché in questi anni ho riscoperto questa terra e le tante persone che la abitano, animate da buone intenzioni e dal desiderio di affermare finalmente un po’ di giustizia. Perché si possono fare indagini anche laddove qualcuno pensava che oggi non fosse più possibile farle”, ha sottolineato. “Credo che questo sia il messaggio da trasmettere soprattutto ai miei giovani colleghi. E approfitto per dire che l’ufficio della Procura di Avellino avrà ora due nuovi giovani magistrati, ma entro fine giugno ne arriveranno altri tre. Sottolineo giovani non perché io abbia qualcosa contro gli anziani, ai quali ormai appartengo a pieno titolo, ma perché credo ci sia bisogno di energie fresche e del desiderio di fare qualcosa di importante”.
E a chi gli ha chiesto se lascia con qualche rammarico, Airoma ha replicato: “Certamente. Sarebbe presuntuoso dire di non averne: ce ne sono tanti. Purtroppo fa parte del mio mestiere convivere con uno scarto tra la conoscenza investigativa e ciò che poi può realmente formare oggetto di un accertamento giurisdizionale, cioè di un processo. L’importante, però, è farsi sempre un esame di coscienza: le colpe non sono mai solo degli altri. Ci sono tante cose che avrei voluto fare meglio. Ogni volta che sento una domanda di giustizia e non riesco a dare una risposta è, per me, un fallimento. Ci sono persone che attendono risposte, e quando queste risposte non arrivano, o non arrivano subito, questo pesa profondamente”.
Il procuratore ha avvertito che “la delinquenza giovanile è in aumento. Devo dire che ho trovato grande sensibilità in Nicola Gratteri, che conoscevo già in Calabria. Abbiamo avviato indagini in sinergia che daranno risultati nei prossimi mesi. Sottovalutare la condizione della criminalità in Irpinia sarebbe un errore. Alcuni gruppi tradizionali sono stati smantellati, ma altri si stanno riorganizzando: altrimenti non avremmo interessato della questione la Direzione distrettuale antimafia. Anche nel caso del clan Genovese, ricordo, c’era il rischio di sottovalutare ciò che stava accadendo. Ecco perché dobbiamo essere consapevoli della storia di una comunità per poter fare prevenzione”.
E sulla situazione dell’amministrazione comunale, in vista del voto: “Bisogna tenere ben presenti i valori su cui si fonda una comunità. Ciò che conta non è l’effimero, non le luci di concerti o feste, che pure servono, ma il rispetto della vita di tutti. Credo che la futura amministrazione debba essere guidata da persone che abbiano a cuore la vita di tutti, in modo che ad esempio quando si bandisce un concorso, si mettano tutti nelle stesse condizioni”.
Pi , nell’aula magna il suo appello alla comunità : “Non svendete la vostra storia, la vostra dignità ai primi saltimbanchi di passaggio. Siate orgogliosi della vostra storia, che ha visto dare i natali a personaggi come Francesco De Sanctis, gente dalla schiena dritta. Siate orgogliosi della vostra storia. Tutelate la vostra terra, curate il vostro ambiente, in tutti i sensi. Perchè la verde Irpinia possa rimanere sempre verde. “Abbiate cura di questa terra, abbiatene cura- ha spiegato il magistrato – in tutti i sensi. Prevenire i tentativi di infiltrazione della criminalità è sempre stato il mio cruccio, anche attuale. Anche rispetto al fatto che si rappresentava: ma li non succede nulla. Non è vero. Dobbiamo essere capaci di capire quello che sta per succedere. Quella è la capacità di un vero investigatore. Abbiate cura della vostra terra, drizzate le antenne, organizzate presidi di vigilanza”.
E ha anche ricordato il forte legame, il senso di appartenenza all’Irpinia: “Mi sento figlio di questa terra- ha spiegato Airoma- Se c’è un senso a questo saluto che ho voluto organizzare insieme al prefetto è anche per trasferirvi questo mio senso di appartenenza. Vado in un’ altra Procura ma in qualche modo resto con voi”.
Alla base anche dei risultati da parte della Procura c’è il sostegno di tutti, ha voluto ricordare il magistrato: “Qualcuno alla Dda mi disse eh, ma cosa pensi che puoi fare ad Avellino. E invece qualcuno in questa sala ricorderà quello che abbiamo fatto insieme, perché un’altra cosa che voglio sottolineare è che se qualche risultato è stato conseguito dalla Procura di Avellino, è stato conseguito in virtù della collaborazione di tanti irpini che hanno sostenuto l’attività della Procura di Avellino. Forze di Polizia, personale amministrativo ma anche i vari ambiti. Non sarebbe stato possibile conseguire risultati positivi se non avessi avuto il sostegno dalla gente di questa provincia, di questo territorio. Perchè quando noto la rassegnazione e lo sconforto perché le cose non possono cambiare, dico: non è possibile, le cose possono cambiare. Dipende da noi, dalle donne e dagli uomini di questa terra. Ne ho avuto la dimostrazione. Perchè questa è una terra fatta di gente tenace, perseverante, caparbia, ma che se vuole raggiungere un risultato lo raggiunge. Ecco, questo è il mio elogio all’Irpinia, che ormai fa parte della mia vita”.










