Venerdì, 27 Marzo 2026
02.51 (Roma)

Ultimi articoli

Al cinema. ‘Primavera’: il riscatto di Cecilia e la forza della libertà

di Marisa Pia Petrillo – Il film “Primavera” di Michieletto racconta il dramma delle orfane della Pietà, sospese tra la prigionia delle convenzioni e la libertà della musica. Ambientato nella Venezia del XVIII secolo, il film dipinge un ritratto vivido e malinconico della vita del tempo. Fin dalle prime inquadrature, i colori tenui e grigi che dominano la scena ne rivelano la profonda inquietudine. A confermare tale sensazione, una macabra scena iniziale vede protagonisti dei poveri gattini gettati e chiusi in un sacco in uno dei tanti canali dell’antica città. Il regista ci comunica subito così un messaggio chiaro: i più deboli, in quest’epoca, sono considerati un peso di cui sbarazzarsi. In un contesto così opprimente, la libertà non è un diritto concesso, ma una conquista che si trova nelle piccole cose: in un gesto clandestino, in un pensiero sussurrato o, come accade per le orfane, nel respiro della musica, unico spazio dove le barriere sociali sembrano svanire.

La narrazione descrive la crescita di Cecilia, interpretata da una talentuosa Tecla Insolia, all’interno del Pio Ospedale della Pietà, istituto veneziano sospeso tra la rigidità di un convento e l’eccellenza di un conservatorio. In questo luogo, dove le madri spinte dalla povertà abbandonano la propria prole nella speranza di un futuro migliore, la musica diventa per la protagonista l’unica via di riscatto. L’incontro con il celebre Antonio Vivaldi, a cui Michele Riondino presta un volto inquieto ed espressivo, segna una svolta profonda. Vivaldi non è descritto solo come un maestro severo, ma come un uomo che riconosce in Cecilia la sua stessa fame di vita; la loro reciproca passione per l’arte e un’intesa fatta di sguardi magnetici diventano le fondamenta di un legame intenso e tormentato.

Il talento di queste giovani, pur nascendo dall’abbandono, si trasforma in pura arte sotto la guida del compositore, capace di vedere oltre le grate del pregiudizio. Tuttavia, questa eccellenza funge paradossalmente da amara vetrina: le giovani donne della Pietà sono infatti costrette a esibirsi dinanzi a nobili e reali che le scelgono come spose in cambio di denaro. Il destino di Cecilia sembra segnato: dovrà essere data in sposa a un nobile e, come richiesto dalle rigide convenzioni del tempo, dovrà arrivare al matrimonio vergine. Tuttavia, in un atto di estrema ribellione e amore, la ragazza decide di concedersi a Vivaldi poco prima delle nozze in una notte impetuosa. Quando la verità emerge, la vendetta del nobile respinto è di una crudeltà inaudita: con la scusa di volerla sentire suonare da vicino, l’uomo le storce brutalmente la mano, cercando di strapparle l’unica cosa che la rende libera: il suo dono musicale. Un colpo di scena inaspettato, quando poco prima del brutale gesto, il nobiluomo sembra quasi essere comprensivo e realmente incuriosito dalla sua musica.

Questo episodio sottolinea come la donna, ma anche l’artista, fossero considerati mera merce. Colpisce, infatti, scoprire come lo stesso Vivaldi sia stato apprezzato veramente soltanto molti anni dopo la sua morte; a quei tempi, anche i grandi maestri venivano trattati come oggetti di commercio, costretti a piegare il genio alle esigenze dei nobiluomini. È triste pensare che la sua salma venne infatti trattata come quella di un semplice uomo, alla stregua delle genti più povere della città, senza un degno riconoscimento.

Particolarmente emozionante risulta il finale del film, dove il dolore si trasforma in coraggio. Grazie all’aiuto inaspettato della severa educatrice — che rivela di essere stata lei stessa un’orfana attraverso il marchio di riconoscimento sulla caviglia — Cecilia trova finalmente la forza di spezzare le proprie catene. Il film si chiude con un’immagine di potente bellezza: la giovane scappa via, lasciandosi alle spalle l’ombra e il silenzio. Correndo verso l’uscita, Cecilia scioglie i capelli al vento e con lo sguardo rivolto a un orizzonte finalmente aperto, respira l’aria della libertà. È in questo momento che la “Primavera” del titolo fiorisce davvero: non è più solo una composizione musicale, ma la rinascita di una vita che ha finalmente trovato il suo posto nel mondo.

Condividi

Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo la nota invitata dal Comune di Avellino. Una emittente televisiva locale ha diffuso notizie circa la presunta…

È operativa a Taurasi la nuova stazione dei carabinieri, in Contrada Sant’Arcangelo. Il nuovo presidio dell’Arma, che sostituisce la stazione…

Il boss Antonio Cava detto, detto N’do N’do, resta al carcere duro. Il boss Antonio Cava, detto N’do N’do, resta…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Duse mi ha colpito per le contraddizioni che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Dietro i grandi successi della “Divina” si nascondevano fallimenti altrettanto sensazionali, che sono a mio avviso una delle chiavi di lettura più interessanti. La scelta di concentrarsi sugli ultimi anni della sua vita è venuta naturalmente”. Scrive così...

“Il cinema come tempo del sentire, come vocazione, per condividere il buio della sala e la luce della scrittura”. E’ Michela Mancusi, direttore editoriale, a spiegare la sfida lanciata dallo Zia Lidia Social Club con la rivista Cinemoi, presentata questo pomeriggio al Circolo della stampa. Una sfida ambiziosa perchè punta...

“Il cinema nasce sempre dall’incontro. Se non avessi incontrato un attore come Denis Levant non avrei mai fatto cinema” A sottolinearlo Leos Carax, regista francese, premiato oggi al Festival Laceno d’oro con il riconoscimento alla carriera, nella cornice dell’Eliseo. A intervistarlo, in occasione della Masterclass, il direttore artistico Maria Vittoria...

E’ nella capacità di fondere territorio, bellezza e comunità la forza dello Zia Lidia Social Club che porta avanti inarrestabile il proprio impegno attraverso proiezioni e spazi di confronto. Un ciclo di incontri capaci sempre di donare nuovi sguardi e visioni alla città. Il 12 novembre sarà la volta dell’”Eco...

Ultimi articoli

Attualità

“Avverse condizioni meteo, rinviata l’inaugurazione dell’Antica Dogana”: l’avviso arriva dal Comune di Avellino. Un piccolo intoppo tecnico, un rinvio di…

“Sabato è per noi del comitato Salvezza per la Dogana un momento straordinario, il risultato di 17 anni di impegno…

Il Santuario di Montevergine si prepara a riaprire ai fedeli, ma con tutte le limitazioni imposte dall’attuale situazione. Dopo la…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy