Si conferma artista capace di emozionare sempre, attraverso un flusso sonoro ininterrotto, che abbraccia pop, arie d’opera, standard del jazz Danilo Rea, pianista jazz di fama internazionale, di scena nell’ambito della rassegna Avellino-Cultura in città, partita ieri all’Eliseo. Per lui c’è il pienone ma in tantissimi, oltre un centinaio, restano fuori – da tempo non si vedevano in città file simili per un artista – a causa della mancata autorizzazione di utilizzare la galleria del Teatro. Peccato, perchè per un artista di tale levatura sarebbe stato forse più adeguato uno spazio come il Gesualdo, capace di accogliere un pubblico più vasto e di non lasciare con l’amaro in bocca tanti appassionati. Rea sottolinea il legame forte con Avellino “Qui ho tanti amici, sono legato a questa città, ci tenevo ad essere qui” e ricorda come la musica riesca sempre a comunicare, al di là delle differenze di genere, annunciando cinque suite in cui si intrecciano brani caratterizzati da uno stesso filo conduttore. E quando comincia a suonare sembra davvero di atterrare su un altro pianeta, in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, e si resta rapiti da quel flusso di note senza fine La magia è proprio nella scelta di non porre confini tra un brano e l’altro, di mescolare e saldare universi, con la Mannoia che abbraccia Dalla, Yesterday dei Beatles incontra Moonriver o le grandi melodie partenopee e al pubblico sembra di ritrovare sempre brani che appartengono al proprio immaginario. Colpisce il dinamismo nell’esecuzione musicale, la plasticità con cui posa le mani sul piano, la capacità di suonare quasi all’infinito, senza stancarsi, come se la sua musica non avesse confini, nè inizio, nè fine, come se suonare fosse naturale per lui come camminare. Rea non ha bisogno di spiegare, di introdurre i brani, tutto è lasciato al potere della musica. Il gioco non è solo quello di riconoscere brani e note che hanno segnato la nostra storia ma anche di richiamare ricordi, immagini che ciascuno associa a quella memoria. Una serata che conferma il desiderio di eventi di qualità della comunità avellinese, orfana della stagione del Teatro Gesualdo e quasi incredula di fronte alla bella rassegna proposta da “Avellino Cultura in città”, con il coordinamento di Everlive Italia S.r.l., società specializzata nella progettazione e gestione di eventi culturali e spettacoli dal vivo.
E questo pomeriggio si replica con la Compagnia Italiana di Operette e il GRan Galà dell’Operetta, di scena alle 18, all’Eliseo. Un viaggio scintillante tra le arie e i duetti più celebri della piccola lirica. In un’unica, magica serata, la Compagnia Italiana di Operette mette in scena il meglio del suo repertorio: dalle atmosfere parigine de La Vedova Allegra agli esotismi di Cin Ci Là, fino al brio di Scugnizza.
Un cast d’eccellenza, costumi sontuosi e una narrazione coinvolgente celebrano l’eleganza e l’allegria di un genere senza tempo che continua a incantare l’Italia. Dal 1953, la Compagnia Italiana di Operette è il punto di riferimento per gli amanti della piccola lirica in Italia. Con un repertorio che spazia dai fasti de La Vedova Allegra alla vivacità di Cin Ci Là.








