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Kafka Alto. La verità è viva e possiede un volto vivo e mutevole, Prisco De Vivo espone all’Axrt Gallery

E’ un omaggio a Kafka quello che consegna l’artista Prisco De Vivo con la mostra allestita presso la Axrt Gallery “Kafka Alto. La verità è viva e possiede un volto vivo e mutevole”, a cura di Alberto Dambruoso, in programma dal 13 aprile al 13 maggio.  Questo ciclo di opere nasce da una forte riflessione sul grande scrittore boemo, attraverso uno sguardo rivolto alla sua dimensione più profonda, alla sua identità. La figura quasi insondabile che egli ha rappresentato spinge l’artista ad indagare una condizione di confine tra due poli opposti, il bene e il male, il positivo e il negativo attraverso un’ambiguità evidente che questa doppiezza rivela.

E’ Alberto DAmbruoso a sottolineare come “Prisco De Vivo rende omaggio in questa sua mostra personale alla figura di Kafka con una serie di opere incentrate sulla rappresentazione identitaria del grande scrittore boemo. Tra le opere che indagano il volto dell’autore, quelle che lo vedono a fianco della sua amata Milena o ancora quelle dedicate alle sue sorelle fino alla sua macchina da scrivere, ne esce un ritratto a tutto tondo e di grande efficacia, tale da restituire la psicologia, per quanto sfuggente essa fosse, dello scrittore.  Ciò è certamente da attribuire al segno inquieto e nervoso di Prisco De Vivo che ben si apparenta non solo con le atmosfere cupe ed enigmatiche che possiamo trovare nei romanzi di Kafka ma anche con la sua stessa personalità. Le opere, suddivise tra tecniche miste su carta e cartone e alcune istallazioni  di carattere scultoreo, costituiscono, come mi riferisce lo stesso De Vivo:  “una sorta di memoriale, dei tabloid del sogno, che quasi in forma diaristica, illustrano la vita privata dello scrittore”. L’artista ha inteso documentare la quotidianità dello scrittore mettendo in evidenza la sua bombetta, il suo bastone, le persone a lui vicine come Milena,  o le tre sorelle piccole morte nei lager nazisti fra il 1942 e il 1943, diciotto anni dopo la  tragica morte del fratello. La sfera mistica e misterica del mondo kafkiano è resa  evidente e sottolineata attraverso l’oscurità del nero che si contrappone al bianco e al colore ocra. La condizione manichea tra il bene e il male è d’altro canto una caratteristica presente in tutte le opere letterarie scritte di Kafka”.

A campeggiare nelle opere “Un segno, quello di De Vivo, di marca tipicamente espressionista, tra i più incisivi nel panorama del contemporaneo, tanto da essersi meritato in passato la definizione di “unico erede di Munch” datagli dallo storico dell’arte Mario De Micheli.  La tensione costante che investe tutte le figure, compresi gli oggetti come la macchina da scrivere, e quel senso di inquietudine che serpeggia in tutti i lavori, sono generati da quel suo particolare segno nervoso, a tratti tremulo”

 Tra gli studiosi più attenti della sua ricerca artistica, fortemente eclettica, che si fa ricerca del metafisico e dell’atemporale, il critico Francesco Gallo: «De Vivo è un artista sapienziale che immette nella sua opera una qualità di pensiero capace di trasformare l’essenza e l’apparenza in un fluido dalle valenze catturanti, per quel “tanto” di sublime che riesce a sprigionare esaltando l’espressionismo e facendolo assurgere ad apologo del nostro tempo, alto e crudele».

Pittore, scultore, designer, poeta. Attivo sin dal principio degli anni Novanta, nel 1998 De Vivo comincia la sua collaborazione con la Galleria Mimmo Scognamiglio di Napoli, che presenta il suo lavoro, articolato in cicli, presso Arte Fiera di Bologna, Art-Cologne e Art-Brussels. Ha quindi esposto in Italia, Germania, Svizzera, Finlandia, Nizza, New York e Argentina, in gallerie private e in spazi pubblici. Le sue opere sono in importanti collezioni italiane ed estere, hanno scritto di lui: Lorenzo Canova, Vitaldo Conte, Maurizio Cucchi, Michel Dansel, Alberto Dambruoso, Mario De Micheli, Gillo Dorfles, Janus, Francesco Gallo Mazzeo, Rubina Giorgi, Gustav Krefeld, Gianruggiero Manzoni, Wanda Marasco, Plinio Perilli, Enzo Rega, Annibale Rainone, David Ross, Manlio Sgalambro, Leo Strozzieri, Massimo Sgroi. Nel 2014 inaugura Lucis – Art Studio Gallery, a Quadrelle (AV), all’interno del Parco Regionale del Partenio, nel suggestivo territorio boschivo del torrente Vallelonga: configurandosi come spazio operativo, Lucis è divenuto luogo di contagio che germina visioni di una realtà trascendente, per chiunque ne attraversi liberamente gli spazi, è un vero e proprio laboratorio dell’evanescenza.

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