E’ ancora una volta la città, senza differenze di età o di schieramenti, a stringersi all’Addolorata, malgrado le temperature rigidissime, nella consueta processione del Venerdì Santo che esce dal Duomo passate le 20 ma conserva intatta la sua carica emozionale. Il vescovo Arturo Aiello invita ad avere coraggio “poichè al di là dei nostri limiti, tutto è stato già pagato” e lancia un messaggio di speranza, malgrado il complesso clima internazionale, richiamando al valore del pace “Anche la nostra città vive una Via Crucis ma alla fine del tunnel c’è la luce, ce lo ricorda Gesù con il Mistero della Resurrezione. L’ultima parola della storia non sarà la morte, malgrado il momento travagliato che oggi vive il mondo. Chiediamo che il Cristo ci aiuti a ritrovare l’umanità in una società sempre più disumanizzata, a rendere più umano il mondo, i giovani, le istituzioni”. Sottolinea come dalla Croce, dalle piaghe del Cristo arriva dalla salvezza e invita a riscoprire il valore del crocifisso nella propria casa. Pone l’accento sulla metafora del giardino, posto accanto al luogo della sepoltura, che caratterizza il racconto della Passione e si fa simbolo della convivenza pacifica possibile. E ricorda come la tunica di Gesù sia un richiamo forte alla Chiesa di cui “noi rappresentiamo i fili uniti dall’amore e che dobbiamo amare”. E sfida il gelo con la sua mantellina e uno scialle intorno al collo.
A garantire che tutto si svolga nel rispetto delle misure di sicurezza la Misericordia, la Polizia Municipale e i Vigili del fuoco. Ma la folla non è quella di sempre, qualcuno si lascia scoraggiare dal freddo e dall’ora tarda del rito. Malgrado ciò, sono comunque tanti i giovani e meno giovani, famiglie e coppie, con tanto di pettorina e ceri, al seguito del Cristo morto e dell’Addolorata, in un rito collettivo, del quale tutti hanno voglia di sentirsi parte. In prima fila a rappresentare l’amministrazione comunale il commissario prefettizio Giuliana Perrotta. Tra la folla anche l’unico candidato sindaco certo Gianluca Festa mentre non c’è quest’anno l’ex primo cittadino Laura Nargi. Ma è chiaro che la processione ha perso quella valenza di sfilata per i possibili candidati che aveva in passato ma è probabilmente un dato positivo. Ed è un vero lavoro di squadra a rendere possibile il corte con le associazioni cattoliche cittadine, dalla Gioventù francescana alla Misericordia, dal Movimento Bene Comune ai Focolari, dall’Azione Cattolica all’associazione mariana.
Il percorso parte dalla cattedrale per proseguire lungo via Duomo, via Del Gaizo, via Amabile, via Circumvallazione, via Guarini, via Testa, via Esposito, piazza Aldo Moro, via Colombo, via de Conciliis, Corso V. Emanuele, piazza Libertà, via Nappi, piazza Amendola per poi rientrare in cattedrale. Non c’è piazza, non c’è strada, in cui i fedeli non si inginocchino di fronte alla statua dell’Addolorata.
Da sottolineare, anche quest’anno, la scelta di portare a spalla le statue, nel segno di quella che era l’antica usanza. Domani sera, intanto, si rinnoverà, alle 22, la tradizionale veglia pasquale, presieduta dal vescovo Arturo Aiello. Le messe di Pasqua si terranno in cattedrale alle 8.30, 11 e 18.30










