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“La Via Maestra”, Cgil di nuovo in piazza a Napoli

“La Costituzione è il nostro programma politico sociale: per la democrazia, per la pace, per il clima, per la giustizia sociale, per il lavoro dignitoso, per dare un futuro sostenibile a questo Paese. Da Avellino e provincia partiremo per dare il nostro contributo, convinto, ore 10:30 Grottaminarda; Lioni ore 10:30; Solofra ore 10:30; Avellino autostazione Air ore 10:15, per ora ma stiamo lavorando per altre partenze di cui informeremo. Così il segretario generale Cgil Avellino Franco Fiordellisi lancia l’ulteriore mobilitazione.

Il corteo, con concentramento a Piazza Mancini-Garibaldi è previsto che parta per le ore 13.30, sfilerà poi per le vie di Napoli fino a raggiungere piazza Dante dove ci saranno gli interventi conclusivi della manifestazione.

“Da Avellino – continua Fiordellisi –  i temi di questa mobilitazione si legano anche alle vertenze, unitarie fortunatamente, che riguardano la IIA per trasporti collettivi ambientalmente sostenibili e per ricerca sui sistemi di propulsione, Fca/Stellantis, tutela ambientale depurazione industriale Asidep, una adeguata gestione della transizione energetica ed industriale; altro che Autonomia differenziata, premierato, serve partecipazione e condivisione di intenti come abbiamo fatto e continueremo a fare per lo sviluppo del sistema ferroviario e gli snodi di interscambio come il polo logistico in valle Ufita; vedete come tanti temi locali Irpini sono di fatto i temi delle proposte generali de La Via Maestra”, conclude il segretario della Cgil.

“Dalla manifestazione nazionale del 7 ottobre – si legge nella nota -, sono trascorsi più di 7 mesi: la situazione internazionale e del Paese è andata pericolosamente aggravandosi.

Il rischio di una guerra generalizzata nel mondo è sempre più forte. A Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina, in Sudan e in altre aree del mondo proseguono e si allargano la carneficina e la corsa al riarmo

Sui cambiamenti climatici non c’è inversione di tendenza, anzi si fanno passi indietro mentre aumentano le vittime e i danni, colpendo di più le persone, i lavoratori e i territori più fragili. La transizione ecologica va governata, per renderla socialmente giusta, fondata su una nuova qualità del lavoro e dello sviluppo.

L’Unione Europea, invece di essere un fattore di pace e di progresso, rischia di perdere il proprio ruolo di inclusione e di cooperazione e con il patto su migranti e asilo smarrisce anche la propria umanità.

In Italia l’attacco all’unità del Paese, alla Costituzione e alla democrazia prende il nome di autonomia differenziata ed elezione diretta del Presidente del Consiglio. Così si approfondiscono le disuguaglianze e si mortifica la partecipazione democratica.

La libera informazione, la libertà di manifestare, il diritto al dissenso, l’autonomia della magistratura sono sotto l’attacco di un crescente autoritarismo. Il ruolo dei corpi intermedi è svilito e negato.

La situazione sociale ed economica è sempre più grave, il lavoro è sempre più precario soprattutto per giovani e donne. Basta con le morti sul lavoro: bisogna cambiare radicalmente l’attuale sistema fondato su appalti e subappalti e investire su salute e sicurezza.

C’è un’emergenza salari e pensioni, le diseguaglianze e la povertà crescono, il welfare – a partire dal diritto alla salute, all’istruzione e all’abitare – è sempre di più definanziato, in progressivo smantellamento e indebolito dalle privatizzazioni. Non si contrasta l’evasione fiscale e si attuano, invece, interventi regressivi come la flat tax. I diritti sociali e civili, a partire da quelli delle donne, sono a rischio. Anziché investire sulla giusta transizione e su nuove politiche industriali si sprecano risorse per opere inutili come il ponte sullo Stretto. Il governo non dà le risposte che servirebbero: invece di contrastare queste tendenze le determina.

Ecco perché il 25 maggio siamo di nuovo in piazza a Napoli con La via maestra. Il nostro paese ha bisogno di partecipazione, del ruolo delle organizzazioni sociali e sindacali, dei cittadini e delle cittadine che si associano per il bene comune. La Costituzione continua ad essere il nostro programma politico: per la democrazia, per la pace, per il clima, per la giustizia sociale, per il lavoro dignitoso, per dare un futuro sostenibile a questo paese”.

 

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