Di Mino Mastromarino
Per il nuovo anno ci sentiamo di formulare un augurio speciale: quello di evitare, con ostinazione, l’uso di alcune parole. In particolare, delle espressioni che sono al servizio – spesso inconsapevolmente – di una subdola manipolazione.
Si pensi al termine ‘capitale’, alla evoluzione del suo significato, pilotata mediante una compulsiva e aggressiva aggettivazione.
E’ il caso – ad esempio – del sintagma ‘capitale umano’. Ora che l’intelligenza artificiale, per meri fini commerciali, sta espropriando il nostro intelletto, si sprecano gli ipocriti inviti, anche autorevoli, a salvaguardarlo e a promuoverlo. A dispetto della dichiarata quanto falsa intenzione di mettere l’uomo al centro di ogni progresso e del futuro, si tenta in realtà di ridurlo ad un attributo, a un profilo economico. Infatti, la parola ‘capitale’ ha perso definitivamente il riferimento originario alla umana testa pensante per cristallizzarsi ( a partire da Marx) nell’unica accezione di statuto mondiale dei processi finanziari. Ovvero di sinonimo dell’ economia. Il primato sostanziale della quale è sottolineato e garantito dalla stabile posizione di sostantivo assegnata al capitale in ogni dispositivo linguistico extrafinaziario con cui tale vocabolo viene usualmente adottato.
I segni distintivi dell’umanità, quali la coscienza, la creatività, i sentimenti di entusiasmo, di vergogna, di paura, e di speranza sono compendiati e sublimati nel capitale umano.
Il senso critico, la capacità di mettersi nei panni dell’altro, l’abilità di gestione dei conflitti sono stati elevati al rango di competenze non cognitive.
La umana propensione alle relazioni di gruppo e alla formazione di comunità territoriali, l’amicizia, la solidarietà interindividuale rappresentano il capitale sociale.
Il linguaggio e l’umana capacità di dare nomi alle persone, alle cose, agli eventi , e quella di esprimersi costituiscono (da adesso in poi) il capitale semantico.
Ecco, se smetteremo di esportare il capitale al di fuori dell’ambito che gli è proprio, saremo sulla buona strada.



