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Svimez: edilizia e agroalimentare spingono l’economia della Campania. Bianchi: ma il Pnrr è in esaurimento

Il Mezzogiorno accelera e consolida la propria crescita, sostenuta in larga misura dall’espansione del settore manifatturiero, che tra il 2021 e il 2024 ha registrato un aumento del 13,6%. Un dato che si distingue nettamente dal resto del Paese, a fronte della flessione del Nord-Ovest (-2,4%), del Nord-Est (-2,1%) e della crescita più contenuta del Centro (+4,4%). È quanto emerge dal Rapporto Svimez 2025 “L’economia e la società del Mezzogiorno”, presentato oggi a Napoli presso la Domus Ars.

La crescita della Campania è la conseguenza dell’impulso del Pnrr e degli investimenti infrastrutturali.

Nel complesso, la manifattura meridionale ha beneficiato di due principali fattori. Da un lato, il forte ciclo espansivo delle costruzioni (+5,9%) ha generato nuova domanda lungo la filiera dell’edilizia, come dimostra la crescita delle attività metallurgiche e dei prodotti in metallo, in aumento del 7,9%.

Dall’altro, si è affiancata la dinamica positiva di comparti a specializzazione storica del Sud. In particolare, il Rapporto segnala la robusta crescita dell’agroalimentare (+13,1%), che rappresenta la principale area di specializzazione produttiva del Mezzogiorno. Campania, Puglia e Sicilia ospitano infatti un tessuto diffuso di medie imprese con una forte vocazione all’export, capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo meridionale.

Secondo Svimez, l’attuale espansione del manifatturiero nel Sud segna una discontinuità rilevante rispetto ai cicli economici precedenti. La minore esposizione ai mercati internazionali ha in parte schermato il Mezzogiorno dagli effetti del rallentamento della domanda globale, mentre la tenuta dei comparti a specializzazione matura, insieme alla spinta degli investimenti pubblici legati alle costruzioni, ha sostenuto la crescita delle filiere produttive locali.

Intanto però la Campania si conferma la prima regione del Sud per esportazioni verso gli Usa, con un valore di 1,93 miliardi di euro, pari al 3,1% del totale nazionale e all’1,4% del Pil regionale. L’esposizione della Campania ai dazi americani risulta elevata, in particolare nei settori che spingono l’export, dal farmaceutico all’agroalimentare.

Tra il 2021 e il 2024 l’occupazione in Campania è cresciuta dell’8,2% ma, nonostante questo dato incoraggiante, non si arresta la fuga dei giovani verso le regioni del Nord o all’estero. E’ questa una delle principali preoccupazioni espresse da Svimez, insieme con l’effetto sulla crescita del Pnrr, che si andra’ esaurendo nei prossimi mesi. Occorre quindi impostare in tempi rapidi le nuove strategie di investimento per continuare a crescere.

In Campania come nel Mezzogiorno, il Pnrr ha “un ruolo trainante fortissimo, però è in esaurimento nel 2026, quindi non bisogna accontentarsi della crescita della regione, in parte alimentata da un evento straordinario come il Pnrr e bisogna cominciare a riflettere subito su cosa fare nel post Pnrr per garantire questo ciclo di investimento e continuare a crescere”. Lo dice il direttore dello Svimez, Luca Bianchi. E aggiunge che bisognerebbe avere su questo punto un impegno delle istituzioni “nazionali e degli enti locali” per affrontare il dopo 2026.

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