di Egidio Leonardo Caruso
Tra i comuni irpini interessati dai cantieri per il completamento della Lioni-Contursi- Grottaminarda la cosiddetta Strada dei Due Mari, rientra anche Gesualdo. In occasione della riunione plenaria svoltasi nei giorni scorsi a Grottaminarda, che ha visto la mobilitazione unitaria di sindaci, sigle sindacali e lavoratori con la richiesta di un tavolo permanente in Regione Campania, per portare a termine quest’opera attesa da oltre quarant’anni, dopo tredici anni di lavori, mancano gli ultimi venti chilometri, con l’apertura al traffico prevista per il 2027, abbiamo posto delle domande al sindaco di Gesualdo Domenico Forgione.
Sindaco qual è la situazione che vive il suo territorio in questo momento?
Parliamo di un’infrastruttura di fondamentale importanza non solo per quanto riguarda la mobilità delle persone, ma in un’ottica di sviluppo complessivo anche per favorire gli insediamenti industriali e commerciali sul territorio, è indubbio che nella realizzazione di grandi opere possano verificarsi problemi, difficoltà la questione è la cronicizzazione di un tale stato, che si ripercuote negativamente in primis sui cittadini e poi su imprese e lavoratori. L’attuale situazione di stallo dei lavori, richiede soluzioni definitive per portare a compimento questa infrastruttura strategica per tutta l’Irpinia e non solo.
Quale crede sia la possibile soluzione per sbloccare definitivamente i lavori?
Unitariamente agli altri colleghi sindaci, ritengo opportuna l’apertura di un tavolo regionale permanente insieme con le sigle sindacali, che possono offrire un punto di osservazione del problema diverso e quindi facilitare la ricerca della soluzione, attraverso la calendarizzazione di incontri mensili. La richiesta è anche ai nostri rappresentanti regionali indipendentemente dal colore politico, si tratta di opere di grande importanza per lo sviluppo delle aree interne, che richiedono l’assunzione di un impegno forte e costante. Deve essere un tavolo in cui sindaci, parti sociali, istituzioni regionali e provinciali, possano incidere e verificare il reale andamento dei lavori, quanto meno per poter fornire rassicurazioni adeguate alle attese dei territori che vogliono un risultato concreto, occorre la giusta determinazione.
Bisogna fissare con immediatezza un incontro, i tempi ci sono, onestamente non mi interessa il colore politico di chi si siede al tavolo, se c’è qualcuno che può dare un contributo alla soluzione del problema ben venga. Oltretutto occorre evidenziare, lo spessore intellettuale e politico di coloro che oltre quarant’anni fa, hanno avuto la lungimiranza e la capacità di dar forma e concretezza al proprio pensiero, guardando ai bisogni del territorio, mediante la progettazione di infrastrutture di tale portata tuttora valide. Noi siamo chiamati ad onorare questa intelligenza, chiedendo con estrema chiarezza agli organi sovracomunali nonché, ai rappresentanti del territorio irpino in Regione di farsi carico di questa problematica, e se occorre innalzare il livello della vertenza anche mediante il coinvolgimento diretto del Governo centrale, che lo si faccia altrimenti, continueremo a vivere una situazione di perenne difficoltà.
Non ritiene che vi siano delle responsabilità politiche della Regione che è in continuità amministrativa, rispetto ai ripetuti ritardi nel completamento di questa infrastruttura?
Non sono abituato a ragionare in questi termini, credo che ricercare dei responsabili sia uno spreco di tempo inutile, ci siamo resi conto che attraverso le interlocuzioni avute finora non siamo riusciti ad arrivare ad una soluzione, quindi c’è bisogno di un maggiore sforzo improntato alla concretezza, i territori attendono dei risultati. Tutti comprendiamo l’importanza dell’opera, i sindaci stanno facendo la propria parte, è stata fatta anche dalla Regione? Allora bisogna arrivare alla conclusione, mettendo un punto alla vicenda.
Non pensa che col passare del tempo i sindaci siano presi per “sfinimento” dalla Regione?
Non credo che i sindaci possano in un certo senso sentirsi affievoliti rispetto ad una questione del genere, se, si tiene al proprio territorio non ci si può abbattere, è assolutamente vero che i tempi si sono dilatati e che bisogna arrivare ad una soluzione definitiva. Non dobbiamo pensare troppo a quello che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto, altrimenti rischiamo di perdere tempo prezioso per riflettere sulle cose da fare oggi. Il tema vero è quello che sarà da qui in avanti, per cui ciascuno per la propria parte bisogna farsi carico di questa problematica e incidere in modo serio e determinato laddove esistono i tavoli che possono risolvere questa questione.
Resta il nodo delle risorse necessarie per completare l’opera che stanno lievitando vertiginosamente col passare del tempo, qual è la sua idea in proposito?
Non sono un tecnico, ne un contabile, la richiesta di aprire un tavolo permanente in Regione ha l’obiettivo anzitutto, di riprendere il discorso anche sotto il profilo finanziario, è necessario una volta per tutte quantificare le cifre a disposizione per il completamento dell’infrastruttura. Dopodiché, sarà anche possibile un’analisi complessiva più approfondita per poter dire se effettivamente tali somme ci sono e sono sufficienti per portare a termine quest’opera.
Chiaramente noi sindaci auspichiamo che qualora le cifre disponibili non fossero sufficienti, chi di dovere si dovrà attivare per poterle reperire, altrimenti sarebbe un disastro di proporzioni enormi. Se quest’opera dovesse fallire – cosa che escludo- davvero saremmo in una condizione estremamente difficile da recuperare, per interi territori.


