Una serata dedicata a Claudia Cardinale, figura emblematica del cinema mondiale, interprete intensa e libera, volto senza tempo che ha attraversato la storia della settima arte lasciando un’impronta indelebile. E’ l’appuntamento in programma il 24 gennaio al Cimema Partenio, promosso dallo Zia Lidia. Un omaggio a un’attrice che ha saputo unire grazia e forza, mistero e verità, incarnando un’idea di cinema profondamente umano. Ad aprire la serata sarà la Performance della Compagnia della Danza, con la direzione artistica di Melania Areopagita, omaggio al corpo e al movimento come linguaggi universali dell’espressione artistica. A seguire la Masterclass – Il cinema interpretato da Claudia Cardinale. Un momento di riflessione e approfondimento critico con Valerio Caprara, critico cinematografico, Titta Fiore, Presidente Film Commission Regione Campania, Flavio Natalia, direttore Ciak Seguirà la proiezione di 8/12 di Federico Fellini, capolavoro assoluto del cinema moderno
Il protagonista della storia è Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) un regista di 43 anni che si trova in un periodo di riposo in una stazione termale, cercando di conciliare i suoi problemi fisici con la preparazione del suo prossimo film. Nonostante cerchi tranquillità, la presenza delle persone coinvolte nella produzione del film, compresi produttori, tecnici e attori, ostacola la sua ricerca di ispirazione. Guido, in crisi creativa, cerca di delineare una trama per il suo film, mescolando realtà, fantasie, ricordi e sogni. Quella del regista è, infatti, una vita sentimentale abbastanza complessa con il difficile rapporto con la moglie Luisa (Anouk Aimée), la noia provata verso l’amante Carla (Sandra Milo) e l’unica fonte ispirazione artistica e amorosa rappresentata da Claudia (Claudia Cardinale). Non è da meno anche la situazione professionale, con la pressione di collaboratori e attori per dare una direzione al suo progetto cinematografico. La storia rivela la profonda crisi esistenziale di Guido, incapace di dare un senso al suo passato e ai suoi rapporti con gli altri.
Il film è un’indagine profonda sull’atto creativo, sulla natura stessa dell’arte e sulla difficile relazione tra realtà e fantasia. Fellini non si limita a rappresentare la crisi di un uomo, ma la crisi di un’epoca, la disillusione di un’intera generazione alle prese con i cambiamenti epocali del secondo dopoguerra.



