Rigettata dal Tribunale del Riesame di Napoli l’istanza di annullamento della misura cautelare bis emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza nei confronti di Mauro Russo, uno dei presunti organizzatori della maxitruffa sugli Ecobonus da un miliardo e mezzo.
Pochi giorni fa, i militari del Gruppo di Avellino avevano notificato una nuova misura cautelare chiesta dalla Procura di Avellino (le indagini sono condotte dal Pm Luigi Iglio) e firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, determinata da eccezionali esigenze di cautela nei confronti di Russo, che ora si trova di nuovo in carcere. La difesa, l’avvocato Palmira Nigro, aveva presentato nuovamente ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli.
Un difetto di notifica proprio al suo legale, l’avvocato Palmira Nigro, eccepito dalla difesa davanti ai giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli ne aveva determinato la decadenza della custodia cautelare nei confronti di Russo, uno dei principali accusati al vertice dell’associazione finalizzata alla vendita in tutto il territorio nazionale dei crediti di imposta per circa 90 milioni di euro generati dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa un miliardo e mezzo sugli Ecobonus.
I giudici del Tribunale del Riesame avevano rigettato l’istanza di annullamento della misura per l’altro presunto capo del gruppo che ha ordito la maxitruffa, l’avellinese Danilo Porcile. Il Riesame aveva concesso invece gli arresti domiciliari a Giuseppe Speranza, difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Felicia Bruno, titolare delle società che avevano originato i crediti per lavori collegati all’Ecobonus inesistenti.



