Strage di Acqualonga, è stato discusso stamattina, il ricorso straordinario in Cassazione per tutte le altri parti coinvolte tra cui figura Autostrade per l’Italia. A presentarlo la difesa di Lametta, fratello del conducente deceduto nel grave incidente stradale, condannato a 9 anni. La sua difesa – rappresentato dall’avvocato Sergio Pisani – sostiene che la IV Sezione Penale abbia rigettato il precedente ricorso sulla base di errori di fatto percettivi che avrebbero inciso in modo determinante sulla decisione.
Al centro del disastro c’è la causa tecnica del distacco del giunto cardanico: secondo l’avvocato Sergio Pisani le consulenze della Procura indicavano come possibili cause un errato serraggio o l’uso di perni non conformi ma la Cassazione avrebbe ritenuto insussistente la prova di un errore manutentivo. La mancata perizia sulla registrazione audio ambientale in cui gli interlocutori fanno riferimento al controllo dei perni da parte di due meccanici poco prima dell’incidente, avrebbe poi impedito di accertare quello che per l’avvocato Pisani “è un fatto storico decisivo, con ricadute sul nesso causale tra condotta contestata ed evento”.
Contestato anche il diniego dell’attenuante del risarcimento del danno, concessa invece a tutti gli altri imputati poiché il massimale assicurativo del mezzo era stato congelato per destinarlo alle vittime e la questione della prescrizione dell’omicidio colposo sollevata anche dai legali di autostrade. La difesa ha chiesto alla Corte di Cassazione di riconoscere gli errori denunciati e riesaminare la posizione dell’imputato. Sull’ esito del ricorso, che ha visto in aula la discussione da parte dei difensori,la Suprema Corte si pronuncerà domani in giornata.


