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Morti sul lavoro in Campania, Ugl: “Come una guerra”

“Una mattanza, una strage silenziosa quotidiana che la Regione Campania sta registrando: un elenco di vite spezzate sul lavoro, come fossimo in guerra perenne. A Cancello e Arnone, nel Casertano, Raffaele Boemio  operaio di 62 anni muore in un cantiere per la fibra ottica. L’uomo, originario di Afragola e dipendente della ditta Dap di Nola, finisce in una impastatrice del cemento.

Boemio era prossimo alla pensione solo tra qualche mese; e, l’ennesima vittima sul lavoro aveva poco più un ragazzo, 22 anni l’operaio muore in un incidente a Scafati, in provincia di Salerno, mentre lavorava in un palazzo in pieno centro. La vittima è stata travolta da una lastra d’acciaio che sarebbe caduta dalla carrucola che stava sollevando, il 22enne muore sul colpo.  Ultimo in ordine di tempo, un altro morto sul lavoro, ancora in un cantiere pubblico. A morire questa volta un operaio di 63 anni, Antonio Russo, che da settembre sarebbe stato in pensione. La sua vita è invece finita schiacciata lungo una galleria in costruzione dentro il cantiere della metropolitana di Napoli che collegherà Capodichino a Poggioreale. Era un dipendente di Sinergo, che sta realizzando i lavori del treno sotterraneo, come anche i due suoi colleghi feriti, uno dei quali in maniera grave”.
Il Segretario Regionale Ugl Campania, Luigi Marino commenta le stragi silenziose che tutti i giorni si registrano: “Non abbiamo il tempo di celebrare un funerale che, ciclicamente ne apprendiamo di un’altro. Ancora quante espressioni di solidarietà dobbiamo esternare alle famiglie delle vittime e dei feriti? Basta! – tuona forte il sindacalista Ugl – crediamo che sia insopportabile continuare a vedere allungarsi la lista di persone che hanno perso la vita sul lavoro. Riteniamo che investire sulla formazione alla sicurezza, a qualsiasi livello e fin dalla scuola, sia un modo per arginare il rischio del ripetersi di simili tragedie. L’Ugl chiede altresì di inasprire le sanzioni per tutti coloro che non rispettano o non fanno rispettare le norme di sicurezza pensate per tutelare il diritto al lavoro che deve anche essere diritto alla vita. Una Campania intera sgomenta davanti alle storie delle vittime delle tragedie.

Cos’è che non funziona? Quale sia l’esito delle inchieste, non verranno riportati in vita tutti gli operai che la mattina vanno a lavoro e a casa torneranno in una bara. I tagli lineari agli investimenti sulla sicurezza dei lavoratori, la piaga dilagante del lavoro sommerso, il progressivo innalzamento dell’età pensionabile, l’assenza di controlli nei subappalti. I motivi sono svariati e queste possono essere certamente fra le cause principali che ci hanno portato a questa situazione. Le stragi sul lavoro sono terribili, ci sconvolge, lascia sgomenti per la gravità di incidenti che appaiono inconcepibili alla luce delle tecnologie e degli strumenti di cui disponiamo nel 2024. Ecco perché risulta necessario fare chiarezza sulle dinamiche di tutti gli incidenti e determinare  – conclude il Segretario Url Campania, Marino  -, negligenze e violazioni delle norme di sicurezza, accertando le condotte di imprudenza e imperizia che possono  provocare la morte di operai”.

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