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Nemmeno la pioggia ferma il Festone di Grottaminarda: 133esima edizione

Grottaminarda – Nemmeno la pioggia che poi, verso sera, per fortuna ha finito di scendere giù, ha fermato il Festone. Ieri è iniziata, infatti, una delle celebrazioni patronali più antiche della provincia di Avellino. Che è arrivata alla 133esima edizione. Con un segno: quando si inaugura con la pioggia, poi il Festone si rivela sempre uno dei più belli. E dopo un momento di preoccupazione, il momento è arrivato. Il Festone di quest’anno ha preso il via con il tradizionale, ed emozionante, appuntamento della”cena sotto le arcate” del Corso della cittadina ufitana. Ognuno portava qualcosa da mangiare mentre, con un conto alla rovescia, le arcate si sono illuminate per la prima volta. Una tavolata lunga cinquecento metri, in cui si sono incontrati famiglie, amici, giovani e meno giovani: una comunità, insomma, che si ritrova per stare insieme. Questa l’intenzione dei ragazzi del Comitato, che anche per quest’anno hanno compiuto un lodevole sforzo perché tutto riuscisse. E da stasera via ai festeggiamenti veri e propri: le processioni di S.Tommaso, S.Antonio da Padova e S.Rocco da Montpellier, i santi patroni di Grottaminarda, ai quali i grottesi sono devotissimi, da queste parti raccontano una storia. E, poi, il concerto: stasera, in piazzale Padre Pio, alle 21.30 ci saranno gli Zero Assoluto. Due ragazzi romani, Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, che si conoscono dai tempi del liceo e hanno deciso, trentadue anni fa, di mettere su un duo e fare musica. Da allora sette album incisi, una colonna sonora. E nell’estate del 2005 vincono il disco di platino con”Semplicemente” che, come accade spesso alle canzoni di successo, viene esclusa da Sanremo. Poco male perché i due ragazzi romani continuano a vendere ad avere un seguito. E stasera, eccoli a Grottaminarda. Ma il Festone non è solo”cantanti”. Può contare anche sulla musica classica, come dire un altro pezzo forte dell’estate agostana grottese. Da anni, infatti, sulla Fontana Vecchia si può ammirare lospettacolo delle bande musicali, ma che in realtà sono vere e proprie orchestre, che suonano le opere di Puccini,Verdi e di altri. E gli esigenti intenditori, di sotto, affascinati, che accompagnano le arie più famose. E, come di incanto, chi passeggia lungo il Corso si ferma ad ascoltare. Per finire con i fuochi pirotecnici. Che, da sempre, segnano l’ultima sera. Perché, come si dice da queste parti,”il Festone è il Festone”.

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Giancarlo Vitale

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