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Oltre la storia, la Memoria: il Convitto contro l’indifferenza

Stamattina, nella Rotonda del Convitto Nazionale, gli studenti delle classi IIIA e VA del Liceo Classico sono stati “uomini e donne di memoria”, nel giorno in cui, come ogni anno, il Ministero dell’Istruzione e del Merito invita, con una nota, a celebrare la Giornata della Memoria con iniziative di riflessione e di studio sulla Shoah, per ricordare quel 27 gennaio del 1945, in cui le truppe sovietiche liberarono il campo di Auschwitz. Sulle note della celebre Passacaglia di Halvorsen e Händel, suonata per pianoforte dall’alunna Costanza Clericuzio, si è dato inizio alla mattinata commemorativa. Un’ efficace presentazione, accompagnata dal PowerPoint “Auschwitz il male assoluto” (a cura di Rosa Criscitiello, Sara Marano, Vittoria Mauriello e Beatrice Mazza) ha approfondito dal punto di vista storico l’argomento davanti a una platea, costituita da tutte le classi del Liceo Classico e Classico Europeo dell’Istituzione, in un peer to peer che è stato uno straordinario momento di riflessione, confronto e dialogo. Sara Roca e Camilla Iorizzo hanno letto alcune pagine scelte dal volume “Lettere da Auschwitz” di Janusz Pogonowski, un polacco che, ancora studente del Ginnasio-Liceo “Henryk Sienkievicz” di Cracovia, fu arrestato dai Tedeschi nel maggio del 1940 durante un rastrellamento e condotto poi nel campo di concentramento di Auschwitz a soli 17 anni , dove fu impiccato insieme con altri 11 compagni il 19 luglio 1943. Le sue lettere, scritte segretamente e per vie clandestine fatte pervenire alla famiglia, sono di una delicatezza struggente; si descrive l’inferno del campo di concentramento, il dramma personale dell’Autore, il rimpianto per la libertà. Le due alunne hanno sentito l’esigenza di ridare voce allo sconforto e all’ amore negato ingiustamente. La storia delle fonti letterarie e  materiali ha lasciato il posto alla storia ‘vissuta’ dagli alunni di V A del Classico, che, nella voce di Marcello Piantedosi, hanno voluto presentare, per la prima volta, al pubblico della loro Scuola, il cortometraggio “Oltre la storia la memoria”, ispirato alla figura di Giovanni Palatucci, conterraneo che, nel periodo del Secondo conflitto mondiale, fu responsabile dell’Ufficio stranieri della Questura di Fiume, capace di sottrarre ebrei perseguitati a una tragica fine. Il cortometraggio, nato e fortemente voluto dagli alunni della V A del Classico nell’ambito del Progetto Shoah “Contro l’indifferenza” (a.s. 2024/2025) ha visto gli studenti, affiancati dalla Professoressa Cinzia Favorito, protagonisti di un coinvolgente percorso educativo sul tema dell’odio, della discriminazione e del negazionismo storico.  Tutto è stato costruito in modo genuino, dalla sceneggiatura (nata da uno studio dei testi della Biblioteca storica del Convitto), alle riprese con semplici tablet, in un lavoro elegante e per così dire ‘sartoriale’, che ha saputo svelare talenti e mettere in situazione competenze interdisciplinari, per ricordare che la Shoah è un ammonimento e che la Memoria può divenire consapevolezza del presente, per non ripetere gli errori-orrori del passato. Il cortometraggio è risultato vincitore del concorso indetto dalla Regione Campania “La storia da ricordare – Shoah: comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, grazie al quale gli alunni hanno potuto partecipare al viaggio premio, dal 6 al 9 settembre scorsi, ai campi della memoria in Polonia(Auschwitz- Birkenau), per ricordare da questi luoghi tutte le vittime innocenti dei genocidi. Da quel viaggio nella storia è nata la testimonianza degli scritti profondi e consapevoli delle alunne Sabrina De Luca e Raffaella De Vita. “Qualcosa di me si era rotto”- scrive Raffaella al rientro dal viaggio- “E ricomposto in modo diverso/ Ho capito che Auschwitz / non è solo un posto da visitare. / È una responsabilità. / È una promessa. / La promessa di ricordare. / Di raccontare. / Di non far finta di niente”.

A Martina Ramaglia il compito di coinvolgere la platea in un “Paroliamo” per esplorare, con la collaborazione di tutti, l’atteggiamento degli spettatori e dei salvatori nel passato e della società attuale. Con le note della partitura per pianoforte La vita è bella di Nicola Piovani Costanza Clericuzio ha congedato il pubblico in un applauso lungo che ha la potenza del ricordo e della consapevolezza, oltre le mura antiche e solide del Convitto.

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