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E’ un romanzo di Ernest Hemingway pubblicato nel 1940, in cui lo scrittore racconta alcune vicende della guerra civile spagnola alla quale egli prese parte come corrispondente di guerra  nelle file dell’esercito popolare repubblicano. Il titolo è ricavato da un famoso sermone di John Donne: “non chiedere mai per chi suona la campana. Essa suona per te.”

Ho pensato a questo aforisma per associazione degli opposti, osservando la plateale manifestazione di giubilo dei deputati 5Stelle che hanno schierato dinanzi a Montecitorio uno striscione raffigurante le poltrone che il nostro astuto Ministro degli esteri ha stracciato a beneficio delle telecamere, vantandosi di aver portato a termine una riforma storica a lungo perseguita per oltre 40 anni. Non crediamo che sia un grande successo aver ottenuto lo scalpo del Parlamento sopprimendo 345 seggi. Però bisogna riconoscere che si tratta di una svolta di portata storica, perché una riforma che riduceva a 400 i seggi della Camera dei Deputati noi l’abbiamo avuta soltanto nel secolo scorso quando, con la legge 17 maggio 1928 n. 1019, il numero dei parlamentari fu ridotto a 400 e fu istituita la lista elettorale unica nazionale compilata direttamente dal Gran Consiglio del fascismo. Sul significato e gli effetti di questa riforma dovremo ritornare, ma quello che ci preme osservare è che tanto giubilo stride fragorosamente con l’annuncio del massacro del popolo curdo diffuso nella stessa giornata e ci dimostra tutta la vacuità di un ceto politico che non riesce a guardare oltre il proprio ombelico. Il solito tweet di Trump ha dato il via libera all’aggressione della Turchia contro la Federazione democratica della Siria del Nord, che si sta sviluppando in queste ore con l’ingresso in territorio siriano di centinaia di mezzi corazzati dell’esercito turco, appoggiato da una milizia di ex combattenti ribelli arabo-sunniti.  In un drammatico appello il Consiglio esecutivo del KNK ha osservato che “Un’invasione turca e la conseguente crisi della sicurezza porranno le basi per una rinascita dell’ISIS che avrà come obiettivo l’amministrazione autonoma democratica instituita dai popoli della regione e mirerà a sostituirla con un cosiddetto “Stato Islamico” mediante genocidio, femminicidio e etnocidio, non solo dei curdi, ma anche di altri gruppi etnici e religiosi indigeni della regione, tra cui arabi, cristiani (armeni, assiri, caldei e siriaci), turkmeni, ceceni, alleviti e yazidi. Molti di questi gruppi hanno ricevuto, per la prima volta, voce nei loro affari con l’istituzione dell’amministrazione autonoma democratica, e ora affrontano massacri per mano dell’esercito turco e dei loro alleati jihadisti (.) Più di 11.000 uomini e donne delle forze di sicurezza della Siria del Nord – Est hanno dato la vita per liberare questa regione dall’ISIS, proteggendo i popoli della Siria settentrionale e orientale e offrendo loro un futuro migliore e  oltre 22.000 sono stati feriti nella lotta di questa dura campagna. Un’invasione della regione da parte delle forze turche creerà circostanze che permetteranno all’ISIS di riorganizzarsi e commettere crimini contro l’umanità, diventando ancora una volta una minaccia per tutto il Medio Oriente, l’Europa e il mondo causando morte e distruzione indicibili e costringendo milioni di persone a fuggire dalle loro case diventando rifugiati.”

C’è poi da aggiungere che l’attacco della Turchia è una aggressione, un crimine internazionale foriero di crimini di guerra e barbarie di ogni genere. E’ essenziale che l’Europa si muova ed adotti urgentemente delle sanzioni per arrestare la danza macabra intrapresa da Erdogan. L’ingiusto massacro del popolo curdo e della sua straordinaria esperienza di governo democratico si ritorcerà contro di noi. Non chiedetevi per chi suona la campana.

di Domenico Gallo

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