“In questi giorni abbiamo dovuto assistere al tentativo di un pronipote di Mussolini di “presentare” un suo libro, il cui scopo palese era di fornire una rappresentazione apologetica di “un’altra storia” del fascismo, utilizzando spazi pubblici in giro per la Campania. Una serie di spontanee e civili proteste ha portato ad annullare alcune di queste presentazioni, suscitando però qualche lamentela su una presunta limitazione della libertà di parola o altro”. La denuncia arriva dal Coordinamento dele Anpi Campania in riferimento alla presentazione del libro “Mussolini e il fascismo” di Caio Mussolini, pronipote di Benito, programmata per il 14 febbraio al Circolo della Stampa, alla presenza di Sonia Lombardo, Valentina Carnielli, Giuliana de Medici e Gianfranco Rotondi. “Vogliamo quindi sottolineare che tentare di revisionare e riabilitare una storia del fascismo come “altra” è offensivo, soprattutto se portata in giro per molti luoghi della nostra regione che hanno visto la tragica fine della guerra fascista a fianco dei tedeschi nazisti, che a settembre 1943 colpirono tanti nostri paesi con stragi e distruzioni, un periodo definito “terra bruciata” e “guerra ai civili”. Contemporaneamente però ci fu il verificarsi di tanti episodi di Resistenza civile ed anche armata nelle nostre province, culminati a Napoli nelle eroiche “Quattro Giornate””.
Si ribadisce nella nota che “Il fascismo non ha che UNA storia, una storia fatta di squadrismo, violenze e distruzione fisica dei luoghi di aggregazione della opposizione antifascista, sui singoli ma anche collettiva, per poi consolidare la dittatura attraverso una serie di leggi liberticide e repressive, con migliaia di oppositori condannati al carcere o al confino. Sono più di 5.600 le persone condannate dal Tribunale Speciale, attivo dal ’27 al ’43, mentre il numero dei “confinati” oscilla, nei vari studi, tra 12.000 e 18.000. Proprio alcuni dei paesi dell’entroterra campano hanno visto i destinati al confino decine di questi oppositori, in condizioni di estrema difficoltà e povertà. Il fascismo infine si lanciò in una guerra imperialista di invasione e aggressione di altri popoli oltretutto corredata di violenze e pratiche genocidarie, senza dimenticare le leggi razziali e la collaborazione attiva data ai nazisti nella deportazione razziale e politica, degli I.M.I. verso i KL. Ma il riscatto di un’Italia ridotta a ferro e a fuoco, avvenne proprio grazie a tanti oppositori sopravvissuti alle persecuzioni e ai tanti militari che dopo l’8 settembre imbracciarono le armi contro l’esercito tedesco diventato spietato occupante, in una Guerra di Liberazione che ha permesso il riscatto morale del nostro Paese, fino allo spirito unitario e civico che portarono alla Repubblica e alla nostra bella Costituzione antifascista. Noi in Campania come coordinamento regionale ANPI dichiariamo che una rilettura apologetica del fascismo non deve trovare connivenza o ospitalità in spazi pubblici o istituzionali. Il fascismo non è un’opinione ma un reato, ora e sempre”



