“La scenografia è nella bellezza dei luoghi, la musica nel canto degli uccelli, nelle suggestioni di un tramonto”. Spiega così Espedito Giaccio “Racconti petr ricominciare”, festival itinerante, in scena fino a ieri al Casino del Principe. “La rassegna – prosegue Giaccio- nasce dopo la terribile esperienza del Covid dalla sfida di promuovere allestimenti teatrali all’aperto in luoghi di forte suggestione come questo. La magia del teatro abbraccia la bellezza dei luoghi.”. Un festival ideato e realizzato da Vesuvioteatro, con la direzione artistica di Claudio Di Palma e il coordinamento artistico di Giulio Baffi e il patrocinio del Comune di Avellino, con tappe in tutta la Campania, capace di conquistare una fetta crescente di pubblico. Ad andare in scena “Eduardo per amore del gelo”, spettacolo scritto da Fabio Pisano – produzione di Ente Teatro Cronaca a cura di Marco Di Palma – che racconta il genio di Eduardo De Filippo, tre monologhi itineranti in cui la vita si fonde con la letteratura e le battute delle sue opere danno voce alla sua vita, facendo rivivere alcune delle creature più amate dei drammi eduardiani. Così tocca a Filumena Marturano raccontare l’ansia d’amore di Eduardo, dal rapporto speciale con la madre, costretta a fare anche da padre alle presenze assenze di papà Scarpetta fino alle donne amate, da Dorothy a Tea a Isabella, come in una contrapposizione tra il drammaturgo, fedele alle sue passioni e Domenico, compagno di Filumena, donnaiolo incallito, un itinerario che passa in rassegna il dolore per la morte della figlia Luisella e il legame forte con il figlio Luca. Mentre Lucariello e il suo ‘Te piace o presepe’ che diventa ‘Te piace o teatro?” da’ voce all’Eduardo padre, mentre risuona, come una cantilena, ‘ Vincenzo m ‘ è padre a me’, prima battuta pronunciata sul palco da Eduardo, al fianco di papà Scarpetta e poi da suo figlio. Inevitabile, poi, il richiamo al discorso pronunciato da Eduardo a Taormina in cui descriveva la sua vita come fatta di gelo, dalla scoperta della paternità al complesso rapporto con i fratelli Titina e Peppino, deterioratosi negli anni, in particolare quello con Peppino, con il sogno di una compagnia del trio che lasciava spazi a silenzi senza fine, poiché “Fratelli si diventa non si nasce”. Ed è ancora il sogno del San Ferdinando, quel rudere acquistato da Eduardo per trasformarlo in uno spazio culturale al servizio della città, un investimento, un sogno coltivato con passione, sull’esempio delle esperienze milanesi, anche a costo di rimetterci economicamente. E così l’ultima scena è ancora di Filumena ma sembra richiamare sul palco i tre fratelli, Titina, Peppino ed Eduardo nell’indimenticabile momento di “Natale in casa Cupiello” della processione dei Magi. Sul palco i bravissimi Chiara Baffi, Luciano Giugliano, Luca Iervolino che danno voce a fantasmi e demoni di un uomo la cui vita si è nutrita di teatro. Uno spettacolo che conferma come sia possibile portare anche in città un teatro che vada al di là del già detto, al di là dei grandi classici nel segno di formule innovative e coinvolgenti.





