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Sant’Angelo dei Lombardi, la lezione di Bianco tra politica e umanità

Il risveglio della memoria storica sulla figura della eminente personalità intellettuale nel libro a cura di Festa-Iuliano-Saggese

Nella placida cornice della piazza della Pro Loco di Sant’Angelo dei Lombardi, ieri pomeriggio si è svolto un evento che ha riunito intellettuali, politici e cittadini in un momento di alta riflessione culturale e storica. Il convegno dedicato alla figura dell’onorevole Gerardo Bianco ha rappresentato non solo un omaggio a una delle personalità più rilevanti del panorama politico italiano, ma anche un atto di riaffermazione della memoria storica di un territorio spesso dimenticato dal mainstream nazionale.

L’evento è stato impreziosito dalla presentazione del nuovo volume dedicato a Gerardo Bianco  “GERARDO BIANCO l’uomo, il meridionalista, lo studioso, il politico” –  Edizioni II Terebinto, a cura di Gianni Festa, Giuseppe Iuliano e Paolo Saggese, una sorta di testamento intellettuale, che ripercorre la vita e il pensiero di Gerardo Bianco. Il testo, un’opera raffinata e ponderata, non si limita a un ritratto biografico, ma si propone come uno strumento per comprendere le radici profonde di una politica che non è più. La narrazione si intreccia con le vicende di un’Italia che, nei momenti di più grande difficoltà, ha saputo trovare in figure come Bianco dei punti di riferimento saldi, radicati nella tradizione cattolico-democratica, ma aperti all’innovazione e al dialogo.

Il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, la professoressa Rosanna Repole, con la sua partecipazione ha testimoniato quanto la figura di Bianco sia sentita e riconosciuta nel territorio, non solo per i suoi meriti politici ma anche per la sua profonda umanità. Il suo discorso, che ha saputo coniugare emozione e razionalità, ha sottolineato l’importanza di preservare la memoria di coloro che hanno servito il Paese con dedizione e integrità.

A fare da cornice all’incontro, il professor Di Pietro di Napoli e Lucio Bianco, che hanno aggiunto spessore accademico alla discussione, arricchendo il dibattito con riflessioni, che hanno saputo collegare la figura di Gerardo Bianco al più ampio contesto politico e storico italiano. La relazione  di Paolo Saggese, co-autore del libro, ha permesso di entrare nel vivo del testo, offrendo una lettura critica, che ha stimolato ulteriormente l’interesse dei presenti.

Presidente della serata e figura catalizzatrice dell’incontro è stato Tony Lucido, presidente della Pro Loco, che con la sua leadership ha garantito il successo dell’evento. La sua capacità di tessere le fila di un dibattito profondo e partecipato ha dimostrato quanto sia importante avere luoghi e figure di riferimento per la promozione culturale nei piccoli centri.

Grande protagonista della serata è stato, senza dubbio, Gianni Festa, direttore del “Corriere dell’Irpinia”. Festa ha tratteggiato in modo mirabile la figura di Gerardo Bianco, esaltandone la straordinarietà non solo come politico, ma anche come uomo di cultura e di fede. Le sue parole, dense di ammirazione e rispetto, hanno evocato un’Italia che sembra lontana, ma che è ancora presente nella memoria collettiva di chi ha vissuto quegli anni. Il suo intervento ha ricordato a tutti i presenti quanto sia importante non dimenticare, specialmente in un momento storico come quello attuale, dove la superficialità e la polarizzazione politica rischiano di far perdere di vista i veri valori della democrazia.

L’incontro di Sant’Angelo dei Lombardi si è configurato, quindi, non solo come un omaggio a Gerardo Bianco, ma come una riflessione collettiva su ciò che la politica può e deve essere: un servizio alla comunità, un impegno morale e intellettuale, un progetto di futuro radicato nella memoria storica. In un’epoca in cui il tempo sembra accelerare e la memoria collettiva rischia di sbiadirsi, eventi come questo rappresentano un baluardo contro l’oblio, un invito a ritrovare nelle figure del passato le risposte alle sfide del presente, dimostrando come la cultura, la storia e la politica possano ancora dialogare in modo fecondo, riportando alla luce figure come quella di Gerardo Bianco, la cui eredità intellettuale e morale merita di essere tramandata alle nuove generazioni.

Fiore Carullo e Rosa Bianco

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