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Scampia, Cgil: “Basta misure spot, servono piano organico e risorse dedicate per periferie e degrado”

“I residenti chiedono aiuto, occorre mettere da parte retorica e misure slogan e intervenire lì come altrove, assumendo come priorità il tema delle periferie e delle aree degradate”. Così dichiara la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi

La vulnerabilità dei contesti urbani, il tema del disagio e delle condizioni di vivibilità tornano all’attenzione quando sfociano nel dramma. I residenti di Scampia chiedono aiuto, occorre mettere da parte retorica e misure slogan e intervenire lì come altrove, assumendo come priorità il tema delle periferie e delle aree degradate“. Così dichiara la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi.

Quando la cronaca ci consegna notizie come quella della vela azzurra di Scampia – prosegue la dirigente sindacale – emerge come il progressivo arretramento dello spazio pubblico abbia concorso nel tempo ad aumentare il degrado e l’abbandono di luoghi nei quali si pone da tempo la necessità di un reale processo di integrazione e di una strategia complessiva di riscatto, attraverso interventi integrati per la rigenerazione dell’area, superando la logica della settorialità e di azioni spot in momenti di particolare visibilità ed emergenza“.

Per Barbaresi “è necessaria una programmazione pluriennale, con continuità delle risorse dedicate, azioni di sistema e non di progetto che coinvolgano più ambiti ed attori. Così come avviene in molti Paesi europei dove vi è un’ampia tradizione di politiche nazionali rivolte ai quartieri degradati che coordinano e indirizzano piani locali“.

Ma al momento, sottolinea la segretaria confederale, “la risposta del Governo in tema di politiche abitative è una norma orientata a sanare irregolarità formali in abitazioni private, sulla quale la Cgil, pur condividendo la necessità di alcune semplificazioni in materia edilizia e urbanistica, aveva già espresso delle perplessità su elementi di particolare criticità, ma che nel percorso parlamentare è diventata una norma di deregolamentazione ampissima, con pericolose derive“.

Il Governo – conclude Barbaresi – su questi temi mette in campo soltanto misure slogan, come ha fatto anche a Caivano: seppure suggestive, da sole non sono sufficienti a rispondere ai complessi e gravi problemi di disagio e degrado che vivono molte aree del Paese”.

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