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Si chiude Avellino letteraria, Cristofano rilegge l’infanzia come spazio salvifico di libertà. Perrotta: una rete per rilanciare la cultura

E’ stata l’occasione per ribadire il valore della cultura per la crescita delle comunità e sottolineare la necessità di costruire una rete tra associazioni e istituzioni la presentazione del volume di Angelo Cristofano, “Noè… Noè… ma dove vuoi portarci!!!???”, appuntamento conclusivo, nella Sala Conferenze del Palazzo Vescovile, della quinta edizione di “Avellino letteraria”. Annamaria Picillo, direttore artistico di Avellino Letteraria, ha sottolineato come la rassegna abbia cercato di essere innanzitutto uno spazio di confronto, con l’obiettivo di educare al piacere della lettura. A portare i propri saluti il commissario straordinario del Comune di Avellino, Giuliana Perrotta, che ha posto l’accento sull’importanza di un’alleanza con le associazioni del territorio, poiché solo restando uniti è possibile rilanciare il tessuto culturale-sociale. A ribadire il significato che può rivestire la cultura per la promozione della città il direttore del Corriere dell’Irpinia, Gianni Festa. Una centralità, alla riscoperta dei valori piu’ autentici dell’uomo, di cui hanno bisogno i territori, come ha sottolineato il notaio Edgardo Pesiri. A confrontarsi con l’autore la professoressa Milena Montanile dell’Università degli Studi di Salerno che ha ribadito come, di fronte all’appiattimento della cultura a cui assistiamo, l’infanzia diventa uno spazio di libertà, offrendo una nuova possibilità di osservare il mondo con forti implicazioni di ordine politico e sociale. A prendere forma un incontro tra letteratura e immaginazione, che finisce con lo svolgere un ruolo centrale nel processo di comprensione del mondo reale. “L’autore rilegge il potenziale creativo dell’infanzia, a partire dalla storia dell’Arca di Noè, ricordandoci che ogni essere vivente prende forma in relazione agli altri. Un’empatia per tutte le forme di vita che si affianca ad un forte messaggio ecologico, così da opporsi alle derive di una spiritualità malata”. Montanile cita lo stesso Arminio che “con la sua idea della letteratura, intesa come «lo spazio delle invenzioni e anche lo spazio in cui più accanitamente si difende la realtà nominandola», entra nel vivo del dibattito sul potenziale creativo dell’infanzia, ridiscutendo il concetto moderno di infanzia, senza scadere nell’infantilismo, ma considerando l’infanzia una condizione potenziale di ricchezza creativa che va incoraggiata, preservata e, semmai, potenziata. I percorsi fin qui indicati ci offrono una chiave di lettura utile per addentrarci nel bel libro di Angelo Cristofano, Noè Noè…ma dove vuoi portarci!!!???, quasi un naturale proseguimento delle sue raccolte precedenti. La cura che Angelo Cristofano dedica da sempre al mondo dell’infanzia è la spinta che dà vita a questa straordinaria favola alla quale l’Autore affida il suo messaggio, ben consapevole della centralità del bambino nel processo educativo, inteso come essere attivo e pensante, e dunque favorevole a un insegnamento che trascenda la semplice trasmissione delle informazioni, per aprirsi a una “empatia allargata” (Paulo Freire), in cui il bambino entra in diretta connessione con la natura e l’ambiente circostante, mettendo in moto la sfera dell’intelletto e a quella delle emozioni. Sono queste le basi da cui prende le mosse quell’idea di ecoletteratura, diffusa intorno alla metà degli anni Novanta del secolo scorso, che tiene conto, in egual misura, dei diritti umani e della terra, della giustizia sociale e di quella ambientale, e la cui idea di fondo prevede che ogni essere vivente prenda forma in relazione agli altri e all’ambiente che lo circonda”. Montanile sottolinea come “La storia narrata, tutta giocata, su una originale riscrittura del celebre racconto biblico, diventa in qualche modo il luogo di incubazione di mondi possibili e solo prendendo in considerazione un mondo possibile si può agire sulla realtà e intervenire per trasformarla. Angelo Cristofano riscrive così la storia della salvezza, dando vita a una vera e propria sceneggiatura teatrale in cui gli animali, di genere e specie diversa, si ritrovano riuniti in una immaginaria arca, costruita da Noè, per espressa volontà del Signore, allo scopo di essere condotti in salvo, per assicurarne la continuità. Gli animali diventano così i veri protagonisti della favola. Anche qui l’elemento motore è l’immaginazione che crea un mondo animale antropomorfizzato in cui nuovi, inaspettati amici riscoprono nel corso della loro insolita avventura, la possibilità di una serena, pacifica convivenza, anche nella diversità. L’Autore, servendosi di una lingua semplice e concreta, priva di fronzoli ma sempre curata, mette in scena una ‘favola’, densa e suggestiva, in cui ogni singolo episodio, ogni imprevisto diventa occasione per trasmettere messaggi di fratellanza e di pace, di rispetto della natura e dell’ambiente, messaggi capaci di dare un volto e un significato nuovo e sorprendente alla vita sulla Terra”.

E’ quindi Cristofano a ricordarci che la cultura non si vende e i giovani possono cambiare il mondo “Centrale nel libro è l’ascolto di tutti gli esseri viventi”. Prezioso l’intervento di Franco Arminio che ha sottolineato il piacere di essere ad Avellino, città con la quale ha sempre avuto un rapporto mitico, legato all’infanzia, dalle partite allo stadio ai dolci di Lanzara. Infine, la lettura di un componimento dedicato alla madre e la declamazione dell’Infinito di Leopardi, omaggio al poeta recanatese. A impreziosire l’incontro Elena Fioretti, Arianna Preziosi, Maria Pia Di Luccio, Cilio Maria, Minacci Malika,Pagnozzi Angelica, Rinaldi Giuditta, con la lettura di brani tratti dal libro, sotto la guida della professoressa Antonella Prudente.
Hanno allietato la serata con intermezzi di musica e danza: Claudia Barbato al flauto, Clarissa di Iorio e Beatrice Giordano alla danza.

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Floriana Guerriero

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