Domenica, 18 Ottobre 2026
12.40 (Roma)

Ultimi articoli

Si fa presto a dire Capodanno, tante date e tante cucine

 

Attraversando le varie epoche l’inizio dell’anno è stato festeggiato in giorni e con modi diversi. Inizia in questo modo la diversità delle pietanze di buon augurio. Limitiamo i festeggiamenti a due giorni gustosi con classici irrinunciabili come il classico cotechino e lenticchie a volte con geniali contaminazioni gourmet.

Cotechino irpino con lenticchie

Ma non è sempre stato così. In antichità, in epoca romana, nella legislazione agraria, segnava l’inizio dell’annata agraria quindi l’odierno settembre, mese di bilanci e resoconti. Ancora oggi nella lingua sarda settembre si indica con cabudanni e l’8 settembre, giorno di Santa Maria, si rinnovano i contratti legati all’agricoltura ed alla pastorizia. I nostri odierni 31 dicembre e 1 gennaio risale al calendario “Giuliano”. Nel corso del tempo tale ricorrenza, appunto, non è stata uniforme che, ha portato con se abitudini e costumi diversi. Si pensi alla Gran Bretagna e all’Irlanda che sino al 1752 festeggiavano il Capodanno il 25 marzo, ovvero in primavera e non in pieno inverno. Si fa presto a intuire che le pietanze servite saranno, per stagionalità diverse. Infatti, si preparavano piatti a base di agnello, prodotti freschi e non mancava la “birra giovane”. In Italia non era molto diverso, anzi prima dell’unità le tradizioni variavano di stato in stato.Infatti, Firenze seguiva lo stile britannico festeggiando il (25 marzo) con date varie, nel Veneto a nord-est era (1 marzo) mentre nelle regioni più meridionali cadeva, appunto, al (1 settembre). A mettere un po’ di ordine con il calendario che porta il suo nome, fu Papa Gregorio XIII in vigore oggi in Occidente ma…non fu gradito dagli Ortodossi che festeggiano dopo 13 giorni rispetto i cattolici e i protestanti.
È chiaro il perché della nostra ricchezza gastronomica, la quale ci ha donato infiniti modi di celebrare il “Capodanno” in cucina. Perché abbiamo l’abitudine di mangiare dell’uva?

Chicchi portafortuna

È un’abitazione che ci viene dalle Marche, simbolo di abbondanza. La nostra città corregionale, Napoli, è di buon auspicio, il “Sartù di riso” o gli “Struffoli” .

Struffoli

È ben evidente che il cibo propiziatorio, ad ognuno il proprio, trattasi sempre di forme sferiche o meglio “semi portafortuna. Ma è un intento di festa di gioia, con i nostri amici, il che non guasta mai e poi in votare qualcuno al cenone di fine anno o al primo pranzo dell’anno, significa occuparsi della sua felicità. Buon 2019 a tutti!

 

Condividi

Lascia un commento

Cronaca

Estorsioni compiute nel Vallo Lauro: i giudici del Riesame hanno annullato l’ordinanza di misura cautelare per N.D.R. difeso dall’avvocato Gaetano…

La Polizia di Stato di Avellino ha denunciato un 35enne del beneventano per falsità materiale. In particolare, nella mattinata di…

Prosegue l’attività di prevenzione e repressione dei reati predatori messa in atto dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, nell’ambito dell’intensificazione…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Presentata ieri mattina, presso il Dopolavoro Ferroviario Bistrot di Avellino la 48ª Sagra della Castagna: il Comune affida il coordinamento a Irpinia Mood e introduce un disciplinare che lega la partecipazione al territorio e impone di valorizzare il prodotto simbolo. Le sagre sono diventate troppe e, spesso, troppo simili. A...

Un gioco nato dalla sfida di raccontare l’Irpinia attraverso lo sguardo ci chi vive i territori. E’ l’idea da cui nasce il concorso fotografico “Emozioni d’Irpinia” promosso dall’associazione InfoIrpinia, presentata questa mattina al Circolo della stampa. A illustrare il progetto, alla sua quattordicesima edizione, Francesco Celli, presidente InfoIrpinia, Ambra Tartaro,...

La vendemmia 2026 arriva in anticipo, con uve sane e prospettive qualitative che, in molte zone d’Italia, fanno ben sperare. Eppure c’è poco da festeggiare. Perché il vero problema non è soltanto quanto vino riusciremo a produrre, ma quanto vino riusciremo ancora a vendere e, soprattutto, quanto continuerà a valere l’uva...

Al Mulino della Signora la tavola esce dalla sala e attraversa il paesaggio: cinque tappe tra olio, formaggi, carni e prodotti della tradizione. Con la “Passeggiata al Mulino”, un’esperienza che mette insieme gastronomia, memoria e territorio. STURNO – Per raccontare un territorio non servono necessariamente grandi palcoscenici. A volte basta un...

Ultimi articoli

Attualità

Coldiretti Campania in piazza per chiedere alla Regione Campania interventi urgenti in favore del comparto. Giovedì 22 ottobre gli agricoltori…

Sono 14 i docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile DICIV dell’Università degli Studi di Salerno presenti nell’edizione 2026 della World’s…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy