Sabato, 14 Marzo 2026
03.36 (Roma)

Ultimi articoli

Smaltimento illecito di rifiuti, arresti anche in Irpinia. In Valle Caudina sequestrata una società

Gli indagati attraverso la predisposizione di mendace autorizzazione ambientale attestavano, in capo all’impresa EKO srl di Onano (VT), la disponibilità di un impianto autorizzato al trattamento dei rifiuti nonché per il tramite dell’utilizzo di formulari recanti indicazioni mendaci in ordine al luogo di conferimento per il successivo recupero, effettuavano molteplici operazioni illecite di movimentazione di ingenti quantità di rifiuti industriali, provenienti dalla Puglia e Campania e dirette per l’illecito smaltimento nella stessa Puglia, Calabria, Campania e Basilicata (segnatamente in località ricadenti nelle province di Taranto, Cosenza, Avellino e Matera)

Nelle province di Bari, Taranto, Trani/Barletta, Brindisi, Caserta, Napoli, Avellino, Cosenza, Matera, Campobasso, Viterbo e Potenza, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, unitamente ai Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, impedimento al controllo e gestione illecita di rifiuti.

L’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, a seguito dell’esito degli interrogatori preventivi ed in totale accoglimento della richiesta depositata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, fa riferimento ad una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Lecce, Bari e Napoli, che ha avuto inizio nel giugno del 2023 e si è protratta per diversi mesi, interessando diverse regioni del territorio nazionale. L’indagine, condotta con l’ausilio di attività tecniche, quali intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti, esito di una complessa manovra investigativa, focalizzata a contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non, ha consentito di accertare a carico indagati, che si associavano tra di loro, plurime attività organizzate finalizzate al traffico illecito di rifiuti.

Gli stessi, mediante la predisposizione di mendace autorizzazione ambientale che attestava, in capo all’impresa EKO srl di Onano (VT), la disponibilità di un impianto autorizzato al trattamento dei rifiuti nonché per il tramite dell’utilizzo di formulari recanti indicazioni mendaci in ordine al luogo di conferimento per il successivo recupero, effettuavano molteplici operazioni illecite di movimentazione di ingenti quantità di rifiuti industriali, provenienti dalla Puglia e Campania e dirette per l’illecito smaltimento nella stessa Puglia, Calabria, Campania e Basilicata (segnatamente in località ricadenti nelle province di Taranto, Cosenza, Avellino e Matera), che venivano smaltiti o previo sversamento sul suolo o abbandonati all’interno di capannoni in disuso. Dall’analisi delle modalità di tali sversamenti, gli investigatori del NOE, coordinati dalla DDA leccese, hanno focalizzato l’attenzione su una ben strutturata organizzazione criminale, dedita allo smaltimento di rifiuti speciali di origine campana.

Infatti, sin dall’inizio delle investigazioni, si è appurato che i rifiuti speciali, codici EER 191212 e 150106, organizzati in balle reggiate, composte prevalentemente da scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali e frazione indifferenziata di RSU, nonché scarti tessili, dopo essere stati raccolti e trasportati, invece di essere conferiti in siti di smaltimento e/o recupero autorizzati, al fine di conseguire un ingiusto profitto, rappresentato dal risparmio di spesa, derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge, venivano, dop essere stati prelevati dai luoghi di produzione, trasportati e smaltiti abusivamente presso terrenti ovvero in capannoni abbandonati, così realizzando una vera e propria filiera del commercio illecito di rifiuti che ricomprendeva la fase di consegna, ricezione nonché intermediazione, trasporto e smaltimento abusivo.

In Villapiana (CS), Cassano allo Ionio (CS), Ferrandina (MT), Pulsano (TA) sono stati individuati i siti di abbandono degli ingenti quantitativi di rifiuti, oggetto dell’illecito traffico. Le indagini effettuate hanno permesso di analizzare i meccanismi illeciti di tali traffici, realizzatisi secondo procedure collaudate, fondate sulla classificazione fittizia dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, con redazione di falsa documentazione indicante siti di destino inesistenti, che consentisse di giustificare il trasporto dei rifiuti ed il successivo illecito abbandono in siti abusivi, di volta in volta individuati. La vicinanza con la Campania, principale area di provenienza dei rifiuti, e la vastità e l’orografia del territorio pugliese hanno contribuito notevolmente al perpetrarsi di tali traffici illeciti.

Le aree interessate, alcune di particolare pregio naturalistico, affacciate su strade comunali e provinciali a ridosso delle aree rurali più isolate, sono divenute autentiche discariche abusive a cielo aperto, ove i rifiuti una volta scaricati, in alcune circostanze venivano dati alle fiamme, rendendo l’aria irrespirabile. L’attività criminale ha consentito agli indagati di introitare un illecito profitto pari all’incirca a 1.000.000 (un milione) euro, somma di denaro di cui è stato disposto il sequestro per equivalente.

Nel corso della citata operazione, venivano inoltre sequestrate 3 società di trattamento/recupero rifiuti di Giugliano (NA), Onano (VT), San Martino Valle Caudina (AV), nr. 3 capannoni industriali, in Pulsano (TA) e Cassano allo Ionio (CS), nr. 2 terreni agricoli in Villapiana (CS), nr. 25 automezzi (rimorchio e motrice). L’applicazione della misura cautelare per gli indagati, autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili, è finalizzata ad impedire il reiterarsi dell’attività criminale, attraverso ulteriori illeciti abbandoni di rifiuti e ad evitare l’alterazione delle fonti di prova attraverso la predisposizione di documentazione volta a dimostrare il preteso regolare smaltimento dei rifiuti. Oltre ai soggetti colpiti dal provvedimento cautelare, ulteriori 34 sono le persone coinvolte e deferite all’A.G..

Condividi

Cronaca

Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.3 è stata registrata in Irpinia a 4 km da Zungoli alle 17.26…

Processo sull’asta ex Pagliarone: rinviato ancora una volta l’esame del teste chiave, Livia Forte. La donna, dopo l’accompagnamento coattivo disposto…

Una violenta rissa è scoppiata nella notte scorsa all’interno del pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, nel reparto…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

I Finanzieri del Comando Provinciale, nel corso di un servizio predisposto per il contrasto alle violazioni delle norme in materia ambientale, hanno sottoposto a sequestro preventivo un’area di circa 6.000 mq, illecitamente adibita a discarica di rifiuti speciali pericolosi, gestita da una società operante nel settore della fabbricazione di gru,...

In queste ore, tra Lioni, Villamaina, Paternopoli e Gesualdo, i carabinieri del comando provinciale di Avellino stanno dando esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, disposta dal giudice per le Indagini preliminari del tribunale di Avellino, nei confronti di 5 soggetti, gravemente indiziati – allo stato delle indagini –...

I carabinieri della compagnia di Solofra hanno denunciato un uomo della provincia di Varese e una donna della provincia di Napoli, ritenuti responsabili, in due distinti episodi, del reato di truffa. Nel primo caso, un uomo ha ingannato una cittadina di Montoro pubblicando su un noto sito di compravendita online...

I carabinieri della stazione di Dentecane hanno tratto in arresto un 50enne di Pietradefusi, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Avellino: il provvedimento scaturisce da plurime sentenze di condanna divenute definitive nei confronti dell’uomo, ritenuto responsabile, a vario titolo, dei...

Ultimi articoli

Attualità

Nei termini previsti dal D.M 24.12.2025, con il parere positivo dei Collegio dei Revisori, il Bilancio di previsione 2026-28…

E’ la deputata Susanna Cherchi del Movimento 5 Stelle a intervenire sul caso del canile di Atripalda “Ho avuto un…

L’associazione “Insieme per Avellino e l’Irpinia” promuove una due giorni di incontri e dibattiti, in programma sabato 14 e domenica…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy