Nuovo attacco dei gruppi consiliari Solofra Libera e Pd- Solofra Futura alla maggioranza. “L’Amministrazione guidata dal Sindaco Moretti, da oltre un anno, si trascina in una profonda crisi che ha costretto il Governo della Città ad una irreversibile agonia.La seduta del Consiglio Comunale del 12 marzo 2026, conclusasi- sottolineano i consiglieri di minoranza- con la bocciatura del bilancio di previsione 2026/2028 — strumento fondamentale per la programmazione e la gestione dell’Ente — ha inequivocabilmente sancito il fallimento politico e amministrativo di questa amministrazione.Di fronte al venir meno della maggioranza consiliare, l’unico atto politico che il senso delle Istituzioni avrebbe dovuto suggerire — le dimissioni — non è stato adottato”.
“Al contrario, con l’ennesimo atto di arroganza senza interpellare la conferenza dei capigruppo, al fine di approvare un bilancio già bocciato, attraverso un emendamento di dubbia legittimità, è stato convocato un nuovo Consiglio Comunale per il 13 aprile 2026, benoltre il ventesimo giorno indicato dal Prefetto nel decreto di diffida del 13 marzo 2026,(atto di assoluta gravità) come previsto dall’art. 141 comma 2 del Testo Unico Enti Locali (“… assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente”).
“Giova ricordare che non più tardi di un anno fa, il Comune di Avellino, trovatosi nella medesima situazione, ottemperò – evidenziano i consiglieri- alla diffida prefettizia celebrando la seduta consiliare entro il termine prescritto di venti giorni. Un precedente che rende ancor più ingiustificabile la condotta dell’amministrazione Moretti”.
Un’amministrazione comunale ha il dovere di rispettare le leggi dello Stato. Nessuna esimente politica può essere invocata e concessa per l’inosservanza di un termine fissato dall’Autorità prefettizia. Rimanere arroccati su posizioni ormai disgregate non può essere inteso come un atto di resistenza politica, bensì è un comportamento, che arreca un grave e concreto pregiudizio agli interessi della comunità e dei cittadini di Solofra, ai quali viene negato il diritto di essere amministrati , nel rispetto della legge, con una prospettiva programmatica ed efficiente, a tutela esclusivamente del pubblico interesse”.



