“La verità non è quella che si dice ma quella che si porta addosso. Ed è proprio nella verità la libertà più autentica. Musica e verità mi hanno consentito di arrivare al pubblico”. Si racconta così a partire dal legame forte con Goffredo Fofi Nino D’Angelo, ospite dello SponzFest insieme a Piergiorgio Giacché, accolti dal padrone di casa Vinicio Capossela, dopo un forte appello per Gaza letto dal sindaco Michele Di Maio. Si emoziona nel ricordare Fofi “un intellettuale autentico, un padre per me. Tutto ciò che ho avuto negli anni ’90 lo devo a lui. Ha acceso un faro su di me e ha fatto sì che tutti si accorgessero della mia musica, cancellando i tanti pregiudizi nei miei confronti. Certo, io vendevo dischi, c’erano folle ai miei concerti. Non è che me ne importasse molto di non essere considerato dalla critica, né rinneghero’ mai il mio caschetto. Ma certo Fofi mi ha indicato la strada. Gli avevo fatto ascoltare un mio disco ed era stato colpito da una canzone “cioccolatino ra Ferrovia”. Era un padre che mi faceva tremare col suo giudizio, lo temevo per la sua intelligenza. Grazie a lui ho scoperto che avevo una ‘malattia’, venivo dal sottoproletariato. E se sei l’unico della famiglia che è riuscito ad avere successo non è sempre facile, è come se avessi responsabilità di chi non ce l’ha fatta. Ed è anche grazie a Fofi che sono riuscito a scappare dagli ultimi. Oggi non so chi chiamare, non c’è nessuno che mi incoraggi, che mi chieda di studiare, come quando gli dicevo di non aver capito qualcosa”.
D’Angelo ricorda, poi, la sua capacità di unire. È stato lui a presentarmi Roberta Torre con cui ho collaborato alle musiche di Tano da morire. Anche quando gli ripetevo che non ero certo di saperlo fare, mi bacchettava ripetendo che ‘certo lo avrei saputo fare’. Lui ha cambiato la mia vita e cosi io che non dovevo essere sono stato. Ma la cosa più bella è che lui non chiedeva niente per sé. Sembrava una frate per la semplicità che lo contraddistingueva”. Continui i riferimenti all’infanzia di povertà “se non avessi conosciuto il poco, non sarei mai diventato Nino D’Angelo. Io sono figlio di valori che non ci sono più come la famiglia, i sentimenti e chi se ne importa se parlare di valori significa essere retorici. C’è tanto in questa retorica”. Ricorda gli orrori di Gaza “Accireno i bambini ogni giorno, che vergogna”. Tanti gli aneddoti legati alla sua vita che consegna al pubblico “mio padre è stato il mio primo falsario e ha inventato il merchandising. Durante i concerto ero il stesso a chiedere di comprare le cassette false che vendevano”.
Di forte intensità anche l’omaggio di Giacchè che ne ricorda la straordinaria generosità e insaziabile curiosità “Ci sceglieva e ci metteva in contatto, era il raggio di una circonferenza che univa. Eravamo tutti in attesa del suo giudizio universale poiché in fondo era un rivoluzionario. È stato per me un compagno, nel senso di chi accompagna, mi ha esortato a lasciare la mia terra perché ci sono fiori e frutti anche al di là delle radici, ci sono gli ideali al di là del territorio. Era un maestro elementare che detestava gli accademici con la sua bacchetta, poi diventato un bastone. E non c’è nessuno tra noi che non sia stato bastonato da lui. Ciò che gli interessava era chi dava una mano a cambiare le cose. Dopo qualche incomprensione, perchè Goffredo all’inizio non lo considerava abbastanza rivoluzionario, erano diventati amici. Un giorno mi aveva raccontato di averlo sognato e che Fellini gli aveva rivelato di aver fatto il film che avrebbe voluto girare e che lo avrebbe trovato alla Cineteca di Bologna. Goffredo era fatto così. Lui si muoveva tra i bambini, gli ultimi e i maggiori, gli artisti, i primi, era un educatore che che cercava tra gli ultimi i Fellini di domani perchè diventassero i primi”.
Oggi, intanto, la festa continua, tornano i giochi di botanica per bambini e il corso di Laura Capra e la Barberia musicale. Nuove lezioni della Libera Università per Ripetenti con il giornalista Generoso Picone che presenta il libro Tondelli. Il Mestiere di Scrittore di cui è coautore; Mauro Adenzato e Rita B. Ardito per una seconda “seduta”; il dottore di ricerca in Storia all’Università di Firenze Stefano Bernardinello per L’idea del Paradiso nel Medioevo, fino all’Eden di Dante e il laboratorio/corso di cucina solare a cura dell’associazione Ecomunera.
Nel pomeriggio prosegue il Wimblesponz, mentre alle 17.30 l’Ex Cinema Rossini ospita la proiezione di Rolling Thunder Revue: a Bob Dylan Story by Martin Scorsese alla presenza della protagonista Scarlet Rivera (si replica il 30 alle 12.30). Alle 18 a Il quarto cielo è la volta di Ai cancelli dell’Eden: narrazioni, canzoni e dialoghi attorno all’Eden con Vinicio Capossela, Alessandro “Asso” Stefana e il religioso, scrittore e tanatologo Padre Guidalberto Bormolini. Alle 20 in Vico Stanco l’ensemble calitrogreca Ausonica presenta Angolo di Paradiso e alle 21 alla Torre della Conoscenza la scrittrice vincitrice del Premio Strega 2024 Donatella Di Pietrantonio e l’antropologo Vito Teti si confrontano in Paradisi perduti, un incontro sul tema dei paesi e delle comunità nelle aree interne. Nel frattempo all’Arco degli Zingari suonano Francesco Pergola, Francesco Prudente e FolSka.
La serata prosegue alle 23 all’Immacolato Giardino con il concerto di Assurd & Enza Pagliara, progetto dall’anima femminile che trasporta in un viaggio nel Sud Italia, con un repertorio che attinge dalla canzone tradizionale napoletana affiancandola a composizioni originali e che racconta della forza e della potenza delle donne del passato e del presente, rivolgendosi all’universo maschile con dolcezza e ironia e sottolineando la necessità di accoglienza verso il diverso. A seguire, l’intenso omaggio dell’istrionico cantante e attore napoletano Peppe Barra all’illuminato compositore Roberto De Simone, con cui ha condiviso lo straordinario percorso di ricerca e originale reinterpretazione della tradizione partenopea nella Nuova Compagnia di Canto Popolare, culminato con il successo mondiale dell’opera La Gatta Cenerentola. In conclusione, è la volta del live di Tartaglia Aneuro.
Alla Torre della Conoscenza invece il Ballodromo si anima con le musiche della tradizione calitrana di ‘A Cunv’rsazion, mentre a mezzanotte circa alle Corti dell’Eden è la volta di Battuti e beati, reading su Kerouac, Beat Generation e Pier Vittorio Tondelli nei settant’anni dalla nascita con il Collettivo Tansa-Na-Knicky (Iacopo Taddia, Arturo Zanaica e Edoardo Taddia) in Perdersi su un binario morto e interventi di Vincenzo Costantino Cinaski e Vinicio Capossela. A seguire, l’ultima imperdibile performance della giornata: Max Casacci presenta il suo Earthphonia / Groovescapes Live, un’esperienza sonora unica al mondo. Con questo progetto il musicista e produttore torinese celebra i suoni della natura e dei suoi ecosistemi trasformandoli in musica. Dalle profondità degli oceani fino al cratere di un vulcano in eruzione che scandisce il ritmo della Terra come in un rave primordiale, passando per foreste, fiumi, alveari, cori di pesci, uccelli, rocce e montagne: la natura si fa ritmo, melodia e orchestrazione, senza bisogno di utilizzare altri strumenti musicali.