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Stazione di Avellino, già raccolte 1600 firme per chiederne la riapertura. Petrozzelli: “La Regione si dia una mossa e faccia chiarezza sui tempi e sui fondi”

In poche ore oltre mille firme. Ad oggi più di 1500. Una mobilitazione significativa per chiedere la riapertura della stazione di Avellino.

La petizione on line è stata lanciata dalle associazioni Acli Avellino, associazione per Borgo Ferrovia, Forino Polis, Give Back – Giovani Aree Interne, Info Irpinia, InLocoMotivi, Isde – Medici per l’ambiente sezione Avellino, Laika, Legambiente Alta Valle del Sabato, Legambiente Valle Solofrana, Lotta per la vita APS, Nui ra Ferrovia APS, Patto generazionale X l’Irpinia. E ancora Salviamo la Valle del Sabato, Avellino Prende Parte, Legambiente Avellino, Connessioni Montoro.

Uno dei promotori della petizione è Claudio Petrozzelli, di Give Back – Giovani Aree Interne: “Non si capisce perché i treni si fermano a Mercato San Severino. Tecnicamente potrebbero arrivare fino ad Avellino, perché i lavori di elettrificazione non impediscono il transito sui binari”.

Lavori di elettrificazione che vanno avanti da tanto, troppo tempo.

E allora? “C’è una volontà politica di isolare Avellino?”, s’interroga Petrozzelli. “La Regione non mi sembra sia stata in questi anni molto attenta verso la questione. E neppure Ferrovie dello Stato. Probabilmente, al di là delle dichiarazioni propagandistiche, non hanno interessi verso la città di Avellino. Inoltre pare che i fondi per completare il collegamento con Benevento siano stati dirottati verso altri interventi. Sarebbe molto grave”.

In effetti è grave. Una mancanza indegna in Paese civile, nel 2025. Ed è chiaro a tutti che l’isolamento è uno dei problemi che condanna le aree interne all’estinzione.

“Siamo uno dei due capoluoghi d’Italia senza una stazione, l’altro è Campobasso”, osserva Petrozzelli. “E’ una situazione vergognosa. Si denunciano lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne ma in realtà qui manca tutto, manca l’essenziale. Non ci sono collegamenti ferroviari né con Salerno né con Benevento, anche per questo i giovani, gli studenti universitari pendolari sono costretti ad andarsene.

Più in generale per il capoluogo, una stazione funzionante ed efficiente, in grado di garantire collegamenti veloci con tutta la Regione sarebbe un fattore di sviluppo formidabile per l’intera provincia oltre che per la città.

A breve, si spera, – ragione Petrozzelli – avremo la Stazione Hirpinia, l’Alta Capacità Napoli-Bari e la stazione logistica di Ariano che una infrastruttura importantissima per la logistica di tutto il Sud grazie alla quale l’Irpinia diventa il baricentro dei collegamenti nel Mezzogiorno. Mentre prende il via la realizzazione dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, con Salerno che è già collegata con l’Alta Velocità, come del resto lo è Napoli, ad Avellino i treni non passano. Siamo al punto zero. La Regione deve farsi carico seriamente della questione”.

Di seguito il testo della petizione e il link per sottoscriverla.

Quella della stazione di Avellino è stata una morte lenta: dopo un’iniziale chiusura nel 2012, solo una mobilitazione popolare portò alla riapertura, ma con servizi ridotti e poco efficienti. Con l’annuncio dell’elettrificazione nel 2016 si era immaginato un futuro migliore, ma oggi – a quasi dieci anni di distanza – siamo ancora fermi, con i pochi collegamenti regionali soppressi “temporaneamente” ormai dal 2021.
Questo isolamento pesa su studenti e pendolari. Oltre 5.000 giovani irpini frequentano l’Università di Salerno, mentre quasi il 28% degli iscritti a Benevento è irpino. Senza treni, migliaia di studenti sono costretti ogni giorno a spostamenti più lunghi, stressanti e inquinanti. Lo stesso vale per le tante persone che si muovono verso Salerno e Benevento (e viceversa): senza un collegamento ferroviario, l’unica alternativa resta l’auto privata o bus spesso insufficienti. I disagi si aggravano con i lavori alla galleria Monte Pergola, che rallentano il traffico sul raccordo Avellino–Salerno.
Ad oggi, la tratta Avellino–Benevento è ancora ferma: i lavori di elettrificazione non sono mai iniziati. Mentre sulla tratta Salerno-Avellino i treni già circolano fino a Mercato San Severino. Ogni giorno perso significa più isolamento, più emissioni e meno futuro per un pezzo importante di Irpinia.
Se nulla cambia, Avellino, la Valle del Sabato e l’alta Valle dell’Irno resteranno fuori dalle reti ferroviarie moderne, condannate all’isolamento sociale ed economico. La petizione lanciata chiede alla Regione Campania di:
1. Riattivare subito la tratta Benevento–Avellino–Salerno, anche con treni diesel o ibridi durante i lavori.
2. Avviare immediatamente i lavori della Avellino–Benevento, con fondi garantiti e tempi certi.
“I lavori di elettrificazione, finanziati con oltre 230 milioni di euro, dovevano concludersi nel 2021. Poi sono stati rinviati al 2023, al 2025 e ora al 2026. Anni di attese e promesse hanno riportato Avellino indietro di oltre un decennio” – spiegano i promotori.
Il collegamento ferroviario, sottolineano, non significherebbe solo connettere Avellino a Salerno e Benevento, ma anche alle grandi direttrici nazionali: dalle stazioni AV di Napoli e Afragola fino alla futura stazione Hirpinia.
Per leggere il testo completo e firmare la petizione basta collegarsi al link: https://www.change.org/TrenoAvellino.

Antpica

 

 

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