Un minuto di silenzio, in tutte le scuole italiane, per ricordare le vittime del tragico incendio avvenuto a Crans-Montana in cui hanno perso la vita anche sei ragazzi italiani. Un gesto simbolico di raccoglimento e memoria in programma mercoledì 7 gennaio, nel giorno del ritorno a scuola per gli studenti, voluto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito Valditara.
“In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Un richiamo alla responsabilità collettiva e al valore del rispetto, che passa anche attraverso la scuola, luogo di educazione civica oltre che di formazione.
“In classe – spiega la docente Immacolata Pascale – ogni giorno guardiamo negli occhi ragazze e ragazzi pieni di vita, di sogni, di progetti, spesso inconsapevoli di quanto tutto possa essere fragile. Quanto accaduto la notte del 31 dicembre a Crans-Montana ci colpisce proprio per questo: giovani che stavano semplicemente festeggiando, condividendo un momento di gioia, e che non sono più tornati a casa. Il silenzio a scuola non è solo un atto formale di commemorazione. È un momento educativo vero, in cui si impara a fermarsi, a riflettere, a dare spazio all’empatia e al rispetto per il dolore altrui. È anche un richiamo alla responsabilità collettiva: come adulti, educatori e istituzioni, abbiamo il dovere di proteggere i giovani e di trasmettere loro il valore della sicurezza, della cura di sé e degli altri. In quel minuto, come insegnanti, non ricordiamo solo le vittime, ma rinnoviamo il senso del nostro ruolo: accompagnare i ragazzi nella crescita non solo culturale, ma umana, aiutandoli a comprendere che la vita va vissuta con gioia, sì, ma anche con consapevolezza. Il silenzio diventa così una lezione che resta”.



