In occasione del centenario della morte di Matilde Serao la città le rende omaggio mercoledì 26 novembre alle ore 17:30, presso la Sala Penta del Palazzo della Cultura con l’evento “Matilde Serao, a Signora”, promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni in collaborazione con la Provincia di Avellino e l’Accademia dei Dogliosi. L’incontro sarà introdotto dai saluti istituzionali di Rizieri Buonopane, presidente della Provincia di Avellino, Michele Lanna, presidente del Comitato Nazionale e Fiirentino Vecchiarelli, presidente dell’Accademia dei Dogliosi. A seguire, una conversazione con il giornalista e scrittore Generoso Picone, moderata da Nadia Verdile, membro del Comitato e autrice del libro “Matilde Serao, ‘a Signora”, che sarà donato ai partecipanti.
Un omaggio doveroso, quello della città di Avellino, ad una scrittrice e pioniera del giornalismo italiano al femminile, prima donna in Italia a fondare e dirigere un quotidiano, alla guida de “Il Corriere di Roma” e poi de “Il Mattino” e “Il Giorno”.
Fondamentale nel suo percorso l’incontro a Roma con Edoardo Scarfoglio nella redazione del “Capitan Fracassa”, al quale collaborò per cinque anni, scrivendo di tutto dalla cronaca rosa a quella letteraria. Un sodalizio professionale che diventerà anche sentimentale, tanto che Scarfoglio che diventerà suo marito. Una passione, quella per la scrittura, a cui Matilde non rinuncerà neppure dopo la nascita dei suoi figli.
Il giornalismo era per Matilde Serao terreno di osservazioni, di costumi, che lei portava poi nei suoi romanzi. Alle sue note sulla moda, sui cibi, lo sport, gli eventi mondani, le novità del progresso, gli usi e costumi si affiancava un’attenzione particolare a fatti e avvenimenti sociali.
Nel 1885 Edoardo e Matilde fondano il “Corriere di Roma”. Poi il ritorno a Napoli, incoraggiati dall’incontro con il banchiere Matteo Schilizzi, dove comincia l’avventura prima con il Corriere di Napoli e poi con il Mattino. Il primo numero uscirà 16 marzo del 1892. Il giornale diventerà un riferimento del panorama culturale cittadino, anche grazie alla capacità della Serao di trovare un equilibrio tra l’attenzione alla cronaca mondana e una vivace osservazione dei costumi cittadini. La rubrica Api, mosconi e vespe — più tardi semplicemente Mosconi — accompagnerà il suo percorso giornalistico per decenni, raccontando con ironia e acume la vita quotidiana napoletana. Separatasi dal marito, nel 1904 fonderà “Il Giorno” assieme al nuovo compagno Giuseppe Natale, avvocato e giornalista, che diresse fino alla morte.
Ricchissima la sua produzione con oltre quaranta romanzi e racconti, di cui i più felici risalgono al primo periodo, ispirato ai modi del Verismo, inaugurato dalla raccolta Dal vero (1879). Il successo arrivera’, però, con i romanzi Cuore infermo (1881) e Fantasia (1883) e soprattutto con il celebre libro-inchiesta intitolato Il ventre di Napoli (1884 e 1906). A caratterizzare i suoi scritti l’attenta osservazione della realtà, mai separata da una vena sentimentale.

