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Alto Calore, la Procura chiede i bilanci dell’ente di Corso Europa

 

AVELLINO- L’Alto Calore nel mirino della Procura di Avellino. Nuovi accertamenti, quelli scattati da alcuni giorni con un fascicolo aperto dai magistrati avellinesi relativo proprio all’Ente di Corso Europa. Il Procuratore Rosario Cantelmo ha infatti firmato un ordine di esibizione di atti relativo agli ultimi due bilanci dell’Alto Calore, quello che è stato notificato dai militari della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Avellino. Saranno proprio le Fiamme Gialle ad occuparsi anche di questo nuovo accertamento relativo alle attività dell’ente guidato da Raffaello De Stefano. L’ordine di esibizione di atti riguarda i bilanci dell’Ente, ma stando alle indiscrezioni ci sono almeno tre profili su cui la magistratura avellinese è pronta ad accendere i riflettori per quello che riguarda l’attività dell’Alto Calore.
LE INDAGINI
I militari delle Fiamme Gialle avrebbero infatti chiesto i due bilanci, ma in particolare il capitolo relativo a fatture e consulenze che sono state assegnate da parte dell’Alto Calore. Due voci di spesa che erano già finite, quelle delle fatture quantomeno, all’attenzione della Procura nei mesi scorsi. Ora Cantelmo e i suoi sostituti vogliono scavare nelle pieghe del bilancio di un ente che ha un passivi a sei zero. E per questo sicuramente anche dai prossimi step sarà più chiaro a cosa si riferisce questa nuova indagine da parte dei magistrati della Procura di Avellino. A quanto pare allo stato non ci sarebbero neppure iscrizioni nel registro degli indagati. La mole di documentazione che la Procura si prepara ad acquisire potrebbe benissimo aprire anche altri scenari investigativi. Non si può escludere infatti che anche la fusione su cui da settimane si discute, quella con società miste per la gestione del servizio idrico, abbia attirato l’attenzione dei magistrati avellinesi. Consulenze, fatture e fusione. Le prime tre tracce di un’inchiesta che è alle battute iniziali. E anche perchè si tratta di un procedimento nato nel 2016. Quindi fatti nuovi e recenti su cui i pm, molto probabilmente dopo un esposto giunto a Palazzo di Giustizia, stanno effettuando i dovuti accertamenti sul caso. Questo mentre proprio Acs, l’Alto Calore Servizi è finito sotto i riflettori per la vicenda dell’acqua contaminata nell’hinterland. Proprio tre dirigenti Acs sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’altra inchiesta sempre coordinata dallo stesso capo dei pm avellinesi Rosario Cantelmo. L’accusa nei loro confronti è quella di omissione in atti d’ufficio. E non va trascurato proprio il focus che ora i magistrat hanno avviato sui numeri dell’azienda. Del resto, proprio la Procura di Avellino solo qualche mese fa, in un’indagine relativa all’utilizzo dell’auto istituzionale dell’Ente da parte dell’attuale presidente De Stefano, aveva chiesto il rinvio a giudizio per peculato e truffa. Quello che sarà discusso davanti al Gup di Avellino il prossimo 20 settembre (l’udienza è slittata a causa dello sciopero degli avvocati penalisti di una settimana fa).
Ora bisogna attendere quelli che saranno gli ulteriori passaggi dell’inchiesta avviata da parte dei magistrati irpini. Non è escluso che alla luce delle prime acquisizioni, anche di un’eventuale consulenza affiancando il lavoro dei militari della Guardia di Finanza, ci possa essere necessità di altri accertamenti.
Alta l’attenzione da parte dei magistrati, sulla base anche delle denunce, sul fronte della pubblica amministrazione. In questo caso specifico, si tratta anche di un ente, l’Alto Calore con un buco di almeno 100 milioni ed una prospettiva di fusione con la Gesesa che ormai sembra sempre più dietro l’angolo. In tutto questo ora la Procura ha deciso di vederci chiaro. E si tratta solo del primo atto. aerre  

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