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Prof insultato da studente a Unisa, Avallone: rispetto necessario nella relazione didattica ma non smetto di ringraziare i miei studenti

Non smette di ringraziare i suoi studenti il professore Gennaro Avallone, anche aIl’indomani del brutto episodio di cui è stato vittima. Il docente si è limitato a invitare gli studenti che stavano festeggiando la vittoria per le elezioni studentesche)a osservare un po’ di silenzio per consentire il regolare svolgimento della sua lezione. Di risposta, il docente si è sentito intimare di stare zitto. A pronunciare queste parole un ex parlamentare, che nel corso degli ultimi anni ha intessuto numerose relazioni interne ed esterne all’Ateneo che gli hanno concesso di ottenere spazio e potere dentro le mura dell’Università. Malgrado ciò Avallone sottolinea come l’episodio non possa mettere in discussione i traguardi raggiunti in questi anni nei rapporti con gli studenti e il valore del confronto tra docente e allievi, pur ribadendo la necessità del rispetto nelle relazioni. Tante le polemiche sul brutto episodio, con associazioni e docenti che chiedono con forza di intervenire, “Da collega universitario e da educatore, esprimo piena solidarietà al Prof. Gennaro Avallone – scrive il professore Giovanni De Feo – Chi aggredisce verbalmente un docente per aver chiesto rispetto colpisce al cuore l’Università e i suoi valori fondanti: dialogo, ascolto, civiltà. Non c’è educazione senza rispetto. Contro l’arroganza e la prepotenza, riaffermiamo con forza il senso del nostro impegno educativo. Sempre a testa alta, Gennaro. Non sei solo”

“Ho avuto la fortuna – scrive – di fare il lavoro di ricercatore e poi di docente all’università. E’ già stata una fortuna all’interno della mia generazione passata per il precariato. Lo è ancora di più oggi per chi riesce a entrare in una posizione stabile in un contesto di precarietà notevolmente accentuata, che la nuovissima riforma del Governo accentuerà, anche perché proposta in una situazione di strutturale deficit di finanziamento.
Ho anche avuto la fortuna di incontrare alcune migliaia di studentesse e studenti, con le quali e con i quali ho avuto dense esperienze di formazione e, a volte, di ricerca. Di questa fortuna ho sempre ringraziato, cercando di ricambiare. L’università esiste perché ci sono le studentesse e gli studenti e questo non è, per me, un semplice punto di partenza o una retorica: è il motivo per cui chiedo di fare bene la didattica e mi impegno a farla. Ovviamente, richiedo in cambio una sola cosa: la condizione relazionale che permette una buona didattica, dunque la reciprocità del rispetto.
Ho sempre fatto questa esperienza. Le studentesse e gli studenti che ho incontrato non sono mai venuti meno a questa richiesta. In alcuni casi, ho dovuta rendere esplicita la necessità di questa condizione, ma, di solito, essa è maturata nella relazione, nelle ore di lezione, presentazioni, scambi di messaggi e chiacchierate condivise.
L’università è questo, lo è sicuramente dal lato della didattica. E’ una relazione di rispetto. Io ho avuto il privilegio di vivere questa relazione. Un episodio negativo, un momento divergente, non mettono neanche per un attimo in discussione questo privilegio, del quale continuo a ringraziare anche in questo momento le studentesse e gli studenti che nel tempo me lo hanno permesso”

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