Azione non sosterrà le candidature appoggiate finora dal “campo largo” alle prossime Regionali previste in Calabria, Campania e Toscana.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha dato su X una risposta secca ad un’utente che gli chiedeva chiarimenti.
Il no al Campo largo vale per la Calabria dopo che le forze di centrosinistra hanno fatto quadrato intorno a Pasquale Tridico, del M5s, in come governatore.
Su X una donna ha chiesto a Calenda: “Niente sostegno a Tridico in Calabria? Perché circolano queste notizie. Gentilmente può chiarire?”.
E l’ex ministro Calenda ha risposto: “Esatto”. Non ci saranno liste di Azione a sostegno di candidati dei 5S né del Pd “che si piegano ai programmi imposti dai 5S”.
Oggi nel consiglio regionale della Campania esiste un gruppo misto formato da Azione, Per Pri.
A farne parte Pasquale Di Fenza, espulso dal partito da Calenda dopo il caso della De Crescenzo – eletto nel 2020 nei Liberaldemocratici; Salvatore Aversano, che pare alle prossime elezioni regionali dovrebbe essere il capolista a Caserta; Luigi Cirillo e Peppe Sommese, eletto nei Liberaldemocratici, attuale segretario di Azione Campania.
Intanto a porgere la mano ai calendiani sono Maurizio Gasparri e Mara Carfagna. “È evidente che le raffazzonate finte coalizioni che si profilano a sinistra sono condizionate dagli estremismi dei grillini. Del resto anche la Schlein è estranea a ogni tradizione della sinistra riformista e lo dimostra ogni giorno”. Così in una nota Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia
“Girano persone che ripropongono redditi di cittadinanza regionali, pagati come? O il blocco delle infrastrutture. In Campania riciclano un leoncavallino del golfo che delira ipotizzando la chiusura del termovalizzatore di Acerra, cosa che farebbe tornare i rifiuti all’altezza del terzo piano delle case (impresa già riuscita nel passato alla sinistra campana).
Fa bene chi prende le distanze da questa roba. Ma la storia ci dimostra come siano falliti sempre e comunque tutti i tentativi di ‘terzo polo’. Nel centrodestra si può allargare l’area riformista, che è attiva protagonista della coalizione stessa, non a caso fondata da Berlusconi, e orizzonte imprescindibile per noi. In politica gli spettatori stanno in platea fuori dalla scena. Ma se si vuole essere protagonisti, bisogna stare in campo. E i riformisti non possono che confrontarsi con il centrodestra. Quelli dell’altro versante stanno tutti alla ricerca della prossima sede del Leoncavallo o lavorano a un mondo ridotto alla luce delle candele e ai rifiuti per strada”.
E ancora Carfagna: “Confermo la mia disponibilità a dare il massimo, a prescindere da chi sarà il candidato del centrodestra. Che sia Cirielli, Romano, Zinzi o eventualmente anche io, il mio impegno non cambia. La priorità è voltare pagina; dopo l’era De Luca, c’è la possibilità concreta di aprire una nuova stagione”. e fosse lei la prescelta, quali condizioni porrebbe? “C’è solo una condizione che vale per chiunque sia il candidato e mi pare già soddisfatta: l’unità della coalizione”, aggiunge. Alla domanda se quella campana non sia una sfida persa in partenza, Carfagna risponde: “No. Ci sono due grandi novità che rappresentano altrettante occasioni per noi. La sottomissione del Pd ai Cinque Stelle, che allontana i moderati, e la fine del ciclo di De Luca”.


