Minacce e resistenza a pubblico ufficiale e per il possesso di un telefonino di ultima generazione con le quali effettuava dirette sui social, un detenuto – difeso dall’avvocato Carmine Raffaele – condannato ad un anno e due mesi di reclusione per accesso indebito ai dispositivi idonei alla comunicazione e resistenza a pubblico ufficiale.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura. L’uomo era finito a giudizio a seguito di un episodio avvenuto nella sua cella. Il detenuto è stato trovato in possesso di un telefonino di ultima generazione, occultato sotto il materasso. Il dispositivo veniva utilizzato per effettuare dirette sui social network. Il secondo capo d’accusa riguarda le minacce proferite nei confronti degli agenti penitenziari.
Al momento dell’intervento, l’uomo avrebbe opposto resistenza impedendo l’accesso alla cella e minacciando esplicitamente i pubblici ufficiali con la frase: “Vi scasso la faccia se entrate in cella”. Gli accertamenti e le successive contestazioni hanno portato alla perquisizione, effettuata nel marzo 2024. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, prima della chiusura, sono stati ascoltati in aula gli agenti della Polizia Penitenziaria che erano intervenuti quella mattina. Il detenuto era difeso dall’avvocato Carmine Raffaele. Si attende ora il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna.



