Restyling completato al Dormitorio della Cittadella della Carità “Monsignor Antonio Forte” ad Avellino. Locali rinnovati nella sede di via Morelli e Silvati. Intervento sia all’ala maschile che a quella femminile del dormitorio e sala operativa h24.
“Questo è un dormitorio che la città di Avellino possiede da sempre. È attivo da oltre vent’anni e, da sempre, è a disposizione della comunità. Abbiamo deciso di ristrutturarlo, donandogli una nuova vita, prima di tutto con una pulizia profonda e, soprattutto, con l’intento di restituirgli dignità. Al di là della funzione pratica di offrire un luogo di rifugio, riteniamo fondamentale che Avellino possa disporre di uno spazio dove le persone, in particolare quelle più vulnerabili, possano sentirsi accolte e rispettate. Non che il luogo prima non fosse accogliente, ma è sempre complesso in ambienti del genere riuscire a trasmettere anche un senso di bellezza e appartenenza”, afferma il direttore della Caritas Diocesana di Avellino, Antonio D’Orta.

I poveri sono in aumento: “Il numero delle persone in difficoltà cresce, e ci chiediamo: questi spazi sono sufficienti? Il numero dei bisognosi è in aumento, e non solo ad Avellino. Sono in fase di ampliamento gli spazi di accoglienza, con l’aggiunta di oltre 100 posti nelle zone 4 e 5. Questo è un problema che riguarda il futuro prossimo, ma sono certo che la situazione verrà affrontata a breve. Ciò che ci preme maggiormente, e che riflette l’essenza di questa ristrutturazione, è la volontà di aprire una finestra sulla città. Il cancello e la finestra, visibili a tutti, sono un segno chiaro della nostra disponibilità: un luogo sempre accessibile, 24 ore su 24, dove chiunque può avvicinarsi per chiedere informazioni, ricevere supporto, e, se necessario, essere ascoltato immediatamente. L’operatore che si trova in servizio sarà pronto a fornire risposte concrete, fissare appuntamenti per la sera, distribuire pacchi alimentari, o organizzare i pasti”.

In breve, un punto di riferimento costante per chi ha bisogno. “Siamo impegnati nella “prima accoglienza”, un aspetto fondamentale che purtroppo a volte manca. Quest’inverno, ad esempio, abbiamo avuto famiglie che si sono ritrovate in difficoltà senza poter contare su un sostegno adeguato da parte degli assistenti sociali. In quei casi, le abbiamo accolte nel nostro dormitorio, anche in situazioni di emergenza. Ora la nostra struttura è in grado di offrire un rifugio temporaneo, per un numero limitato di giorni, ma pur sempre un aiuto concreto. Accogliamo tutte le persone, senza distinzione. Chi arriva in transito e chi è residente ad Avellino. Non siamo benefattori, e so che questa affermazione può sembrare paradossale, ma è la verità: quello che facciamo, lo facciamo per noi stessi. Secondo il Vangelo, ciò che abbiamo fatto per i più piccoli fra i nostri fratelli, lo abbiamo fatto a Lui. Ecco il motivo che ci spinge: l’amore di Dio, il desiderio di rispondere a questo amore”.
Gli fa eco il vicedirettore della Caritas Diocesana di Avellino, Costantino Del Gaudio: “Non siamo una “discarica”, e non possiamo permettere che il nostro servizio venga percepito come tale. La nostra missione è accogliere, certo, ma è altrettanto fondamentale farlo in modo che ogni persona possa stare bene e sentirsi parte di un progetto di recupero e dignità. L’accoglienza deve essere accompagnata dalla capacità di rispondere ai bisogni, da un senso di sicurezza e da un percorso che migliori le condizioni di chi ci chiede aiuto. Un punto che desidero sottolineare, rivolgendomi soprattutto alla comunità di Avellino, riguarda un fenomeno che vedo spesso sui social, soprattutto su Facebook. È facile esprimere giudizi severi, anche pesanti, nei confronti delle istituzioni o delle persone che si incontrano per strada. Il mio invito è di fare il primo passo in modo concreto: occuparsi di quella persona, aiutarla, prima di affrettarsi a giudicare.
Solo successivamente, è giusto rivolgersi alle autorità competenti, come gli assistenti sociali. Noi siamo sempre disponibili, 24 ore su 24, e ci siamo sempre stati, anche in passato. Desidero esprimere la mia gratitudine a tutti i volontari, senza i quali sarebbe impossibile mantenere questa struttura attiva e accogliente. Siamo operativi dal 1° gennaio al 31 dicembre, e i volontari che ci supportano sono attivi ogni giorno, dalle 8 del mattino fino alle 7 del giorno successivo. Sono persone che, con grande spirito di sacrificio, si mettono a disposizione degli altri, senza chiedere nulla in cambio. Vorrei lanciare un messaggio alla comunità: prima di chiedersi cosa fanno gli altri, chiediamoci cosa possiamo fare noi per quelle persone che si trovano in difficoltà. Un problema che stiamo affrontando, ad esempio, è la carenza di operatori di supporto nelle ore mattutine. La nostra sfida è aperta a tutti, e vogliamo che la comunità si senta parte attiva di questo processo”.



