E’ un giudizio fortemente negativo quello del dirigente scolastico, prof. Nicola Trunfio, responsabile Scuola Forza Italia, sulle scelte della Regione in materia di Dimensionamento Scolastico 2025/26 in Irpinia.
“Comincia davvero nel peggiore dei modi la nuova Regione Campania il suo dialogo con il territorio delle aree interne sulla questione del dimensionamento scolastico. La giunta Fico ha un’unica attenuante, quella che, invero, si concede sempre ai novizi: paga tutti gli errori politici del recente passato.
L’ennesima battaglia giudiziaria persa dall’ex assessora Lucia Fortini sulla questione della reale consistenza delle Presidenze spettanti alla nostra regione, dopo la vittoria di Pirro al Tar, si è conclusa con la sonora sconfitta della sua tesi in Consiglio di Stato da parte del Ministero dell’istruzione e la restituzione obbligata delle 23 presidenze che l’ex assessora predicava di avere salvato.
Il risultato è questo. Il duello giudiziario, pagato tra l’altro nelle varie riprese e nelle varie sedi, ovviamente con i soldi dei cittadini, ha avuto solo il risultato di bruciare tempo, di vanificare la consistenza degli incontri autunnali, delle Conferenze di Servizio Provinciali, all’interno delle quali si è stati indotti a credere impropriamente che non ci fosse necessità di intervenire sulle Presidenze, che non ci sarebbe stato bisogno di nessun taglio, ancor meno nelle aree interne.
Da più parti, invece, si sollecitava già in autunno (come sarebbe dovuto essere secondo il cronoprogramma fissato dalle linee guida) la predisposizione di un piano di razionalizzazione della rete scolastica ad ampio respiro e tecnicamente valido. Il risultato è stato che per avere sprecato tutto il tempo utile alla programmazione dietro ad un’improbabile battaglia giudiziaria, ora si è costretti a raffazzonare una soluzione last second che nella nostra Provincia penalizza eccessivamente un’area geografica, anzi peggio ancora, un solo comune ovvero Ariano Irpino che per qualche apparentemente strana ragione subisce tutti i tagli programmati per il prossimo anno nella nostra Provincia ovvero l’accorpamento dell’IC Calvario Covotta e dell’ IC Mancini e l’accorpamento dell’IS “De Gruttola” con lo storico “Liceo Parzanese”.
Quello che è mancato è stata l’opportunità di un vero, ampio e disteso confronto almeno a livello provinciale. È sotto gli occhi di tutti infatti che in questa provincia esistono realtà in maggiore sofferenza numerica rispetto alle scuole suddette e che applicando le linee guida emanate dalla stessa Regione, si sarebbe potuto/dovuto intervenire su altre scuole, coinvolgendo secondo un criterio geograficamente almeno distributivo anche altre aree dell’Irpinia. Il metodo nuovo, sulla falsa riga di quello vecchio, è invece ancora una volta quello della lotta ideologica contro i parametri numerici stabiliti dal governo centrale, da contrastarsi in sede giudiziaria ed in campagna elettorale, bruciando inevitabilmente i tempi e le opportunità di dialogo reale con i territori e con il mondo della scuola. Ad maiora”
L’ennesima battaglia giudiziaria persa dall’ex assessora Lucia Fortini sulla questione della reale consistenza delle Presidenze spettanti alla nostra regione, dopo la vittoria di Pirro al Tar, si è conclusa con la sonora sconfitta della sua tesi in Consiglio di Stato da parte del Ministero dell’istruzione e la restituzione obbligata delle 23 presidenze che l’ex assessora predicava di avere salvato.
Il risultato è questo. Il duello giudiziario, pagato tra l’altro nelle varie riprese e nelle varie sedi, ovviamente con i soldi dei cittadini, ha avuto solo il risultato di bruciare tempo, di vanificare la consistenza degli incontri autunnali, delle Conferenze di Servizio Provinciali, all’interno delle quali si è stati indotti a credere impropriamente che non ci fosse necessità di intervenire sulle Presidenze, che non ci sarebbe stato bisogno di nessun taglio, ancor meno nelle aree interne.
Da più parti, invece, si sollecitava già in autunno (come sarebbe dovuto essere secondo il cronoprogramma fissato dalle linee guida) la predisposizione di un piano di razionalizzazione della rete scolastica ad ampio respiro e tecnicamente valido. Il risultato è stato che per avere sprecato tutto il tempo utile alla programmazione dietro ad un’improbabile battaglia giudiziaria, ora si è costretti a raffazzonare una soluzione last second che nella nostra Provincia penalizza eccessivamente un’area geografica, anzi peggio ancora, un solo comune ovvero Ariano Irpino che per qualche apparentemente strana ragione subisce tutti i tagli programmati per il prossimo anno nella nostra Provincia ovvero l’accorpamento dell’IC Calvario Covotta e dell’ IC Mancini e l’accorpamento dell’IS “De Gruttola” con lo storico “Liceo Parzanese”.
Quello che è mancato è stata l’opportunità di un vero, ampio e disteso confronto almeno a livello provinciale. È sotto gli occhi di tutti infatti che in questa provincia esistono realtà in maggiore sofferenza numerica rispetto alle scuole suddette e che applicando le linee guida emanate dalla stessa Regione, si sarebbe potuto/dovuto intervenire su altre scuole, coinvolgendo secondo un criterio geograficamente almeno distributivo anche altre aree dell’Irpinia. Il metodo nuovo, sulla falsa riga di quello vecchio, è invece ancora una volta quello della lotta ideologica contro i parametri numerici stabiliti dal governo centrale, da contrastarsi in sede giudiziaria ed in campagna elettorale, bruciando inevitabilmente i tempi e le opportunità di dialogo reale con i territori e con il mondo della scuola. Ad maiora”



