Tre giorni di iniziative tra Napoli, Roma e Milano per ricordare la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi e, soprattutto, per rilanciarne l’eredità politica rendendola attuale. È questo il filo conduttore degli eventi promossi da Forza Italia a trentadue anni dall’annuncio che cambiò la politica italiana.
A Napoli, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicepresidente nazionale del partito, ha sottolineato come la memoria non possa ridursi a celebrazione: “Per rendere vivo ciò che Berlusconi ha rappresentato bisogna attualizzarne la lezione. Forza Italia nacque come una creatura fortemente innovativa e oggi deve tornare a essere il partito dell’innovazione nel centrodestra”. Occhiuto ha poi evidenziato la sintonia con Marina Berlusconi sui temi identitari del movimento: “C’è una perfetta convergenza sul quid liberale e riformista che Forza Italia deve continuare a incarnare”.
Sulla stessa linea il segretario nazionale Antonio Tajani, che ha ribadito il senso politico delle celebrazioni: “Vogliamo rivendicare il nostro ruolo centrale nella rivoluzione liberale immaginata da Berlusconi, in parte realizzata e che ora dobbiamo portare a compimento”. Tajani ha spiegato la scelta di partire dal Sud ricordando una delle intuizioni fondanti del leader azzurro: “Non devono esistere cittadini di serie A e di serie B. Il Mezzogiorno deve beneficiare pienamente delle politiche sociali e di crescita economica”.
Dal palco napoletano è intervenuto anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha richiamato l’attualità dei valori fondanti del partito: “Tutto ciò che è stato detto oggi è attuale come allora: dignità, politiche sociali, attenzione ai territori. È questo che ha contraddistinto Forza Italia in quarant’anni di storia ed è da qui che bisogna ripartire, soprattutto nel Mezzogiorno”.
Un richiamo ai valori è arrivato anche dal governatore del Molise Francesco Roberti: “Berlusconi non ha trascurato nulla. Se dopo trent’anni siamo ancora qui è perché Forza Italia, a differenza di altri partiti, si fonda su valori unici. Serve il coraggio di continuare a lavorare su queste fondamenta”.
Il deputato e sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, responsabile nazionale delle Adesioni, che ha rivendicato la vitalità del partito dopo la scomparsa del fondatore: “Dopo il 12 giugno 2023 ci davano per finiti. Oggi possiamo dire con orgoglio che Forza Italia c’è: nel 2025 ha raggiunto 250mila iscritti, è il terzo partito italiano e la seconda forza del centrodestra”. Un risultato, ha spiegato Ferrante, costruito attorno al connubio tra libertà e dignità, cifra identitaria dell’azione politica azzurra. “Berlusconi sognava una società libera, senza paura – ha concluso –. Forza Italia non è e non sarà mai il partito che specula sulle paure. Siamo il partito della responsabilità, del pragmatismo e della coerenza. Se oggi parliamo di garantismo, grandi opere, europeismo e atlantismo, lo dobbiamo alla visione di Silvio Berlusconi, che trentadue anni fa ci ha messo dalla parte giusta della storia”.


