Non è una sorpresa. Gianluca Festa ha già annunciato che sarà ricandidato sindaco. Quattro liste: Davvero, W la Libertà, le due liste di fedelissimi, e poi la lista dei giovani, Enjoy, e una quarta lista, chissà.
E ora ci sono i manifesti “sei per tre” che segnano l’inizio della campagna elettorale dell’ex sindaco. Che rivendica le scelte e i risultati del suo governo cittadino. E lo fa tirando in ballo, provocatoriamente, anche l’inchiesta giudiziaria che lo ha portato a processo: su ogni manifesto si legge infatti “Gianluca Festa è colpevole”, con l’accusa subito chiarita e capovolta in orgoglio politico: colpevole di aver ridato ad Avellino Piazza Castello, di aver riqualificato la Dogana, di aver portato in città Eurochocolate e l’università, di aver avviato la rigenerazione di aree periferiche come Quattrograna e San Pio e altro ancora.
Il termine “colpevole”, enfatizzato graficamente come specie un timbro giudiziario, diventa una rivendicazione politica: “colpevole” di aver provato a cambiare la città, si legge sui “sei per tre”.
Una comunicazione diretta e polarizzante: Festa si confessa colpevole di aver amministrato Avellino, di aver lavorato, a suo giudizio, bene. Festa è colpevole, come recita l’hashtag, #colpevolesolodiamareavellino.




