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La giunta Pizza, oltre i numeri

Il Pd è il primo partito per voti: il 20,96% dei voti totali all’interno di una coalizione che si attesta al 53,95%. I dem valgono quasi il 40 per cento del centrosinistra e spetterebbero loro ben quattro assessori. Ma c’è un sindaco Pd. E tre bastano

In democrazia contano i numeri. È contando le preferenze dei partiti e degli eletti che il neo sindaco Nello Pizza dovrà costituire la nuova giunta. Nove i posti disponibili. Non meno di quattro per la quota rosa. Preferenze e quota rosa sono allora in primis i due criteri per la scelta degli assessori.

Il Pd è il primo partito per voti: il 20,96% dei voti totali all’interno di una coalizione che si attesta al 53,95%. I dem valgono quasi il 40 per cento del centrosinistra e spetterebbero loro ben quattro assessori. Ma c’è un sindaco Pd. E tre bastano. Più la presidenza del consiglio.

Il vicesindaco non toccherebbe alla seconda lista della coalizione, Avanti-Psi-Avellino Europea, 2.576 voti, l’8,62 per cento e tre eletti. Stiamo con Nello Pizza è infatti collegata al sindaco. E oltre i numeri c’è la politica, l’asse Pd-5stelle sul modello regionale del presidente Roberto Fico: il vicesindaco sarebbe un 5s, lista che vale il 7,59% dei voti, 2.267 preferenze e tre eletti. Il più votato 5s è Antonio Aquino, con 432 preferenze.

Per il Pd dunque tre assessori: su un totale di otto eletti, i quattro dem più votati sono Ettore Iacovacci con 757 preferenze, Nicola Giordano con 754, Enza Ambrosone con 714 e Luca Cipriano con 511. Per ognuno di loro ci sarà un incarico. Nella giunta o da presidente del consiglio comunale (Giordano o Iacovacci sarebbero favoriti, ma ci sarà la votazione in aula, e tutto può succedere: anche che sia eletto un consigliere di Avellino città pubblica) o da capogruppo della maggioranza (Ambrosone sarebbe in pole).

Se ci fossero tre consiglieri Pd in giunta allora resterebbero sei caselle libere per gli alleati: Stiamo con Nello Pizza, 5s, Avs-Avellino città pubblica, a 2.215 voti, il 7,41 per cento; uno per Casa Riformista, che ottiene 1.881 voti, ovvero il 6,30 per cento; uno per Noi di Centro: 916 voti, pari al 3,07 per cento.

Con un vicesindaco maschio e Ambrosone assessore, per rispettare la quota rosa servirebbero altre tre assessore. Ma le donne elette non sono le più votate delle rispettive liste.

Il più votato di Avellino città pubblica è Antonio Bellizzi, con 411 preferenze; seguito da Francesco Iandolo con 355 e Amalio Santoro con 345 voti.

Geppino Giacobbe è il primo di Stiamo con Nello Pizza, con 387 voti. Sergio Trezza della lista Casa Riformista è il quarto più votato in assoluto: 641 voti. Gino Iannace di Noi di Centro si ferma a 118. Nessuna donna: il nuovo sindaco dovrà allora scorrere verso il basso le liste degli eletti. La donna più votata in assoluto è Ambrosone, seguita da Erica Stanco a quota 535 di Casa Riformista. Nel Pd ci sono Nicole Mazzeo a 429, Marietta Giordano a 373 e Sara Iannaccone a 372.

Inoltre ci sono le non elette: 226 voti per Rita Iannaccone di Stiamo con Nello Pizza, 250 voti per Anna D’Aliasi del M5s, 250 voti anche per Annamaria De Stefano di Avellino città pubblica e, infine, Gaetana Addesa con 104 preferenze per Casa Riformista.

Insomma, Pizza la soluzione ce l’ha: serve solo la politica per mediare. Significa trovare la quadra senza creare contrapposizioni tra gli alleati e all’interno delle liste, motivando ogni scelta. Spiegando perché, eventualmente, a Maura Sarno, coordinatrice provinciale del M5s, spetterebbe la carica di vicesindaca. Oppure perché a Trezza eventualmente sarebbe assegnata una delega o un incarico esterno e non un assessorato.

Certo, ci sono le deleghe esterne – quella allo sport per Giacobbe, per esempio – da distribuire.

E ancora ci sono in palio altri incarichi, considerando che l’Acs è in liquidazione; e comunque per Grande – incarico quasi gratuito – e Piano di Zona – incarico gratuito – va chiarito se vi siano incompatibilità tra l’incarico di consigliere e presidente.

Tutto è possibile, anche oltre i numeri e contro i numeri. Ad esempio chi riveste l’incarico di assessore dovrebbe aver una certa competenza e non solo preferenze. Nicola Giordano assessore all’Urbanistica o ai Lavori pubblici: è un ingegnere. Anche Aquino è ingegnere ambientale. Cipriano ha già diretto il Gesualdo: delega alla Cultura. (Forse al Bilancio servirebbe un tecnico).

Pizza ha annunciato che a metà giugno ci saranno la proclamazione degli eletti e la nuova giunta.

Non sarà facile incasellare gli assessori ma neppure impossibile. Pizza dovrà solo motivare perché a chi sì e a chi no. È il prezzo che il neo sindaco paga per avere con sé una coalizione.

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Antonio Picariello

1 commento

  1. Il docente Gino Iannace ingegnere ha una lunga esperienza amministrativa, figlio di amministratore di lungo corso, per questo motivo sono sicuro che darà un grande contributo per Avellino. Gli auguro buon lavoro nell’ interesse degli avellinesi tutti.

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