E’ stata l’occasione per ribadire il legame forte tra Alfonso Gatto e l’Irpinia, a partire dall’amicizia con il critico letterario Carlo Muscetta, il confronto promosso da Insieme per Avellino, in collaborazione con l’IC Regina Margherita-Da Vinci, tenutosi ieri al Carcere Borbonico di Avellino. “E’ il 1932 quando Gatto pubblica con la tipografia Pergola la sua prima raccolta “Isola” grazie al sostegno dell’amico Carlo Muscetta, nel segno di un’amicizia consolidatasi negli anni, Era spesso ospite ad Avellino a casa di Carlo Muscetta e più volte aveva sottolineato come preferisse Avellino a Salerno per la sua vivacità culturale e la cordialità degli uomini – spiega il professore Paolo Saggese, dirigente scolastico – Avellino era un luogo dell’anima per lui. Fu il papà di Carlo Muscetta a farsi carico delle spese di pubblicazione dell’opera. E sarà Montale a consacrarlo come poeta con una sua recensione dell’Isola. E proprio a salutare Montale, al Caffè Giubbe Rosse, si recheranno Gatto, Muscetta e un altro intellettuale Libero de Libero, come raccontato dallo stesso Muscetta, Una storia che ci dimostra come una piccola città possa diventare protagonista della storia letteraria italiana fino a raggiungere la cerchia di poeti che si muoveva intorno al Caffè Giubbe Rosse di Firenze. Ma furono tanti gli amici di Gatto ad Avellino, da Guido Dorso a Giovanni Pionati con cui avviò un rapporto epistolare con lettere, ad oggi ancora inedite”. Eppure, ricorda Saggese, “Gatto rimase a lungo dimenticato. Decisivo sarà l’impegno di critici come Mario Gabriele Giordano che con la rivista Riscontri solleciteranno più volte a riscoprire l’opera del poeta. In questo processo di riscoperta importantissima sarà la pubblicazione dell’edizione Mondadori delle sue poesie, curata da Silvio Ramat. Nel 2006 sarà un convegno alla Biblioteca Provinciale a rendergli omaggio, grazie all’impegno del prof. Filippo D’Oria e dell’allora Presidente della Provincia Alberta De Simone con la partecipazione dei professori Francesco D’Episcopo, Aurelio Benevento, Giuseppe D’Errico e del sottoscritto. Un impegno che si inseriva nell’ambito del progetto di valorizzazione della poesia del Sud che portava avanti del Centro di documentazione Poesia del Sud”. Di qui l’importanza del lavoro portato avanti dalle scuole come l’IC Margherita Da Vinci “Le scuole svolgono una funzione importantissima nell’educare alla bellezza della poesia. Gli studenti hanno letto alcuni dei componimenti di Gatto, ponendo l’accento su Gatto come poeta della libertà e della democrazia, al di là di una critica che lo aveva relegato a ruolo di poeta partigiano” Un omaggio, quello degli studenti del Regina Margherita Da Vinci, accompagnati dalla prof.ssa Donatella Ferrante e dal dirigente scolastico Vincenzo Bruno, affidato a versi come quelli dedicati al 25 aprile e a Giorgio Curiel, sapientemente riletti dai ragazzi, concluso dall’appello a risistemare la targa a lui dedicata che campeggia nella piazzetta antistante la scuola. “Un poeta, prosegue Saggese, capace di cantare l’uomo nella sua complessità come ben scrisse Montale nell’epitaffio sulla tomba ‘Per lui vita e poesia furono un’unica testimonianza d’amore'”. Mentre l’onorevole Enzo De Luca sottolinea l’importanza di ripartire dalla Carta Costituzionale e dall’Europa come pilastro di democrazia, invitando ciascuno a fare la propria parte per difendere i valori di libertà e giustizia. E’, infine, la pedagogista Giulia Perfetto a spiegare come “Centrale è ancora oggi la responsabilità degli intellettuali. La sua voce, profondamente umana e civile, continua infatti a interrogare il nostro presente: nei suoi versi ritroviamo la sensibilità verso la vita quotidiana, l’attenzione per le persone e per i luoghi, ma anche una tensione etica che invita a non restare indifferenti davanti alle sfide del nostro tempo. Rileggere Alfonso Gatto oggi significa riscoprire una poesia che non appartiene soltanto alla storia letteraria, ma che resta viva perché capace di dialogare con la contemporaneità, con le inquietudini e le speranze della società in cui viviamo”.




