“C’erano ben tre addetti stampa”, ma non solo. Anche due dirigenti sono stati mandati via. Poi lo stop agli incarichi a consulenti esterni, soprattutto per gli ‘affari legali’. E infine la chiusura di quegli enti e fondazioni creati ma mai entrati in funzione (vedi la Fondazione Cultura): tra le righe di quello che all’apparenza poteva sembrare solo un comunicato stampa ‘tecnico’, con il quale il Comune di Avellino annunciava l’approvazione del Bilancio di Previsione 2026-2028, si possono leggere invece una serie di ‘punzecchiature’, nemmeno troppo velate, a chi ha gestito i soldi pubblici degli avellinesi negli ultimi anni.
Con questo Bilancio di Previsione la commissaria straordinaria Giuliana Perrotta si avvia a chiudere gli ultimi tre mesi di mandato completando quella riorganizzazione interna della macchina municipale portata avanti nell’ottica della spending review: un processo iniziato fin da subito con il licenziamento di tre componenti dello staff dell’ex sindaca Laura Nargi (nello specifico tre addetti stampa ai quali non è stato rinnovato il contratto in scadenza), e che continua in questi giorni con il reclutamento “in prestito” dal Comune di Taranto di un nuovo dirigente a capo del settore Ragioneria e con l’assunzione di otto nuovi vigili urbani, anche questi da reclutare tramite la cosiddetta “mobilità tra enti”: si tratta cioé di vigili urbani già in servizio presso altri Comuni e che intendono dare la propria disponibilità a trasferirsi ad Avellino (quattro con contratto indeterminato e quattro part time).
Questa procedura della mobilità interna consentirà al Comune di Avellino di mettere una toppa alla cronica carenza di organico della polizia municipale e soprattutto di farlo senza ricorrere ad un “normale” concorso pubblico, anche perché l’ultimo concorso che era stato indetto durante la consiliatura Festa finì nel peggiore dei modi: con le sessioni d’esame bloccate da un blitz delle forze dell’ordine e con il sindaco accusato, insieme ad altri dipendenti e funzionari del Comune, di aver truccato l’esame passando in anticipo le risposte dei quiz ad un concorrente ‘amico’. Ed è proprio la commissaria Perrotta, nel comunicato che l’altro giorno ha diffuso da Palazzo di Città per annunciare l’approvazione del Bilancio, a sottolineare i punti di differenza tra la sua gestione commissariale e quelle sindacali precedenti: una sorta di ‘tirata di orecchie’ a distanza.
GLI IMPEGNI NON MANTENUTI DAI PREDECESSORI
“Con questo Bilancio – si legge nel comunicato – si conclude idealmente una fase fondamentale della gestione commissariale, mirante al rispetto degli impegni cogenti di carattere finanziario a cui il Comune era tenuto dal Piano di Riequilibrio finanziario e dal ‘Patto per Avellino’, avendo ricevuto un cospicuo finanziamento dal Governo onde evitare il dissesto… Alla data del 31 dicembre 2024, come risulta sia dal Rendiconto dell’esercizio 2024 approvato dal commissario ad acta, che dalla relazione dei Revisori dei Conti rassegnata a luglio 2025, quasi contemporaneamente all’insediamento del Commissario Prefettizio, esisteva un disavanzo da ripianare pari a 26.998.774,70 euro e non era stata nemmeno recuperata la quota annuale del disavanzo prevista nel Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale per un importo di 833.799,49 euro. Il Collegio dei Revisori nell’esprimere il proprio parere positivo sulla delibera n. 57, ha affermato che nell’anno 2025 è stato possibile pervenire al recupero integrale del disavanzo, e approvare il bilancio 2026-28, in linea con gli obiettivi previsti nel citato Piano di Riequilibrio, recuperando, altresì, quanto non recuperato nel corso dell’esercizio 2024. Lo stesso Collegio ha riconosciuto che ciò è stato reso possibile grazie ad una rigorosa razionalizzazione della spesa pubblica avviata dal Commissario Straordinario nel corso dell’esercizio 2025, con l’eliminazione di spese non indispensabili per l’espletamento dei fini istituzionali e/o non consentite dalla normativa vigente e una riorganizzazione dell’apparato amministrativo”.
LE ‘PUNTURE’ AGLI EX SINDACI
“Si evidenzia, a tal proposito, a titolo meramente esemplificativo, la riduzione della spesa realizzatasi con la risoluzione contrattuale con ben 3 addetti stampa presenti al momento dell’insediamento della gestione commissariale; l’eliminazione di una posizione dirigenziale, a cui ha fatto seguito la cessazione del rapporto di lavoro ex art. 110 con un dirigente; la ricostituzione del servizio autonomo dell’avvocatura interna all’Ente e la centralizzazione della gestione del contenzioso e degli affari legali; il risparmio sullo stanziamento relativo al funzionamento degli organi istituzionali passato dai circa 700mila euro annui della gestione ordinaria ai circa 400mila annui della gestione commissariale; lo scioglimento della fondazione di partecipazione “Città di Avellino” inattiva dalla sua costituzione, con il recupero del fondo all’uopo versato pari a circa 50mila euro”.
“In tale contesto, in questi mesi, ogni sforzo profuso è stato prioritariamente rivolto al mantenimento dei livelli essenziali dei servizi erogati dal Comune di Avellino, al fine di ridurre per quanto possibile ulteriori conseguenze negative sulla popolazione residente, peraltro gravata da un’imposizione fiscale locale ai massimi livelli, deliberata già dalle precedenti Amministrazioni, assicurando nel contempo la manutenzione delle strade e delle strutture comunali, e garantendo anche un potenziamento del personale comunale, oggi sottorganico di circa 140 unità circa”.
IL CONCORSO TRUCCATO
“La carenza di personale è particolarmente avvertita nel settore della polizia Municipale, dove il personale si è ridotto di circa il 40% della dotazione organica, con solo n. 32 unità in servizio, con conseguente impossibilità ad assicurare servizi fondamentali a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, e il cui potenziamento era stato vanificato alcuni anni fa per irregolarità delle procedure concorsuali, con conseguente annullamento del concorso”. Da qui, ora, il ricorso alla procedura della mobilità volontaria per i nuovi 8 vigili urbani.


